News | Friuli-Venezia Giulia | Terre d'Acqua

Veronelli e l'AltoLivenza

Notizia del 09/07/2007

VERONELLI E LA CIVILTA’ DELL’ALTO LIVENZA

Memorie vive passando tra la Locanda d’Italia e L’Altra Tavola

E’ la primavera del 1991 quando Luigi Veronelli, sempre disponibile alle mie pressioni tra conoscenza ed emozioni, decide di trascorre alcune giornate nell’Alto Livenza, a Polcenigo nel maestoso Palazzo Fullini (ora Zaia) dell’omonimo ristorante e dopo una gustosa anteprima al Purpurry di Milano con l’intramontabile charme di Antonio Primiceri (Apes e Fipe Confcommercio). Tutto grazie al felice incontro con l’Associazione “Civiltà dell’Alto Livenza” un’idea e un’associazione che l’ottimo e dinamico Antonio Lot seppe realizzare tra genti e paesaggi meritevoli, finalmente, di più giusta attenzione e riconoscimento. E il tutto nato da Locanda Veneta, iniziativa valdobbianese del 1988 (giunta anche nella trasmissione televisiva “Piacere Italia” su Canale 5) e dalla cui costola ebbero origine prima Locanda d’Italia e quindi l’Altra Tavola, che diventa subito lo strumento di diffusione ed organizzazione dei modelli di studio e ricerca di una nuova informazione nel settore agro alimentare che seppe appunto imporre, prima di chiunque altro nel suo significato più originale, Locanda d’Italia. E il grande Gino Veronelli seppe riconoscere e gustare tutto questo, mobilitando la sua più appassionata creatura editoriale, la rivista L’Etichetta, insieme a tanti giornalisti della stampa nazionale e specializzata, per far riconoscere l’identità del territorio dell’Alto Livenza. Ed ogni momento insieme alla maestria dei ristoratori d’allora, Eugenio Rizzo e Gisella Modolo (numi tutelari del Ristorante Zaia) e del bravo sommelier Antonio, tra piatti conditi dalle aziende locali come il Caseificio Sociale Cooperativo di Fontanefredda, la pasta artigianale del negozio Romanazzi di Sacile, la mousse di trota dell’Azienda Agricola San Biagio dell’Associazione troticultori, ed il Cabernet e Refosco della Casa Vinicola San Cipriano di Sacile insieme ai vini storici della Tenuta Angoris. Una lezione di civiltà per parlare d’una civiltà vetusta quanto affascinante, per valorizzare l’antico ed il nuovo (come poi col Ristorante Il Pedrocchino ed altri ancora negli anni a venire), sino alla grande idea di “Terra Madre” che, come le pagine dell’Etichetta testimoniano, è da sempre un’idea ed un progetto non di chi oggi lo gestisce forse un po’ usurpandolo o forse utilizzandolo in buona fede…!

Bruno Sganga

Torna a inizio pagina


Grafica e layout by mb - Tecnologia Webasic