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L'erbaluce, un grande vino

Notizia del 23/03/2014

“Questo vitigno secondo la leggenda deve il suo nome alla ninfa Albaluce ,figlia del Sole e dell'Alba, la quale, commossa per l'affetto che le dimostravano gli abitanti della zona di Caluso non riuscì a trattenere le lacrime che, cadute sul suolo calcareo, originarono il vitigno denominato in suo onore Erbaluce. Un’altra spiegazione del nome, forse meno poetica, ma più realistica, deriva dalla tipica colorazione che quest’uva assume in autunno accendendosi di caldi riflessi ramati e leggermente rosati che ricordano l'Alba.

Nonostante questo nome evocativo, l’Erbaluce ha stentato a far riconoscere i suoi meriti, pur avendo ottenuta la d.o.c. , come primo bianco Piemontese, esattamente quarant’anni fa.

Forse sarà perché la produzione è veramente esigua (circa 100 ettari vitati) o perché il vino non è stato adeguatamente promozionato, a volte neppure dai ristoratori del Canavese, comunque la realtà è questa, anche se la prima documentazione sull’ Erbaluce risale addirittura ad uno scritto di Giovan Battista Croce del 1606, mentre il vitigno sembra risalire addirittura ai romani.

Il Caluso tuttavia è veramente un grande vino e bisogna dare atto al Consorzio di scelte coraggiose, come quella di escludere dal disciplinare la tipologia Vino Liquoroso, per concentrarsi sull’Erbaluce Secco, adattissimo in abbinamento con antipasti o piatti al pesce d’acqua dolce (pensiamo soprattutto al locale Lago di Candia) , all’Erbaluce Spumante , adatto anche come tuttopasto, e al più noto Caluso Passito, prodotto da uve essiccate naturalmente, adatto in abbinamento con pasticceria secca, ma anche con il foie gras abbastanza comune nella cucina piemontese e valdostana .

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