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Notizia del 13/05/2012
La porchetta e' un piatto originario del Lazio, la cui storia risale ai tempi dell’Impero Romano e le tecniche di preparazione sono addirittura menzionate in alcuni scritti di letterati e artisti del 400 a.c. Sembra che il prodotto fosse il piatto preferito dell’Imperatore Nerone, famoso per il palato raffinato, con cui organizzava dei sontuosi banchetti con gli amici. In una ricetta del “DE RE COQUINARIA” , al tempo di Tiberio, cosi si parla della preparazione di una porchetta di quei tempi: “pulisci il maiale, svuotalo della parte della gola, acconciane il collo prima che abbia da indurire, apri l’orecchio sotto la cute, metti della salvia tarantina [...] Ripeti con l’altro orecchio. Inserirci un ripieno in questo modo: trita del pepe, della maggiorana, poca radice di laser, bagna con salsa di apicio, aggiungi delle cervella cotte, delle uova crude, del brodo di maiale, uccelletti se ne puoi disporre, pinocchi. Tura con la pergamena e lega; poi mettilo al forno lento. Quando e' cotto ungi bene e servilo”. La porchetta ai giorni nostri e' un prodotto ormai diffuso su tutto il territorio nazionale, con piccole varianti locali legate all’uso di particolari spezie o erbe, apprezzato per il suo gusto e per la semplicita' e molteplicita' di impiego. Come specialita' trevigiana la porchetta nasce nel 1919, tenuta a battesimo da Ermete Beltrame nella sua birreria sotto il Palazzo dei Trecento a Treviso.
La porchetta e' una specie di prosciutto ottenuto da un maiale di un anno. La si puo' trovare in osso o disossata a forma cilindrica. Presenta internamente una colorazione bianchiccia, con delle parti in cui e' evidente la speziatura, mentre esternamente si presenta dorata. E' molto fragrante, saporita e gustosa. Non e' un alimento grasso, poiche', nella fase di cottura, proprio i grassi vengono sciolti dal calore e raccolti in speciali vaschette. Va servita fredda e, nonostante sia priva di additivi e conservanti, rimane saporita e fragrante almeno per due settimane se mantenuta in luogo refrigerato." (da MarcaDoc).
I giornalisti e i comunicatori dell'Associazione l'Altratavola hanno potuto degustare la porchetta trevigiana di Elio
Agostini al Caffè al Borgo di Castelfranco Veneto.
"Coscia di suino fresca, con aromi naturali.E' un prodotto arrosto senza conservanti,nè additivi chimici.Non viene siringato"
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