Notizia del 19/08/2010
La ricetta del giorno
Porcini alla montelliana
Categoria
Contorno
Tempo
210 min
Difficoltà
Facile
Nazione
Italia (Veneto)
Cottura
Al forno
Fonte
La cucina regionale italiana del 2008
Ingredienti
* Pepe
* Aglio 1 spicchio
* Amido di mais 1 cucchiaio
* Burro 50 gr
* Farina di mais 150 gr
* Funghi porcini 4 numero
* Latte 1 dl
* Olio di oliva extravergine 4 cucchiaio
* Prezzemolo
* Sale
Preparazione
ingredienti
4 grossi funghi porcini
150 g di farina di mais
1 manciata di foglie di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
50 g di burro
1 dl di latte
1 cucchiaino di amido di mais
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale e pepe
vini consigliati
Montello Pinot Bianco
Riviera Ligure di Ponente Pigato (bianco)
Versate in una pentola 4 dl di acqua, portate a bollore e aggiungete a pioggia la farina e lasciate cuocere la polenta, su fuoco basso, sempre rigirando, per circa 1 ora. Versate su un tagliere e lasciate raffreddare.
Pulite i funghi eliminando la parte terrosa del gambo e strofinateli con un telo umido fino a quando resterà pulito. Separate le cappelle dai gambi e sminuzzate questi ultimi.
Lavate, asciugate e poi tritate il prezzemolo insieme all'aglio sbucciato. Fate appassire il trito aromatico in una padella con 40 g di burro, unite i gambi e, quando saranno imbionditi e asciutti, salate e pepate; versate il latte nel quale avrete sciolto l'amido di mais e proseguite la cottura a fuoco basso, rimescolando finché si sarà formata una salsina. Fate scaldare in una padella l'olio e friggetevi le cappelle, pochi minuti per parte, voltandole con una paletta; salate e pepate.
Tagliate 4 fette di polenta dello spessore di 1 cm e ricavate dei dischi della stessa misura delle cappelle. Imburrate una pirofila, sistematevi le fette di polenta, ponetevi sopra le cappelle, irrorate con il loro condimento e distribuite i gambi con la loro salsa. Infornate a 220 °C per 10 minuti e servite.
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Rovigno, una perla sospesa sul mare
Vista da lontano, Rovigno (Rovinj) è una specie di visione.
Le case bianche e gialle con i tetti rossi cotti dal sole, contrastano con l'azzurro intenso del mare. Sembra che la città galleggi e da un momento all'altro cominci a muoversi. Sopra a tutto svetta la cattedrale barocca di Santa Eufemia, punto di riferimento e passaggio obbligato per tutte le passeggiate serali tra i vicoli stretti del centro storico di Rovigno. Rovigno, insieme a Umago e Pola, è una delle destinazioni turistiche più importanti dell'Istria. Molto amata dagli italiani, ma non solo, la città attrae per la bellezza del centro storico, una gastronomia di mare davvero eccellente, le spiagge da raggiungere a piedi, una pineta immensa e una grande offerta di campeggi eappartamenti per le vacanze. Per informazioni su come arrivare a Rovigno, leggete la nostra pagina Come arrivare in Istria.
Prima al mare, poi a spasso
La vita di Rovigno è scandita da ritmi lenti, tipici di una città di mare. Al mattino ci si ritrova tutti in spiaggia e di sera, quando il sole cala, si va a spasso per le viuzze del centro storico, tra bar, ristoranti e negozi tipici. Pochi sfidano il sole visitando la città di giorno, soprattutto ad agosto. Ma chi non si spaventa per un pò di caldo, potrà scoprire degli angoli davvero incantevoli.
Le spiagge di Rovigno
Questa è la Croazia, e tutte le spiagge sono belle. Ce ne sono alcune, però, che sono più incantevoli delle altre. A Rovigno, le più amate dai turisti sono quelle di Cuvi (Kuvi) che si trova andando verso sud: una pineta immensa, acqua cristallina, piste ciclabili e grande tranquillità. Di fronte alla città ci sono 13 isolotti, alcuni dei quali si raggiugono con i traghetti dal porto. Le più famose sono l'Isola Rossa, formata da due isolotti, Sant'Andrea e Maskin, collegati tra di loro da una diga. Quest'isola ha una vegetazione cosi bella che una volta veniva chiamata anche Giardino Fiorito. Si arriva all'Isola Rossa con un traghetto che in 15 minuti dal porto va verso l'isola. L'isoloto di Maskin è riservato ai naturisti.
In giro per Rovigno storica
Il centro storico è uno stupendo labirinto in cui si intrecciano elementi romanici, gotici, rinascimentali, barocchi e neoclassicisti.
L'ingresso nel centro storico di Rovigno avviene attraverso il momumentale Arco dei Balbi, punto di accesso alla parte più vecchia del centro storico, chiamata la Grisia. Sulla facciata dell'arco c'è l’effige del leone di san Marco, a ricordare il dominio della Serenissima sull'Istria e su Rovigno. Questo Leone è l'unico al mondo su cui c'è la frase “Victoria tibi Marce, evangelista meus” al posto di “Pax tibi Marce”, che si trova su tutti gli altri Leoni di Venezia. Sono singolari le due chiavi di volta, con una figura veneziana da un lato e una turca dall'altra. Superato l'Arco dei Balbi si incontra il Municipio e poi si arriva in "Piassa Granda" ("Piazza Grande") incorniciata da bellissimi palazzi risalenti al XVI secolo con chiare influenze veneziane. Al centro della Piazza c'è la Torre dell'orologio, sempre con il leone simbolo della Serenissima. Da qui si può prendere la direzione del mare oppure arrampicarsi verso il Duomo di S.Eufemia, santa protettrice della città.
Il Duomo di S. Eufemia
Il Duomo di S.Eufemia è un riferimento costante nel panorama di Rovigno. Grande esempio di barocco veneziano, con i suoi 50 metri di lunghezza svetta dalla sommità del nucleo antico, visibile anche dal mare. La parte più interessante della chiesa è l'interno, in cui emergono l'altare maggiore, e quelli laterali del S.Sacramento e di S.Eufemia. Dietro all'altare di S.Eufemia c'è la statua della Santa e l'arca che racchiude il corpo della Santa. Se non soffrite di vertigini, vi consigliamo una salita sopra il campanile. Costo 2 euro e un pò di fatica, ma si gode davvero uno spettacolo magnifico.
Il parco Montauro e il Canale di Leme
L'area verde più importante di Rovigno è il Parco Montauro, dove insieme agli esempi di vegetazione locale ci sono alberi esotici portati fin qui dai marinai di ogni parte del mondo. Ci si arriva passando davanti al Park Hotel. Il Canale di Leme è davvero uno spettacolo imperdibile. Per 12 km, il mare si insinua nella costa a nord di Rovigno e l'acqua di mare si mescola con quella dolce dei fiumi e delle sorgenti. Il Canale, che si incontra dopo 15 km in direzione Trieste, è una riserva marina in cui si trovano anche le grotte di San Romualdo. Dal Porto partono le escursioni verso il Canale: è un modo economico e veloce per arrivarci ma andateci consapevoli che si tratti di una classica gita per turisti.
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I TESORI DEL MEDITERRANEO
Reggio Calabria dal 25 al 29 agosto 2010
Si svolgerà a Reggio Calabria, dal 25 al 29 agosto 2010, la 3^ edizione de "I TESORI DEL MEDITERRANEO" manifestazione organizzata dall'Associazione Nuovi Orizzonti sul meraviglioso Lungomare di Reggio Calabria.
Si tratta di un evento originale, che vuole coinvolgere realtà nazionali ed internazionali, in un'iniziativa che ha lo scopo di coniugare aggregazione, promozione, scambio culturale e dialogo, tra tutti i suoi protagonisti.
L'obiettivo principale è creare momenti di promozione per tutti gli enti e le città che aderiscono alla manifestazione e partecipano, come parte integrante, a questa grande iniziativa.
Lo stretto che divide Calabria e Sicilia, il più bel chilometro d'Italia, il calore del clima e della sua gente, l'ospitalità del popolo reggino, l'accoglienza degli amministratori pubblici, hanno conquistato tutti i partecipanti entusiasti della manifestazione, che hanno apprezzato la kermesse che si è contraddistinta per l'autenticità e per l'enorme ritorno d'immagine.
Teatro della manifestazione sarà lo Stretto di Messina, dove si allestiranno tutte le iniziative utilizzando al meglio le risorse dei luoghi bagnati da questo splendido specchio d'acqua.
Santo Versace, il testimonial d'eccezione della manifestazione, che ha voluto legare il suo nome all'evento, ha riconosciuto la validità dell'iniziativa che, a suo dire, "utilizza le potenzialità della storia del nostro territorio, come motrice di uno sviluppo turistico e di una rivoluzione culturale che il nostro Paese ricerca da anni".
L'edizione 2010 è ancora più ricca di idee ed iniziative innovative tendenti a migliorare ed ampliare il programma: sport, cultura, turismo, commercio, spettacolo, attività sociali e produttive.
Il Progetto è cofinanziato dall'Unione Europea, dal Governo Italiano nel quadro dei POR Calabria 2007/2013.
Sul sito http://www.nuovi-orizzonti.eu e su http://www.facebook.com/event.php?eid=147200408624517 è possibile visionare il programma dettagliato e gli aggiornamenti in tempo reale.
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Sagra del Pesce
Termoli (CB), 27-28 agosto 2010
La sagra del pesce rientra nelle manifestazione estive della cittadina adriatica, si svolge infatti l'ultimo fine settimana di agosto.
Ogni anno nel piazzale del porto vengono posizionate due grandi "sartagne", padelle sistemate su dei mattoni refrattari che in passato servivano alla frittura del pesce. Oggi, invece, queste restano come simbolo della festa tradizionale, ma la frittura del pesce avviene in maniera più rapida e igienica in numerose friggitrici elettriche. Donne e uomini cucinano per centinaia di persone calamari, scampi e triglie, che le famiglie consumano sul posto, sistemandosi in dei banchi collocati per l'occasione.
Mangiando e visitando le molteplici bancarelle, si attende la mezzanotte, quando il cielo si anima di mille colori, quelli dei fuochi pirotecnici. Spettacoli ed esibizioni musicali accompagnano sempre lo svolgersi della due giorni di sagra, che in passato era possibile solo grazie agli omaggi dei marittimi che regalavano cassette di pesce di ogni genere, gratuito era anche il lavoro delle donne addette alla cucina.
Da sempre la festività termolese richiama spettatori dell'hinterland ed anche da fuori regione, ma in particolar modo sono gli abitanti del posto a partecipare puntualmente alla manifestazione che rispecchia sia la tradizione culinaria e sia si svolge in luogo caro agli abitanti del luogo, richiamando alla memoria la storia dei marinai di Termoli.
Venerdì 27 Agosto
" ASPETTANDO LA SAGRA" Serata Gastronomica
Apertura di Giulia Ligorio
Concerto dei "CURAKANTA"
A cura dell'Assessorato alla Cultura e al Turismo e Associazione "Arte"
Piazzale del Porto, ore 20.00
Sabato 28 Agosto
"TRADIZIONALE SAGRA DEL PESCE"
Frëttürë dë Treijë, Sëccëtellë e Mërlëzzittë
Concerto "Anni Ruggenti" Fuochi Pirotecnici
Offerto da Coop. Sociale
New Logos Assistenza Servizi Sanitari
Porto, ore 21.00
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Mezzogiorno di gusto a Casa della Pasqualina (Tarzo)
Una visita nella zona delle Prealpi Trevigiane,non può 'saltare' una sosta gustosa alla pizzeria Casa della Pasqualina a Tarzo.
IN TRIBUNALE PER UNA PIZZA. VINCE L'INVENTORE DELLA PASQUALINA
Roberto Ciribolla ha l'esclusiva. Vietate le imitazioni
da oggitreviso.it , quotidiano online
Tarzo – Di pizza Pasqualina ce n'è solo una ed ogni imitazione è illegale.
Il caso è arrivato alle Sezioni specializzate per la proprietà industriale del Tribunale di Venezia e, prima della sentenza, gli imitatori si sono convinti a fare marcia indietro.
Si dice che chi l’ha assaggiata ne diventi subito dipendente. Certo è che la Pizza Pasqualina di Tarzo è molto conosciuta come un prodotto eccezionale, una speciale pizza che si mangia a spicchi e con le mani, disponibile con 70 farciture diverse.
Una vera e propria delizia del palato che si è conquistata anche un gruppo di sostenitori su Facebook e che il suo ideatore e produttore, Roberto Ciribolla ha deciso di brevettare nel 2006: “Ho lavorato 15 anni sperimentando vari tipi di lavorazioni e lievitazioni ed arrivando ad ottenere un prodotto che ha una continuità di qualità in tutte le stagioni, che si presenta fragrante e molto digeribile e che ha un gusto particolare”.
Insomma un prodotto che piace e quindi vende, ecco allora scattare in modo più o meno palese le varie imitazioni. In alcuni locali della zona tra Pieve di Soligo e Vittorio Veneto qualcuno aveva inserito nel proprio menù anche la pizza Pasqualina ed aveva pure iniziato a pubblicizzarla con insegne e cartelli stradali. Un vero e proprio tarocco perché, oltre a non essere prodotto da Ciribolla non si avvicinava nemmeno lontanamente all’originale.
“Quando ho cominciato a sentire i commenti di chi, senza aver mai provato la mia Pasqualina, era stato in questi locali e ne era rimasto deluso ho deciso che dovevo fare qualcosa per tutelarmi”.
Impossibile tollerare oltre al danno pure la beffa di un'ingiusta pubblicità negativa. Il pizzaiolo si è quindi rivolto alla sua associazione di categoria, l‘Ascom vittoriese che ha avviato un contenzioso legale seguito, dall’avvocato Nicola Todeschini , chiusosi con un accordo blindatissimo che tutela la Pasqualina da oggi e per sempre.
Anche e soprattutto a tutela di chi ama questa speciale pizza: “Non si tratta solo – commenta il legale -, di concorrenza sleale o di imitazione servile tra operatori dello stesso settore, già di per sè punibile, ma anche di trasparenza nei confronti dei consumatori che quando ordinano una pizza Pasqualina sanno di mangiare l’originale”.
La causa non è arrivata a sentenza perché i furbetti che imitavano – malamente – il prodotto hanno optato per un ben più conveniente accordo extragiudiziale: “Queste persone – continua Todeschini -, che hanno ammesso di non conoscere il procedimento di lavorazione della Pasqualina e di aver quindi proposto un prodotto che era tale solo nel nome, si sono impegnati a non usare mai più questa denominazione né per iscritto né a voce, su pubblicità cartacee, video, audio o supporti informatici. A togliere ogni riferimento al prodotto da menù, pubblicità, segnaletiche, informazioni turistiche e cartelli stradali”.
I buongustai possono quindi stare tranquilli, di pizza Pasqualina c’è n’è solo una, a farla è Roberto Ciribolla e la si può gustare nel suo locale (che si chiama appunto Casa della Pasqualina) apprezzandone tutto il fragrante sapore.
E intanto il suo ideatore pensa di farla diventare un prodotto tipico del territorio: “I trevigiani - spiga -, sono famosi per la capacità di inventare prodotti di altissima qualità che devono giustamente essere protetti. Per questo mi piacerebbe che la mia Pasqualina fosse riconosciuta come prodotto tipico locale”.
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Notizie n.726,727,728,729
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