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Notizia del 16/07/2007
La prima guida all’Italia delle De.Co.
L’Italia è il paese dei comuni. E ognuno di essi ha qualcosa da raccontare, qualcosa di speciale, spesso di unico, da proporre anche sul piano enogastronomico. Lo aveva ben compreso Luigi Veronelli, che non a caso aveva guardato proprio al comune come all’unità territoriale più idonea ad esprimere il legame dell’uomo con quello che resta della civiltà contadina. Da qui era nata la sua idea delle De.co, le denominazioni comunali, che avrebbero dovuto censire e proteggere il frutto più autentico e originale delle tipicità locali. Il grande cultore del mondo rurale se n’è però andato senza che il suo sogno venisse compiutamente realizzato. Guardate con fastidio dalla burocrazia centrale essenzialmente per la carica di spontaneità che esprimono, le DE.CO. vivono una vita randagia, per quanto più di 400 comuni, tra piccoli e grandi, le abbiano fino ad oggi deliberate. Senza l’occhio vigile e sicuro di chi le ha inventate, rischiano di perdersi nel mare delle mille trovate buone soltanto ad accalappiare l’ignaro turista domenicale.
Occorreva pertanto mettere un po’ d’ordine nella materia, separando il già visto nella solita sagra paesana dalla vera e propria trouvaille gastronomica. Ci ha pensato, e con esiti straordinariamente efficaci, Riccardo Lagorio con questo suo “Viaggio nell’Italia a denominazione comunale”, una guida che emana dalle sue pagine il profumo stupefacente della freschezza e della originalità. Come spiega Orazio Olivieri nell’introduzione al libro, l’autore non è un gastronomo da scrivania: già collaboratore di Veronelli e creatore lui stesso della prima De.co nel suo comune della campagna bresciana, Lagorio ha percorso in lungo e in largo la penisola, scovando, studiando e verificando sul campo circa 200 prodotti, non di rado veri e propri “capolavori dimenticati che emergono dal buio della storia locale”.
Riccardo Lagorio: “Viaggio nell’Italia a denominazione comunale (De.co.)”, Forterrea editore, € 18.
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