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Una proposta di Legge per creare il Parco Regionale dell'Olivo di Venafro

Notizia del 25/11/2007

Una proposta di Legge per istituire il Parco Regionale dell’Olivo di Venafro

Erano oltre dieci anni che ci si andava girando intorno, senza però che si facesse veramente qualcosa di concreto per raggiungere un obiettivo fondamentale per la salvaguardia di una delle colture, l’olivo, attorno alle quali, per decenni, si è mantenuta l’economia dell’area venafrana (Molise)

 

Ora, dopo diverso tempo, giunge finalmente a compimento l’iter attraverso il quale si cercherà di regolamentare la produzione dell’olivo venafrano, quindi dell’olio prodotto in loco, facendo si che quel grande patrimonio costituito dalle migliaia di piante sparse su una vasta area del territorio di Venafro, molte delle quali di enorme valore storico, possa rappresentare uno dei punti di forza dell’economia di quel territorio. A tal scopo, è stata presentata la proposta di Legge regionale per l’istituzione del Parco Regionale Agricolo dell’Olivo di Venafro attraverso cui si intende inoltre tutelare quanto è ancora rimasto intatto di quello straordinario patrimonio ambientale, culturale ed umano rappresentato dagli oliveti venafrani riaffermando così un’identità storica che pochissime comunità nel bacino del Mediterraneo possono vantare. Frutto principalmente del lavoro del consigliere comunale di Venafro Emilio Pesino, al quale va il merito di averlo portato all’attenzione dell’assise civica venafrana che poi lo ha fatto proprio attraverso la delibera consiliare del 12 ottobre scorso, il Parco Regionale Agricolo dell’Olivo di Venafro diviene quindi strumento di salvaguardia di un habitat naturale che è stato spesso oggetto di atti che non esito definire di eco-terrorismo. Mediante l’istituzione di questa particolare area protetta si potrà finalmente raggiungere il duplice risultato di salvaguardare sia il territorio che la tipicità agricola dell’olivo venafrano, ma anche dare un contributo fattivo alla locale produzione olearia nota sin dai tempi dei Romani i quali, in più di un’occasione, ne avevano decantato la bontà. ( dal sito L'AltroMolise)

 

 

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