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CONOSCIAMO UN PO'LA BASILICATA : IL VULTURE - PRODOTTI TIPICI

Notizia del 09/05/2011

La natura lavica del suolo e del sottosuolo, oltre a renderlo particolarmente ricco di acque minerali, permette anche la coltivazione della vite e dell'olivo.

Il vino DOC per eccellenza della zona è l'Aglianico del Vulture, dal nome del vitigno di origine greca Ellenico, diffuso anche nell'Avellinese e nel Beneventano, ma a cui la matrice lavica dei terreni del Vulture conferisce una corposità e caratteristiche organolettiche tutte particolari, distinte dagli altri tipi di Aglianico.

Viene coltivato fino ai 800 metri di altitudine, sebbene le condizioni ottimali sono tra i 200 ed i 600 metri. È considerato dagli esperti un ottimo accompagnamento con l'arrosto e i formaggi molto stagionati.

L'Aglianico è un vitigno "autoctono"considerato il capostipite dei vitigni autoctoni nazionali.

Assolutamente da menzionare le acque minerali, le cui sorgenti rappresentano da millenni un immenso bacino idrominerario. I terreni vulcanici danno alle acque sorgive una naturale effervescenza, che rappresenta una delle peculiarità delle acque del Vulture. Da queste sorgenti sgorgano acque minerali acidule che hanno permesso lo sviluppo di industrie d'imbottigliamento come Fonti del Vulture di Rionero e Gaudianello della frazione omonima che esportano la loro produzione in tutta Italia.

L'olio omonimo è un altro punto cardine dei prodotti della zona e dell'intera Basilicata, originato dalla varietà di olivo Ogliarola del Vulture detta anche "Rapollese" o "nostrale" assieme ad altri tipi come Coratina, Cima di Melfi, Leccino e Rotondella. Di colore giallo ambrato con riflessi verdi e di sapore fruttato con un lieve tono piccante, negli ultimi periodi si è affacciato nel mercato italiano dell'olio con risultati soddisfacenti.

I comuni di quest'area lucana (Melfi su tutti) sono, inoltre, rinomati per le castagne, di cui si possono trovare vari tipi. La "pistoiese" (o "settembrina"), castagna precoce e di piccola pezzatura che matura agli inizi dell'autunno; la "casentinese", simile alla "pistoiese" ma più grande e di maturazione tarda rispetto ad essa; la "cuneese", definita così date le sue origini piemontesi. Tuttavia il tipo più famoso è il "marroncino di Melfi", dalla buccia marrone con evidenti striature, protagonista della Sagra della Varola che si tiene a Melfi in autunno, ove si possono gustare anche prodotti culinari del posto a base di castagne.

Anche il miele occupa un posto di rilievo. Ripacandida, il produttore principale del Vulture, è una delle 34 "Città del Miele" a livello nazionale, unite per promuovere e tutelare questo prodotto nel mercato italiano. Il comune è inoltre sede della Mellinoteca Nazionale "L'oro dei Fiori", uno dei maggiori centri in Italia di esposizione, degustazione e vendita di miele ed altri prodotti come propoli, pappa reale, granuli di polline, candele di cera d'api.

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Notizia n. 578 dalla Basilicata


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