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Notizia del 03/01/2009
Lino Rubini, intervenuto al Festival del Gusto di Castegnero, ha due grandi amori, la Vaca Mora, periodico distribuito grossomodo sulla tratta Venezia-Adria ed il ciclismo. E unisce queste due passioni nel perorare la causa della trasformazione dell’intero percorso di una vecchia ferrovia in pista ciclabile, operazione che sarebbe molto utile anche per far crescere un certo tipo di turismo.
La ferrovia Treviso-Ostiglia è stata una linea ferroviaria italiana di proprietà statale che collegava Ostiglia a Treviso attraversando trasversalmente tutto il Veneto. Era lunga 116,20 chilometri; ai fini tariffari la chilometrica virtuale totale era di 120 km.
La ferrovia fu concepita per il doppio binario, e per una sede a doppio binario furono eseguiti gli espropri. Anche i caselli e una parte dei fabbricati originari furono concepiti per il doppio binario, ma data la particolare e travagliata vicenda costruttiva, alcuni dei fabbricati viaggiatori furono successivamente ridotti in dimensioni o costruiti fuori standard unificato FS.
La ferrovia fu armata ed esercitata a binario unico, tuttavia tutte le opere d'arte minori e i rilevati furono predisposti per il doppio binario. Il tronco Treviso Centrale-Treviso Porta Santi Quaranta (allora Treviso Porta Cavour) era in comune con la ferrovia Vicenza-Treviso ed era a doppio binario. Tra Treviso Porta Cavour e Treviso Centrale vigeva fino alla seconda guerra la doppia chilometrica. Una della innovazioni particolari di questa ferrovia fu che tutte le strade principali (nazionali o statali) non furono attraversate a raso tramite un passaggio a livello, ma furono sovrappassate dalla linea. Questo impose la costruzione di grandi e lunghi rilevati al fine di contenere le pendenze delle livellette.
La sua costruzione fu ideata, a fini strategici, dall'Esercito italiano in modo di poter dislocare velocemente le truppe in caso di guerra contro l'Austria-Ungheria.
Nella sua completa estensione, la linea ferroviaria ebbe poca vita, poiché fu pesantemente bombardata dagli alleati nel 1944 e infatti a causa dei danni di guerra, il 16 Novembre 1944 i treni cessarono di correre tra Grisignano di Zocco e Treviso. Successivi bombardamenti interruppero la circolazione anche nelle restanti sezioni. Nel breve periodo della sua esistenza funzionò più da infrastruttura bellica, per il trasporto di merci, che come mezzo per trasportare persone. A titolo di esempio basti ricordare che nell'ultima tratta aperta all'esercizio, i fabbricati viaggiatori delle stazioni di Arsego, Levada-Badoere e Ronchi, nei pressi di Piombino Dese, e delle fermate di Loreggia, Campodoro e Trebaseleghe non furono mai raggiunti dalle strade che ne avrebbero permesso il collegamento ai rispettivi paesi, in quanto i Comuni interessati, ai quali competeva tale onere, non ebbero modo di provvedervi.
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Osservatorio Nazionale dei Parchi di Informazione
Periodo dal 30 agosto 2008 al 30 agosto 2009
Evento n. 176 (segnalato dal Parco di Informazione del Veneto,Delegazione di Padova )
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