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Ciociaria,Terra d'Acque

Notizia del 08/02/2008

Il fiume Sacco, detto anticamente Trerus e conosciuto anche come Tolero, nasce dal versante orientale dei Monti Prenestini. Lungo il suo corso di circa 87 chilometri riceve le acque da vari affluenti fra i quali il Savo e il Cosa; nei pressi di Ceprano, sbocca nel Liri.

Il Liri altro importante fiume della Ciociaria ricordato anche da Orazio che gli dedicava questi versi: “... rura quae Liris quieta mordet aqua taciturnus amnis” (... i campi che il Liri, fiume taciturno, blandisce con quieta onda), nasce con piccole vene fra le falde dei monti Camiciola e La Fossa, a poca distanza da Castellafiume (L’Aquila), e termina, come Liri, nella piana di Cassino dove, incrementato dalle acque del Gari e di numerosi altri fiumi, prende il nome Gari che muterà poi in Garigliano al confine con la Campania. Durante il suo percorso di circa 120 chilometri attraversa l’angusta e pittoresca valle di Roveto dove riceve le acque del canale artificiale Torlonia, emissario del vasto bacino dove si raccoglievano, prima della bonifica, le acque della conca del Fucino.

A Isola Liri le sue acque si uniscono a quelle del Fibreno, ritenuto il fiume di Cicerone poiché sembra che il suo corso attraversasse il podere del celebre oratore. Qui formano un’imponente cascata che un secolo fa destò l’ammirazione dello storico tedesco Gregorovius, qui giunto dopo un faticoso viaggio attraverso la campagna romana. Il Fibreno ha un corso molto breve, circa 12 chilometri, ed è navigabile con caratteristiche barche di quercia a fondo piatto, adatte sia per la pesca che per i trasporti agricoli. A differenza degli altri fiumi, la sua portata aumenta nei mesi caldi da maggio ad agosto raggiungendo i 16 metri cubi al secondo per scendere a 6 nel periodo più freddo, da novembre a marzo. Il Fibreno è molto caro agli abitanti di Sora. Sulle sue sponde, secondo la tradizione, fu decapitata la vergine Restituta insieme a due cristiani; le loro teste vennero gettate in acqua in pasto ai pesci e i loro corpi lasciati sulle rive in preda alle fiere. Per volontà divina, però, sia gli uni che gli altri non vennero toccati. Appena scaturito da numerose sorgenti, anche subacquee, il Fibreno forma un lago che non è altro che il naturale bacino delle acque che non riescono interamente a defluire. Si tratta del lago di Posta Fibreno situato nella valle di Comino, conosciuto fin dai tempi antichi per una pittoresca isola galleggiante, formata da intrecci di piante e radici, che si sposta con la sola pressione del piede. L’isola, ricordata anche da Plinio, si può raggiungere dalla riva, serpeggiando fra incantevoli canneti, con una caratteristica imbarcazione a chiglia piatta di origine sannitica, in uso solo nella zona, detta la Naue.

Al lago sono legate moltissime leggende fra le quali quella del convento inghiottito dalle acque, la cui campana sembra suonare durante le notti di tempesta.

Nel territorio ciociaro sono presenti alcune sorgenti di acque minerali dotate di notevole efficacia terapeutica. Di rilevanza internazionale è la stazione termale di Fiuggi che con le due fonti, quella di Bonifacio VIII, indicata particolarmente per le cure antimeridiane, e quella di Fonte Anticolana, frequentata in particolare nel pomeriggio, è in grado di soddisfare molte esigenze terapeutiche.

Di notevole importanza sono anche le Terme di Pompeo, dette un tempo dell’Acquapuzza, situate a breve distanza da Ferentino e riedificate recentemente secondo modernissimi criteri estetici e funzionali.

Il Lago di Canterno è situato ai piedi dei Monti Ernici, tra i comuni di Ferentino, Fiuggi, Fumone, Torre Cajetani e Trivigliano. Il territorio circostante vede la presenza di numerose formazioni boschive con querceti, boschi misti di latifoglie, conifere, oltre a salici e pioppi nel fondovalle. Il parco comprensivo del lago ha una superficie complessiva di circa 1.824 ettari. Il lago, di formazione carsica, è ricco di esemplari ittici, ma sono presenti anche trampolieri, aironi e gallinelle d'acqua. La vegetazione circostante rappresenta inoltre un habitat ideale per uccelli e piccoli mammiferi.

Il Lago Selva o di Cardito, nella frazione Cardito di Vallerotonda, è un bacino artificiale a servizio delle centrali idroelettriche dell' Enel di Grotta Campanaro e di Cassino ed ha una capacità di 2 milioni di metri cubi di acqua. Il lago ed il paesaggio circostante risultano particolarmente congeniali alla pratica di attività sportive, come la pesca, la canoa, il volo con parapendio, lo sport della mountain bike. Da alcuni anni è in atto un progetto di valorizzazione ambientale con la realizzazione di strutture di accoglienza per incentivare nella zona l'afflusso dei visitatori.

La Riserva Naturale, in cui è situato il Lago di S. Giovanni Incarico, si estende su una superficie, che interessa i comuni di S. Giovanni Incarico, Arce, Ceprano e Falvaterra, nella Valle del Liri.

Ha una superficie di 725 ettari ed è stata istituita nel 1999.Il territorio comprende anche le aree archeologiche di Fregellae e Fabrateria, e ciò conferisce a questo luogo anche un richiamo di spessore culturale oltre che squisitamente naturalistico. La vegetazione è quella tipica delle zone umide, con canneti ai margini dei corsi d'acqua, mentre nelle zone più esterne la vegetazione è costituita da pioppi, salici, ontani e querce. Le acque del lago di San Giovanni Incarico sono abitate da diverse specie ittiche, come la carpa, la tinca, il persico sole, ed è quindi meta frequentatissima da coloro che praticano la pesca d'acqua dolce. Nella zona umida, non è rara la presenza di rare specie di volatili, come la cicogna bianca, l'airone bianco ed il falco pescatore, mentre la zona di macchia è popolata da fagiani, pavoncelle, tortore e da alcuni mammiferi, come il riccio, la donnola, il tasso e la volpe.

Nella parte meridionale della Valle del Liri, a San Giorgio a Liri, si trova questo piccolo lago dalla forma allungata e stretta. Le sue acque fredde ma trasparenti sono rese ancora più suggestive dalla candida statua della Madonna, calata nelle sue acque nell'agosto del 1982.

Il lago di Posta Fibreno o della Posta, riserva naturale, è una delle oasi naturalistiche più belle, caratteristiche e incontaminate di tutta l'Italia centrale. Compresa nella verde Valle di Comino, questa enorme sorgente di acqua purissima, proveniente dalle falde dei vicini monti del Parco Nazionale d'Abruzzo, dà vita al gelido e limpido fiume Fibreno. Singolare particolarità del lago sono l'isola galleggiante e la naue antica imbarcazione dal fondo piatto. Trova qui il suo habitat naturale la piccola trota detta "Carpione del Fibreno" (endemica) e la rara trota macrostigma. Da sempre il lago è frequentato dai subacquei per immersione con le bombole o in apnea e da appassionati del birdwatching.

Dallo sbarramento del fiume Liri è nato il Lago di Isoletta, un lago artificiale che, oltre a rappresentare un valido stimolo per una gita fuori porta, è anche meta frequentatissima dai pescatori per via dell'abbondanza di pesci. Il lago fa parte dei comuni di Arce e San Giovanni in Carico.

Altri laghi presenti in Ciociaria sono i laghi artificiali di Grottacampanaro (Picinisco e San Biagio Saracinisco), il laghetto del Pertuso (Filettino), di Colle di Mezzo (Ceprano), il laghetto la "solfatara", di acqua sulfurea, di Fontana Liri.

Monti ricchi di sorgenti di acque purissime, boschi secolari e panorami che permettono di spaziare dal Mar Tirreno alle cime del Gran Sasso d'Italia. Il Parco offre una notevole varietà di itinerari entro i 7766 ettari di bosco (solo in parte ciociaro) le cui mete possono essere raggiunte a piedi, a cavallo e in bicicletta. Fiore all'occhiello del Parco è il "Sentiero Italia", il più grande itinerario di trekking del paese che attraversa integralmente i Simbruini. Tra gli sports più praticati in quest'area vi segnaliamo: lo sci, sulle piste di Campo Staffi (in territorio di Filettino), la pesca sportiva in località Fiumata, la canoa lungo il corso dell'Aniene tra Trevi e Subiaco e l'equitazione nei numerosi maneggi della zona. Per i più arditi, le pareti rocciose di questi monti ben si prestano alla pratica del free-climbing. Ai più tranquilli consigliamo piacevoli e fruttuose passeggiate nei boschi ricchi di saporitissime fragoline, mirtilli, lamponi e funghi in quantità. Da Fiuggi è possibile raggiungere in breve tempo il vicino parco naturale attraversando i graziosi centri di: Altipiani di Arcinazzo, Trevi nel Lazio e Filettino. La visita di Trevi nel Lazio riserva emozionanti sorprese naturalistiche ed artistiche. Il territorio è ricco di acque sorgive che creano cascate e piscine naturali. Tra gli interessanti resti archeologici, il monumento antico di maggior rilievo è senza dubbio l'Arco di Trevi, ubicato nei pressi della statale 411 al confine con il territorio di Guarcino. I saporitissimi piatti tipici che vi consigliamo di gustare sono la polenta con sugo di spuntature di maiale, le sagne e fagioli e la tipica pizza sotto al "coppo".

Particolare importanza naturalistica riveste la Selva di Paliano, oasi faunistica all’interno della grande tenuta del Principe Antonello Ruffo di Calabria che ospita circa 200 specie di volatili provenienti da varie parti del mondo. All’inizio della frequentazione della Ciociaria da parte dell’uomo, buona parte del territorio era ricoperto da folte foreste, una delle quali fossilizzata, risalente presumibilmente a 700.000 anni fa, è stata localizzata nella zona di Villamagna, nei pressi di Anagni.

Tra le riserve vanno anche ricordate: la Riserva Naturale Regionale Lago di Posta Fibreno; la Riserva Naturale Antichissime Città di Fregellae e Fabrateria Nova e Lago di San Giovanni Incarico; la Riserva Naturale Regionale Lago di Canterno e il Monumento Naturale di Acquaviva e la famosa quercia Reverella di Patrica oltre le famosissime grotte di Pastena e Collepardo e il pregiatissimo marmo delle Cave del Perlato Royal di Coreno.

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Osservatorio Nazionale dei Parchi d'Informazione

Lettura dal 30/09/2007 al 30/08/2008

Evento n. 151( segnalazione del Parco d'informazione della Ciociaria )

Anteprima d'informazione n.43 Ciociaria,Terra d'Acque

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