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Notizia del 29/09/2010
13a EDIZIONE
Programma 2010
Sabato 13 novembre
ore 15.30
Apertura FIERA de l'OCA
con "l'OCARIA"
(ingresso libero)
ore 16.00
INIZIO SPETTACOLI CON ATTORI DI STRADA:
I Musici, Il teatro dei burattini
Saltimbanco, giocolieri, attori di strada
Mostra di oche vive
GIOCO DELL'OCA PER BAMBINI
(potranno partecipare tutti i bimbi presenti)
Ore 18.00
Elezione di "MISS Oca"
Tra i migliori esemplari di oche in esposizione, di almeno 20 razze diverse, il pubblico, tra 4 pennuti preselezionati dagli esperti, eleggerà la più bella: Miss Oca
Domenica 14 novembre
ore 9.30
Riapertura FIERA de l'OCA
Con "l'OCARIA"
(mercato e spettacoli di strada)
ore 11.30
"LA CUCCAGNATA",
pregioco per l'assegnazione
dell'ordine di partenza
ore 15.00
Sfilata dei figuranti
&
"ZOGO DE L'OCA IN PIAZZA"
(entrata a pagamento)
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Nel 1998 Roberto Gallorini, Presidente della Pro Loco di Mirano, ideò il grande "ZOGO DE L'OCA IN PIAZZA", riportando il gioco di Carlo Preti su 63 grandi tavole (di 2 metri per 2), rialzate 80 cm. da terra, che disposte attorno all'ovale della piazza formano una grande passerella colorata di circa 130 metri.
L'epoca e la Piazza
La manifestazione è stata ambientata alla fine del secolo scorso, un po' per rifuggire dal consueto richiamo medievale, ma soprattutto per riscoprire il sapore genuino, la semplice quotidianità di un periodo non così lontano, ma già dimenticato. Il proposito è quello di ricostruire una festa di un paese di campagna all'inizio del '900 con i costumi e la scenografia relativi.
Attorno all'ovale costituito dalle caselle, vengono innalzate ampie tribune su i quattro lati della Piazza formando così un anfiteatro. A questo si accede attraverso tre grandi portoni simili ai frontespizi delle giostre di una volta.
Le case prospicenti la Piazza e le viuzze circostanti e le tribune stesse vengono addobbate con bandiere e stendardi, insegne e cartelloni del tempo passato. Vi è il recinto con gli animale da cortile, la vecchia osteria, il gioco delle bocce, il fotografo d'epoca.
I partecipanti al gioco, gli organizzatori, moltissimi paesani, hanno ritrovato in soffitte o cantine i vecchi abiti dei nonni. Altri se li son fatti fare. Abiti da contadini, da notai e signorotti, da militari, da signore con ombrellino e cappellino. Son saltati fuori carrettini, vecchie biciclette, carrozzine, carriole, cerchi e trottole.
Artisti di strada, il teatrino delle marionette, saltimbanchi e "trampolieri", suonatori, il mangiafuoco percorrono le viuzze e la piazza allietando ed intrattenendo il pubblico mentre la banda di Mirano, con le vecchie divise di fine '800, suona musiche d'epoca. Ma su tutti si ergono imponenti delle gigantesche oche bianche di legno che sembrano uscire da sotto i portici e sopravanzare i visitatori.
Al "zogo" partecipano sei squadre in rappresentanza delle cinque frazioni di Mirano (Ballò, Campocroce, Scaltenigo, Vetrego, Zianigo) e del capoluogo stesso. I costumi dei componenti sono stati ricavati da vecchie stampe d'epoca raffiguranti degli atleti. Son tutti uguali di foggia ma si distinguono per il colore diverso della fascia e delle calze: verde per la squadra di Zianigo, giallo per Campocroce, arancione per Scaltenigo, rosso per Ballò, blu per Vetrego e azzurro per Mirano. Ogni squadra è composta da dieci elementi, di cui un capitano che lancia i dadi, un alfiere che sposta la pedina e otto giocatori che intervengono per superare le "prove" richieste dalle caselle.
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Notizia n.986 dal Veneto
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