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Notizia del 20/07/2013
Parlare di osterie, di questi tempi, è dura.
E' dura, perchè con tale definizione si fanno passare locali travestiti, simil-antico e..... fermiamoci qui per carità di patria.
Ci voleva un veneziano della terraferma, Marco Scantamburlo, per iniziare tredici anni orsono una avventura 'filologicamente' corretta, in quel di Venegazzù, alla Osteria della Vittoria.
Il nostro poteva contare su di una esperienza familiare di 'casolino', ai tempi d'oro, quando il casolino, per l'appunto, era selettore, stagionatore delle delizie dei territori.
Quando Marco è arrivato alla Osteria della Vittoria non ha voluto cambiare la pelle del locale.
Osteria era, per la storia ed osteria è rimasta, ancor oggi, quando la cucina ha iniziato ad accompagnare le 'ombre' (sempre più buone) e i cicchetti.
Così dalle 18, dal mercoledì alla domenica, l'Osteria della Vittoria diventa un punto di incontro dove si incrociano le opinioni, le chiacchiere, i lamenti di una varia umanità, senza distinzioni di ceto o di cultura.
Perchè, nella tradizione veneta, l'osteria è una sorta di tempio laico, ove si celebrano riti antichi ma sempre contemporanei.
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