Notizia del 23/08/2014
I Normanni
La venuta dei Normanni in Sicilia fu molto fortunata trovando il popolo favorevole ed incline ai nuovi arrivati, con a capo Ruggero. Anche Gagliano, dopo Troina, Cerami e Nicosia fu conquistata. Il Castello da parte di Ruggiero, fu concesso in premio a coloro che avevano militato e combattuto sotto le sue insegne. Gagliano così assume il titolo di Baronia, Contea, Principato, Viscontea e perfino di Vicaria.
Gli Svevi
Dalle buone condizioni del dominio dei Normanni la Sicilia passò agli Svevi, durante questo periodo Gagliano fu concesso ad un certo FULGONE DAL POGGIO RICCARDO, il quale avendo reso servigi importanti a FEDERICO II, lui stesso gli concesse in dono il Castello di Gagliano.
Gli Angioini
Nel 1268 in Sicilia iniziò la dominazione Agioina. CARLO D’ANGIO' fu re molto crudele, aguzzino e sanguinatore. Il popolo siciliano aspettava la scintilla per la ribellione, e nel 1282 vi fu la rivoluzione del “VESPRO”. Con il vespro siciliano, il trono di Sicilia è occupato da PIETRO D’ARAGONA il quale concedette ai siciliani molti privilegi.
Vi fu un momento in cui si temette che l’isola sarebbe ricaduta sotto la dominazione Angioina, se non fosse stato per quella memorabile battaglia di Gagliano, avvenuta nel febbraio del 1300, che avvilì e segnò la definitiva sconfitta dei francesi. Fu proprio da Gagliano che partì il segnale d’allarme per la ricacciata totale dalla Sicilia del nemico.
FEDERICO II
Subito dopo la celebre battaglia menzionata, un’altra pagina di storia locale si apre con il soggiorno del più illustre ed benemerita personalità del tempo, lustro e decoro della Sicilia, Re FEDERICO ||.
Fu il castello di Gagliano, slanciato e solenne, forte ed inespugnabile, ricco e sontuoso, arieggiato e spazioso, la dimora accogliente, scelto ed adatto ad ospitare il re in persona con tutta la sua corte e il suo seguito.
Successione dei signori del Castello di Gagliano (back)
Tra il 1300 e il 1356, i legittimi eredi sul trono di Gagliano furono: PIETRO || e LUDOVICO, per poi passare nelle mani della famiglia TEDESCHI. Subito dopo fu dichiarata signora padrona di Gagliano una donna: EUFEMIA D’ARAGONA. In seguito alla sua morte, fu nel 1359 BERNARDO SPADAFORA ad occupare il Castello di Gagliano.
A causa di una dominazione poco accetta, nel 1392 furono prima PERIO SANCIO di CALATAIUDO e poi ROBERTO detto MILES ad occupare il Castello con la forza. Questo ultimo tenne il Castello fino al 1419 epoca in cui fu attaccato e poi sconfitto da ALMIRANTE SANCIO RUIZ de LIBORIO. Nel 1455 questo ultimo vendette il Castello e le terre di Gagliano a LUDOVICO de PERIGLIOS.
La dominazione dei PERIGLIOS fu abbastanza lunga e piena di avvenimenti. Fu poi don ALMERICO CENTELLES nel 1515 a sancire la fine dei PERIGLIOS. Dal 1629 al 1689 Gagliano fu dominata da GREGORIO CASTELLO. Lui stesso nel 1666 fu il primo a ricevere il titolo di “Principe di Gagliano”.
Il suo erede fu il primogenito FERDINADO CASTELLO. La dinastia dei CASTELLO finì nel 1743. La dominazione continuò prima con don GABRIELE e poi con don CARLO GIROLAMO LANCILLOTTO CASTELLO. Nel 1750 la terra di Gagliano fu venduta ad ALVARO VILLADICANI che la possedette fino al 1809. Da qui riprende la successione dei LANCILLOTTO CASTELLI, con il primogenito don VINCENZO CASTELLI che fu investito il 30 marzo 1809.
Unità d’Italia
Le giornate 1848-49/60 culminate con la liberazione d’Italia ed anche della Sicilia. A Gagliano sbarcarono alcuni garibaldini, che fecero sosta nel piano dove oggi sorge il monumento dei Caduti. Quello che molti avevano però preventivato, fu poi confermato. L’Unità d’Italia a Gagliano non fu mai vista.
Allora Gagliano apparteneva alla provincia di Catania, ma era quasi impensabile allontanarsi fino a tanto. Con la costruzione del ponte sul Salso Cimarosa, le cose migliorarono. In quel periodo c’era mancanza d’acqua, di luce e di rete fognaria. Fu quando Gagliano entrò a far parte della provincia di Enna, che le cose migliorarono sensibilmente.
Avvenimenti storici fino al 1900 (back)
A Gagliano fino al 1870 esistevano due conventi: Agostiniani presso la Chiesa di Sant’Agostino, e Francescani presso la Chiesa di Santa Maria di Gesù. Con la soppressione religiosa, i monasteri furono adibiti al Municipio, alle Scuole, alla Caserma dei Carabinieri. Nel 1904 il ragusano fu investito da una tremenda alluvione, anche Gagliano fu colpita da tale calamità.
La guerra del 1915-18
A Gagliano, come in gran parte della Sicilia, l’entrata in guerra segnò un passo importante. Molti furono le vittime che dovettero soccombere non solo alla guerra, ma anche alle gravi epidemie. Quando nel 1918 arrivò la notizia dell’armistizio, vi furono scene di gioia perché si esultò per la cessazione dell’ostilità.
Il dopoguerra (back)
Questo periodo fu seguito a Gagliano, soprattutto dalle Amministrative, che furono vinte dai Combattenti. Il 6 gennaio del 1923 fu giornata memorabile per Gagliano; infatti, forze avversarie dei Combattenti, occuparono il Municipio e i Combattenti dovettero abbandonare il Comune.
Il secondo conflitto mondiale (back)
I tedeschi occuparono Gagliano il 16 luglio 1943; i primi combattimenti si ebbero presso il quartiere San Cono. Qualche mese dopo gli Americani, accerchiarono i Tedeschi nelle campagne attorno Gagliano. Il 30 luglio la Chiesa Santa Maria delle Grazie, minata, fu fatta saltare; il 2 agosto entrarono gli Americani e Gagliano fu libera.
Torna a inizio pagina