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Notizia del 25/12/2007
LE INIZIATIVE DI ITALIA DEL GUSTO IN CANAVESE
Si è tenuto a Caluso nel mese di dicembre l'incontro dei Parchi d'Informazione (le delegazioni territoriali di Italia del gusto) del Piemonte, della Liguria e della Valle d'Aosta.
“E' stato certamente un momento importante, per coordinare i piani di comunicazione territoriale e gli scambi fra le diverse zone” - osserva Giuliana Fisanotti, delegata per il Canavese e titolare della Enoteca Perbacco di Caluso”.
Ne è uscito un quadro vivace iniziative d'informazione, non senza rilevare anche i problemi e le problematiche di ciascun territorio.
Ma iniziamo a dare un'occhiata ai progetti del 2008.
Canavese : la terra del gusto
Le iniziative del 2008 faranno perno soprattutto su tre appuntamenti. A marzo, in collaborazione
con l'Ente di Gestione del Parco di Interesse Provinciale del Lago di Candia, si svolgerà la seconda edizione di Lacus, Borsino d'informazione delle Terre d'Acqua, che avrà come tema dominante il patrimonio ittico dei laghi italiani. L'Ente di gestione patrocina infatti le iniziative del Piano di comunicazione territoriale che Italia del gusto realizza con l'obiettivo di far conoscere il Canavese ben oltre i confini regionali.
Grazie poi alla partecipazione all'Azione Borghi Europei del gusto, l'Ente ha potuto inserire le tre comunità locali di riferimento (Candia,Vische e Mazzè), nella rete europea.
La fauna ittica del Lago di Candia
Poche e vaghe sono le notizie storiche sulla fauna ittica del Lago di Candia. Per certo si sa che sul lago insistono fin dal XVI secolo dei diritti di uso civico per la pesca professionale, unica fonte di sostentamento, fino a pochi decenni or sono, per decine di famiglie locali. Tra le specie presenti, la carpa, la tinca, il luccio, il cavedano, la scardola, il persico trota, il persico reale e il pesce gatto (le ultime tre immesse).
Italia del gusto aveva realizzato in settembre al ristorante Cantun una serata su questi temi.Ecco come la ricorda il giornalistia Luigi Bellucci su tigullioVino :
La cena "Al Cantun" di Candia
Poco traffico, aria fresca, sole chiaro e cielo limpido mi accompagnano in questo viaggio ideale.
Arrivo a Cigliano verso le sette, il cielo è basso all'orizzonte e devo fare altri chilometri tutti con il sole in fronte. Attraverso Mazzè e poi tocco Caluso e sono quasi accecato dal riverbero della luce viva dietro il parasole che tengo abbassato. L'andatura prudente mi consente di dare un'occhiata più accurata al paesaggio che mi sta intorno e veramente mi sembra di essere in un paesaggio da fiaba. Paesini lindi e curati, poca gente per strada, qualche ragazzino che gioca, un vecchietto in bicicletta, qualche pensionato sulle panchine di una piazza, un tratto di strada tutta curve tra Mazzè e Caluso, che attraversa un bosco verde e silenzioso, e poi l'ultima parte verso Candia quando senti la presenza del lago ma non lo vedi. Mi infilo nel paese seguendo la freccia che indica il centro e sbucando da un portico in un tratto di strada in curva mi trovo proprio di fronte al "Cantun", il ristorante dove ci dobbiamo incontrare per un'anteprima d'informazione sul Pesce di Lago e Grandi Vini Bianchi Italiani.
Ci hanno preparato la stanza al primo piano, quella del camino, con le pareti beige, le spighe appese a una parete, una bella credenza per vini e bicchieri, stile fine '800 e una tavolata a "L" per una ventina di persone. Ci sono giornalisti, produttori, qualche politico. Ha organizzato l'incontro Giorgio Raimondi Dalla Barba, che fa anche da "moderatore" o meglio da stimolatore della conversazione toccando le corde giuste perché sia una serata vivace. La sua parlata è sempre schietta e sincera, e diretta al suo obiettivo. La accompagna poi una verve che mi fa venire in mente la potenza della voce di big Luciano e oso paragonarlo al Pavarotti della comunicazione. Giorgio è il Presidente de "L'Italia del Gusto". Polemizza con la festa dell'uva 2007 e al limitare la presenza dei produttori di Erbaluce alla sola zona di Caluso, credo per ragioni di "budget".
Alle otto e cinque ci siamo tutti, il Presidente dell'Ente di Gestione del Parco Provinciale del Lago di Candia, Mario Mottino, il Presidente della Cantina Produttori Erbaluce di Caluso, Marco Tronzano, i produttori Gabriella e Sergio Delzutto dell'azienda agricola Santa Clelia, Daniele Giacone e alcuni suoi collaboratori e collaboratrici, dell'Agriturismo "Il Grappolo", nonché fondatore di "Settima Pietra", un'associazione per la valorizzazione del territorio di Settimo Vittone (di qui il nome), Simona Bergaglio e marito dell'azienda La Chiara di Gavi come ospite con il suo Gavi 2006 e infine una enotecaria, Giuliana Fisanotti, dell'Enoteca Perbacco, che a fine cena ci prenderà tutti per la gola con i cioccolatini di Nella, al 66% e al 72% di cacao, di una delicatezza infinita.
Tra i giornalisti, oltre a Giorgio e al sottoscritto, c'è Gianluigi Veronesi, Direttore di Degusta, Gianluigi Pagano, responsabile degli eventi speciali per la rivista Il Sommelier e Presidente nazionale di Sapori e Sapere, Associazione no-profit dei Comuni d'Italia, e poi ci sono il braccio destro di Giorgio, Mauro Viotto vice presidente di "Italia del Gusto", Mario Damasio, Direttore della Gazzetta del Canavese, e Anna Anrò giornalista di Caluso, che scrive dei problemi del territorio e non solo.
Il primo pensiero di Giorgio va a Massimo Villa, che ci ha lasciato di recente e che lui paragona a Nuto Revelli, laddove ne "Il mondo dei vinti" parla dello spopolamento delle valli e dei paesi di montagna. Massimo ha avuto la forza e la perseveranza di girare questi territori, di conoscere i tanti "artigiani del gusto" che qui lavoravano e vivevano e di far conoscere i loro prodotti al resto del mondo portandoli in giro per l'Italia e anche oltre confine.
Intanto i camerieri versano nei calici il primo vino, un Erbaluce spumante metodo classico fatto da Sergio Delzutto e dalla moglie Gabriella. È un vino del 2005 che ha avuto un affinamento di 18 mesi in bottiglia. Ha un bel colore giallo paglierino, un naso pulito e di media intensità, con una bocca piena ed equilibrata. Pecca ancora nelle bollicine, che sono poco intense, ma la struttura è buona e l'evoluzione sembra interessante. Lascia un retrogusto delicato di erbe aromatiche, proprio come l'altro vino di Sergio, l'Erbaluce classico, che non sfigurerebbe in un concorso di vini bianchi.
Sergio ci tiene a farci sapere che l'Erbaluce nella versione Passito è stato tra i primi tre passiti italiani disciplinati dal regolamento nazionale, insieme al Passito di Pantelleria e allo Sciacchetrà delle Cinque Terre. Nei 10 ettari di vigneto Sergio produce quasi tutto Erbaluce, nelle versioni Spumante Metodo Classico e Charmat, Erbaluce classico e Passito. Poi fa anche un Canavese rosso con Barbera al 50% e Freisa e Bonarda al 25%. Il rosso qui consente l'utilizzo anche di altri vitigni, che molti coltivatori usano per antiche tradizioni, ma stasera berremo solo bianchi, proprio per accompagnare meglio la delicatezza del pesce di acqua dolce.
Mentre si riprende a parlare dei problemi dell'Erbaluce, cominciano ad arrivare i piatti, in abbinamento ai vini del territorio.
Si comincia con un do di petto, un luccio e tinca in carpione. Il piatto è fatto con una carpionatura leggera, tuttavia il vino in abbinamento, l'Alba di Daniele Giacone, un ottimo vino per profumi e per struttura, non riesce a contrastare adeguatamente l'aggressività del piatto, che tuttavia è ben fatto e molto saporito. L'enologo di Daniele racconta qualche particolarità dell'Alba, vinificato in ottica estrattiva con i grappoli più spargoli e commercializzato come vino da tavola perché i vigneti sono al di fuori del territorio della DOC. Il vino subisce un affinamento di 15 mesi in bottiglia prima di essere avviato alla vendita.
A seguire un tortello di pesce persico e seirass, raccolto in una cialda di pasta al forno, su fonduta di borragine e decoro di gamberetti di fiume. Un piatto originale, saporito e delicato nello stesso tempo, ben abbinato al Gavi dell'azienda La Chiara, illustrata da Simona Bergaglio, la terza generazione della famiglia che aveva iniziato con due ettari di vigneto coltivato dai nonni. Oggi gli ettari sono 21 e l'obiettivo dell'azienda è di continuare nel miglioramento della qualità del prodotto, con acquisizione dei mercati nazionale ed estero.
La discussione ogni tanto prende una piega che si allontana dall'argomento della serata e si disquisisce di territorio e di prodotti ma senza dare loro un connotato di tipo comunicativo e allora Giorgio deve cercare di ricondurre la discussione nei giusti binari.
Il piatto forte è la zuppa di coregone su fette di pane grigliate e un decoro di pomodoro fresco e cipolle, eccellente nella sua semplicità per sapore, fattura e qualità delle materie prime. In abbinamento il Clelia di Santa Clelia, un Erbaluce classico di grande personalità.
Nel frattempo è arrivato a trovarci e a illustrare gli obiettivi e gli intenti di chi gestisce le problematiche del territorio Roberto Tentoni, Consigliere Regionale. Ribadisce che è necessario un lavoro di coesione e di convinzione da parte di tutti gli attori del Canavese. Ma è solo dall'interno di questo organismo che può arrivare una spinta a creare un territorio con forti connotati di ospitalità e di promozione turistica.
Non si deve aspettare un aiuto dall'esterno, che può essere solo di stimolo e di avvio, che può preparare la cornice del quadro, ma poi i colori e il disegno devono essere dati da chi sta sul territorio e da chi giorno dopo giorno ne vive i problemi e le difficoltà. Il percorso sarà lento ma porterà un vantaggio per tutti. Ciò avverrà solo se ognuno degli interessati saprà dare la giusta "vibrazione di appartenenza", per dirla con il Consigliere. Intanto arriva in tavola il dolce, una pesca cotta con amaretto al cacao e decoro di cioccolata e cannella, molto delicato e saporito. A parte piattini di meringhe e cantucci da gustare con e dopo il caffé. E ultimo giro con la cioccolata strepitosa della Pasticceria Nella di Ivrea, quella al 66% e al 72% di cacao, portata da Giuliana.
Chiude la serata Gianluigi Pagano con una celebrazione del territorio e dei suoi prodotti, come ricerca e come cultura, per un grazie da parte di tutti al ristoratore e ai suoi collaboratori.
La serata si è fatta fresca e Anna ci accompagna fino al Piccolo Principe, il cinque stelle di Caluso dove passeremo la notte in attesa della tavola rotonda di domani nello stesso Hotel. Bello il giardino davanti all'ingresso, con la cancellata maestosa e le luci che illuminano statue e fontanelle. Dormirò nella "Elena", una bella stanza al primo piano, con vista sul piccolo parco d'ingresso, con pareti rosa antico e tende damascate pesanti alle finestre.
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Osservatorio Nazionale dei Parchi d'Informazione
Lettura dal 30/09/2007 al 30/08/2008
Evento n. 105 ( segnalazione del Parco d'informazione del Canavese )
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