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Notizia del 21/12/2008
La storia di Concordia Sagittaria è scritta nel suo nome e nelle rovine che, sepolte per secoli sotto gli strati alluvionali, sono riemerse dal passato alla fine dell’Ottocento. Antico ed importante centro paleoveneto, Concordia divenne colonia romana in età cesariana o augustea col nome di Iulia Concordia. La romanizzazione di questi territori era già iniziata intorno alla metà del II secolo a. C., con la realizzazione della via Annia, la via consolare che collegava Adria ad Aquileia, passando per Padova, Altino e Concordia. Lo studio e la valorizzazione della via romana sono gli obiettivi del “Progetto via Annia”, attualmente in corso, che prevede l’installazione, entro il 2009, di sale dedicate all’Annia nei musei dei centri toccati dal percorso, con l’istituzione di un biglietto di ingresso unico. Dei fasti dell’età imperiale Concordia conserva preziose tracce, come un tratto delle mura, larghe due metri, resti del foro, delle domus, delle terme pubbliche e private. L’epiteto “Sagittaria” rimanda alla presenza di una fabbrica di frecce (sagittae) collocata stabilmente a Concordia in seguito alla smilitarizzazione della produzione di armi introdotta da Diocleziano. Anche i cristiani di Concordia conobbero le persecuzioni di Diocleziano: ai settantadue martiri concordiesi venne dedicata la trichora martyrium, edificata intorno al 350 d. C., della quale è visibile la struttura. Oltre alla trichora, nel complesso paleocristiano di piazza Costantini sono visibili i resti della basilica apostolorum, eretta intorno al 380 e consacrata dal vescovo di Aquileia Cromazio, che nell’occasione nominò il primo vescovo di Concordia. La decisione di collocare a Concordia la sede di una diocesi fu dettata dalla volontà di contrastare il paganesimo, qui fortemente radicato. Persino l’imperatore Teodosio vi soggiornò per promulgare delle leggi contro pagani e apostati. I siti descritti sopra sono oggi visitabili all’interno di un percorso strutturato, progettato nell’ambito di un Interreg Italia-Slovenia. Il punto di partenza dell’itinerario archeologico sono le sale allestite nell’ex municipio, dove si possono osservare dei reperti (come le tubature dell’acquedotto, numerose anfore, frammenti di affreschi) ed ottenere informazioni sul passato romano di Concordia e sulla storia delle scoperte archeologiche. Legata alle vicissitudini degli scavi è la collocazione del Museo nazionale concordiese nella vicina Portogruaro. Fu infatti un portogruarese, Dario Bertolini, a dirigere le ricerche e a volere l’istituzione di un museo a Portogruaro. Qui sono in mostra importanti reperti, quali una statua acefala probabilmente appartenente all’area del foro ed il mosaico detto “delle tre Grazie”. Iulia Concordia decadde in seguito alla violenza delle invasioni barbariche e alle alluvioni, che interrarono il reticolo urbano. Il battistero e la cattedrale visibili in piazza Costantini risalgono rispettivamente all’XI e al XIV secolo. All’inizio del Novecento il territorio concordiese fu interessato dalle opere di bonifica, di cui il Loncon è una testimonianza preziosa, a livello storico e naturalistico. Per tutelare e promuovere la conoscenza di quest’area, una delle ultime a conservare le caratteristiche di un paesaggio di bonifica, nel 2008 è sorta l’associazione Loncon. Per chi volesse esplorare il passato e le bellezza naturali di Concordia e degli altri comuni del Veneto Orientale, le associazioni Dimensione Cultura e Rufino Turranio organizzano itinerari tematici e visite guidate. E gli amanti della bicicletta potranno sbizzarrirsi nei percorsi proposti dai ragazzi dell’Ipsia D’Alessi di Portogruaro e dalle guide della casa editrice Ediciclo.
Georgia Schiavon
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Osservatorio Nazionale dei Parchi di Informazione
Periodo dal 30 agosto 2008 al 30 agosto 2009
Evento n. 161 (segnalato dal Parco di Informazione del Veneto,Delegazione del Veneto orientale )
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