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Notizia del 10/05/2009
Una delegazione della Commissione Giornalistica de l'Italia del Gusto ha realizzato una 'visita' al territorio del comune di Predappio, al fine di valutarne la candidatura per la rete Azione Collinando e Azione Terre della Storia
dell'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto. Si tratta del programma di 'visite gustose' che caratterizzano la rassegna informativa Grandi Storie di Piccoli Borghi, che toccherà oltre 100 comunità locali, italiane ed europee.
"A partire dalle sue origini, probabilmente romane, fino ai primi anni '20, Predappio era un paese di modeste dimensioni che sorgeva sulle colline dell'Appennino forlivese e che, cresciuto attorno al castello medioevale, guardava dall'alto della propria fortificazione la sottostante valle del Rabbi lungo la quale si trovavano piccoli nuclei abitati, frazioni ed case isolate che costituivano il contado della comunità di Predappio. Lungo la valle, a circa 2 km da Predappio, era la località nota con il nome di Dovia (probabile toponimo romano, Duo Via) che verso la seconda metà dell '800 era costituita da poche case sparse di contadini, mezzadri e qualche artigiano. Unici centri di aggregazione della località, erano una scuola e l'osteria, quest'ultima ancora esistente. Fu in una modesta abitazione di Dovia che vide la luce Benito Mussolini il quale, negli anni '20, decise l'edificazione di un nuovo centro abitato. Cogliendo anche l'occasione fornita da una frana che aveva colpito Predappio e aveva lasciato numerosi abitanti senza tetto, si decise la fondazione, in Dovia e nelle aree circostanti, di un nuovo paese che fosse costruito seguendo i nuovi dettami architettonici del nascente regime. Il nuovo centro abitato prendeva il nome di Predappio Nuova (e che di fatto inglobava, facendola sparire, la località Dovia), mentre con Predappio si continuava ad indicare il vecchio abitato sulle colline. Con il passare degli anni, i nomi alle due comunità vennoro cambiati, identificando con Predappio solamente la Predappio Nuova (che nel frattempo era aumentata sia in termini di popolazione che di importanza) mentre l'abitato antico, sulle colline, assumeva il nome di Predappio Alta.
Il più conosciuto prodotto gastronomico di Predappio è il suo vino rosso, il Sangiovese, vino tipico delle aree romagnole prodotto dall'omonimo vitigno che nelle colline di Predappio trova la propria area d'elezione. Numerose sono le aziende che operano nel campo vitivinicolo e che hanno portato alla produzione di un vino di alta qualità.
Nell'area di Predappio vengono prodotti alcuni formaggi, sia freschi che stagionati, di buona qualità. In particolare si sta affermamando la produzione di un formaggio e la tecnica di produzione di un prodotto ottenuto con un particolare metodo di stagionatura: le forme vengono lasciate riposare nelle solfatare (le grotte dove, fin dall'antichità, veniva estratto lo zolfo) dove le particolari condizioni, sia di umidità e di temperatura che la presenza dello zolfo, conferiscono al formaggio prodotto sapori e fragranze particolari.
Altre specialità gastronomiche sono quelle tipiche della cucina romagnola, sebbene si possano riscontrare varianti rispetto ai prodotti della pianura. I passatelli, la pasta all'uovo, la piadina ed i salumi sono gli stessi proddotti tipici della cucina e della cultura romagnola, così come la ciambella, prodotta nelle aree di Predappio in una versione povera che prende il nome di bracciatello.
Più utilizzati rispetto alle zone di pianura, sono i prodotti provenienti dalle zone collinari e boscose del predappiese: in particolare la selvaggina, come cinghiali e caprioli, ed i prodotti del bosco e del sottobosco come funghi, tartufi e castagne." (wikipedia)
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Osservatorio Nazionale dei Parchi di Informazione
Periodo dal 30 agosto 2008 al 30 agosto 2009
Evento n. 339 ( segnalato dal Parco di informazione dell'Emilia Romagna,Grandi Storie di Piccoli Borghi n.2 )
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