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Quando Noventa di Piave sale in Montagna,a Sagron Mis......

Notizia del 05/02/2008

La Pro Loco di Noventra di Piave ( comune che partecipa all'Azione Borghi Europei del Gusto), ha dei rapporti con la Pro Loco di Sagron Mis in provincia di Trento. Ogni anno si tiene nel piccolo borgo del Trentino Alto Adige un incontro nel segno dell'amicizia, nel corso del quale viene cucinata una quantità considerevole di pesce di mare....in montagna!

Sagron Mis (anticamente Sagron Miss) è un piccolo comune del Trentino orientale, al confine con il Veneto. Benché si trovi al di là del Passo Cereda è da sempre parte del Primiero. È costituito da due villaggi distinti, Sagròn (60 ab.) e Mis (101 ab.). La sede comunale è a Sagron, mentre l'ufficio postale si trova a Mis.

Mis (1.100 m) è un agglomerato di case non molto compatto, sparso su una conca prativa sulla destra (andando verso Agordo) della Strada Statale 347. Sagron (1.061 m) è invece più compatto ed è arroccato su un colle, alla confluenza dei torrenti Mis e Pezea. Vi sono anche altre piccole frazioni (Matiuz, Pante, Casere, Marcoi, Vori...), di solito costituite da appena una manciata di case.L'altitudine massima del comune è di 2.486 m s.l.m. (Piz de Sagron), quella minima è di 730 m.

La storia dell'insediamento umano in questo comune ha origini recenti: sino al XVI sec. infatti il territorio era completamente coperto da boschi, in seguito abbattuti dai carbonari. Gli ampi pascoli ottenuti permisero la formazione di un primo nucleo abitativo sul finire del Cinquecento e, all'inizio del Seicento, fu costruita una chiesa a Sagron.

Più tardi, alle tradizionali attività contadine si affiancarono quelle estrattive, grazie alle miniere di oro, mercurio, solfuro e cinabro, tuttavia lo sviluppo della zona fu sempre ostacolato dall'isolamento e dalle scomode vie di comunicazione.

Nell'Ottocento l'economia agricola depressa e l'esaurimento delle miniere costrinsero molti abitanti ad abbandonare la loro terra per cercare lavoro altrove (soprattutto in Francia e nelle Americhe). La principale attività esportata dagli emigranti in Europa fu l'artigianato della sedia e i suoi lavoratori, in dialetto careghete, riuscivano a comunicare tra loro attraverso un idioma di loro invenzione, conosciuto anche dai seggiolai di Gosaldo: lo Scabelament dei conza. Nel secondo dopoguerra l'emigrazione stagionale si indirizzò verso i cantieri della Svizzera per la costruzione delle grandi opere.

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