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Notizia del 29/08/2009
Sandro Facchin,delegato de l'Italia del Gusto per il Montello e l'Asolano, intende portare idee e progetti per il recupero della ferrovia dismessa Susegana-Montebelluna, al Festival Europeo del gusto di dicembre a Salvore,Buie ed Umago,ove questo tema verrà affrontato con altre esperienze europee.
"La linea è stata smantellata da pochi anni, eccetto il tratto Giavera-Susegana (~8 km) dove i binari sono ancora presenti.I fabbricati di stazione sono in genere in buone condizioni.Perchè non pensarci ?"
La Storia
Questa ferrovia fu concepita in un periodo di grande fervore ferroviario come itinerario alternativo al passaggio per il trafficato nodo di Treviso dei treni provenienti dal sud e dal nord ovest dell'Italia e diretti verso il confine est dell'allora Regno. Fu caldeggiata in questo senso anche dal Ministero della Guerra attraverso le alte gerarchie militari come importante linea verso il "tumultuso" confine orientale e delle terre che chiedevano "a gran voce" di essere irredente. Si inserisce quindi in un generale clima di infrastrutturizzazione che coinvolse il Veneto nelle fasi precedenti alla Prima Guerra Mondiale, periodo nel quale furono costruite o completate numerose linee (Casarsa-Gemona, Motta-S.Vito T., Motta-Portogruaro, Udine-Majano, Belluno-Cadore).
L'itinerario che i treni provenienti dal Nord-Ovest avrebbero sfruttato era quello Via Vicenza-Castelfranco-Montebelluna, mentre nelle intentenzioni dei progettisti l'itinerario da sud prevedeva l'innesto dalla stazione di Padova Campo Marte, lo scavalcamento della Milano-Venezia e il proseguimento verso Camposampiero e Castelfranco.
A questo scopo, risultando la stazione di Montebelluna di testa rispetto alla "traversata" Castelfranco-Bivio Piave-Susegana, fu progettato e costruito un complesso sistema di raccordi diretti tra la linea proveniente da sud-ovest e la nuova ferrovia. La linea fu realizzata adottando i fabbricati in stile unificato FS con la particolarità che pur essendo stata progettata e costruita a doppio binario i caselli sono del tipo ridotto.
Fu attivata con la maggior parte degli edifici ancora in legno nel 1916 durante il conflitto e grazie al raddoppio coevo delle tratte Padova-Castelfranco, Vicenza-Castelfranco e Castelfranco-Montebelluna Bivi la linea cominciò in modo proficuo ad essere sfruttata per il motivo sostanziale per il quale era stata costruita. Con lo sfondamento austro-tedesco di Caporetto fu presto coinvolta dagli eventi bellici e danneggiata gravemente.
I grandi rilevati delle curve di Nervesa cosi come il corrispondente sulla Mestre-Udine tra Spresiano e il Piave, furono proficuamente utilizzati dall'Esercito Italiano impegnato a sottrarsi dal tiro nemico (lungo la Pontebbana che costeggia la ferrovia sono ancora pressoché intatti e visitabili molti dei bunker costruiti in quel tempo). In questo periodo la linea divenne anche un confine fisico (e mentale) tra la terra rimasta italiana e la terra occupata "dall'invasore", che era riuscito a superare il Piave in più punti, senza però mai riuscire ad attestarsi stabilmente oltre la ferrovia.
Venne ricostruita dopo la guerra e visse in questo periodo i suoi momenti di "massimo splendore", . Tuttavia già durante il secondo conflitto il traffico era sceso in quanto parte del ferro dei binari di questo sistema di ferrovie era stato asportato per il completamento della Ferrovia Treviso-Ostiglia. Dopo il secondo conflitto il traffico decadde e presto la linea venne privata in gran parte del traffico merci che ne aveva favorito la costruzione. Divenuta una ferrovia secondaria venne coinvolta nella crisi del sistema dei trasporti ferroviari degli anni 60. Nel 1964 ad esempio si contavano solo due coppie di treni locali tra Montebelluna e Conegliano[1] e infatti nel 1967 la linea venne soppressa insieme a molte altre ferrovie. Nostante la chiusura della linea ferroviaria, negli anni Settanta le ferrovie dello Stato organizzavano ancora, tra Montebelluna e Conegliano, dei servizi di trasporto sostitutivi.La linea rimase però in attività (come raccordo) fino a Giavera del Montello al servizio di un deposito militare e venne pertanto percorsa da sporadiche tradotte. Perso anche questo traffico la linea venne successivamente riattivata per i primi km da Bivio Piave (diventato nel frattempo raccordo Giavera) verso Nervesa, al servizio di una industria locale confinante con essa che la utilizzava come raccordo per il trasporto dei propri materiali. Divenne successivamente a suo malgrado famosa perché venne minata in alcuni punti per eseguire delle perizie ordinate dalla magistratura.Attualmente la linea risulta armata solo tra Giavera e il Bivio Piave, tuttavia con la distruzione avvenuta nel 2006 del sovrappasso sulla SS 13 Pontebbana (posto nelle immediate vicinanze del bivio) la linea non è più raggiungile dai treni in nessun modo.(wikipedia)
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Osservatorio Nazionale dei Parchi di Informazione
Periodo dal 30 agosto 2008 al 30 agosto 2009
Evento n. 499 (segnalato dal Parco di Informazione del Veneto)
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