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La ferrovia Rocchette – Asiago

Notizia del 19/05/2013

La ferrovia Rocchette – Asiago era una linea ferroviaria a scartamento ridotto dell'Alto vicentino, in parte a cremagliera, che collegava l'Altopiano dei sette comuni con Schio e Thiene. È stata dismessa nel 1958 e in seguito smantellata.

Storia

Verso la fine del XIX secolo, lo sviluppo dell'industria tessile nell'area alto-vicentina fece emergere sempre più forte l'esigenza di collegamenti viari e ferroviari. La leadership nel settore era costituita dalle aziende tessili Rossi che pertanto premevano in tal senso.

Il primo progetto dell'ingegnere Alfonso Crippa di Milano, approntato nel 1884, prevedeva un percorso che si inoltrava per la Val d'Astico fino a Pedescala e San Pietro Valdastico e tornava indietro inoltrandosi nella Val d'Assa e arrivava ad Asiago per la valle del Ghelpach. Questa proposta fu scartata per varie motivazioni: perché troppo lunga (41 km); perché le autorità militari si opposero essendo la linea troppo vicina al confine [1]; perché lontana da grossi centri come Treschè-Conca, Cesuna, Canove .

L'imprenditore e politico vicentino Alessandro Rossi incaricò l'ingegnere austriaco Ferdinando Shacke di individuare un percorso e questi ne propose uno uguale a quello poi adottato con l'unica differenza che il suo da Cesuna andava direttamente a Roncalto e ad Asiago. Infine gli ingegneri Saccardo e Dalla Valle proposero quello definitivo.

Lo scartamento ridotto della linea fu imposto dal governo Austro-Ungarico in quanto la Rocchette-Asiago era prossima al confine italo-austriaco, che allora andava dal comune di Valdastico fino a Primolano in Valsugana passando dal passo delle Vezzene.

Nonostante la proposta del collegamento ferroviario risalisse al lontano 1882 soltanto nel 1907 questo ottenne l'approvazione governativa per la costruzione di una linea della lunghezza totale di 21,190 km, a scartamento di 950 mm, dei quali cui 5,764 km erano superati mediante l'uso della cremagliera tipo Strub, mentre il resto del percorso era ad aderenza naturale. Seguirono ancora discussioni e studi; i lavori, iniziati nel 1909, furono finalmente avviati dalla Società Veneta sotto la direzione dell'ingegner Giovanni Letter, di Schio. Tra 1908 e 1909 la ditta Bianchi-Steiner & C., di Milano, completò il ponte in muratura e su progetto dell'ingegnere Voghera, di Padova, la ditta Brambilla, di Milano, costruì il ponte in ferro. All'inizio fu impiegata una locomotiva da cantiere, (detta La gobba), con rodiggio 0-2-0: aveva il numero 10 e venne radiata nel 1915.

La prima locotender da treno arrivò a Cesuna il 24 aprile 1909, a Canove il 25 novembre e ad Asiago il 4 dicembre dello stesso anno.

Il 10 febbraio 1910, alle ore 10, fu inaugurata la linea. Secondo le cronache del tempo si dovette prima sgombrare la linea dall'abbondante nevicata iniziata il giorno precedente e continuata per tutta la notte. Il collaudo definitivo avvenne il 9 luglio 1912.[1]

Nel maggio 1916, dopo la Strafexpedition, il treno fermava a Ponte Campiello e viaggiava solo di notte; al ponte sull'Astico vennero tolte le lamiere. Non vi furono mai incidenti.

L'esercizio venne iniziato dalla sub concessionaria società di Schio Società per le ferrovie economiche Nord Vicenza, ma presto passò sotto il controllo della Società Veneta. Nel secondo dopoguerra il traffico andò scemando, finché nel 1958 giunse il provvedimento di sospensione dell'esercizio.

Il 26 febbraio 1977 una legge votata dal parlamento ne decise il definitivo smantellamento.

Il tracciato venne armato con rotaie Vignoles poste su traversine in legno con scartamento di 950 mm e tratto armato con cremagliera tipo Strub, lungo 5764 m, e con pendenza massima del 125 per mille. Si doveva infatti passare dai 283 metri s.l.m. di Rocchette ai 1001 metri s.l.m. di Asiago. L'esercizio fu con trazione a vapore fino alla sua chiusura (31 luglio 1958).

Vennero costruite le seguenti opere:

6 gallerie, vari sottopassi e ponti minori

il grande ponte sul Torrente Astico, composto dalla parte in muratura a tre arcate, per un totale di 60 m, situata sull'argine sinistro (quello più dolce) e da un'unica travata in ferro a traliccio con profilo a doppia T (parte quest'ultima non più esistente dal 9 dicembre 1966), a via superiore ed arcata capovolta, della lunghezza di 92 m (peso 270 t). I punti di appoggio ed ancoraggio erano quindi da un lato la suddetta parte in muratura e dall'altro una base in calcestruzzo inglobata nella parete rocciosa a strapiombo dell'opposto argine destro ed appartenente alla rifinitura muraria d'uscita della galleria dell'Obelisco.

Serbatoi di acqua: Rocchette, Campiello, Cesuna, Asiago.

Piattaforme girevoli: Rocchette, Campiello, Asiago.

La locomotiva lungo il tragitto di sola andata da Rocchette ad Asiago consumava 4 metri cubi di acqua e bruciava 5 quintali di carbone.

Il tratto a cremagliera iniziava proprio all'uscita della Stazione di Cogollo, alla quota di 297 m. s.l.m. e terminava, dopo aver raggiunto i 965 m di altezza, poco prima dell'ingresso della Stazione di Campiello. Per raggiungere Asiago il trenino attraversava il folto bosco (detto Bosco nero) dopo la Stazione di Cesuna.

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