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Eurovinum. Rete di Comunicazione delle Terre del Vino

Notizia del 02/06/2012

2006 : Piemonte: un percorso d'informazione per Gavi

Ci voleva tutta la passione e la competenza di Antonio Paolillo, titolare con la moglie Renata della splendida enoteca La Cave (di nome e di fatto), per riuscire a realizzare in breve tempo un incontro a Gavi con la presidenza nazionale della rete giornalistica Le Terre del Gusto.

La conoscenza era avvenuta nel corso delle iniziative de L’AltroPiemonte 2006, l’iniziativa d’informazione che Le Terre del Gusto avevano realizzato per dare voce alle produzioni agricole ed artigianali di pregio, di fatto escluse dalla grancassa mediatica dei giochi olimpici invernali.

Allora Antonio aveva segnalato due produttori di Gavi dall’alto profilo qualitativo Castellari Bergaglio ed Ernesto Picollo di Rovereto.

L’incontro con la stampa locale e i protagonisti della vita sociale, politica e produttiva della zona è puntualmente avvenuto: ne è saltato fuori un progetto di iniziativa d’informazione che inserirà il Gavi nella rete nazionale de le terre del collina Collinando, al fine di poter partecipare alle campagne d’informazione che Le Terre del Gusto e la federazione dei borghi e dei territori L’Italia del Gusto lanciano con una logica di ‘rete’. Il direttore del Consorzio Tutela del Gavi, Mauro Delfino, ha inistito molto sulla necessità di fare ‘sistema’ fra gli undici comuni compresi nel disciplinare: Bosio, Capriata d’Orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Pasturana, Parodi Ligure, San Cristoforo, Serravalle Scrivia e Tassarolo. L’analisi delle risorse per realizzare un progetto di marketing territoriale è alla base di tutte le scelte che il Consorzio sta facendo, in un’ottica sempre più completa di offerta di servizi ai propri associati.

Il direttore del Consorzio ha dato altresì la propria disponibilità a studiare tutte le fotme di collaborazione possibile con il piano di comunicazione che le terre del gusto intendono realizzare per la zona del Gavi . La stessa disponibilità è stata espressa senza tanti giri di parole, dai rappresentanti del Consorzio Io Amo Gavi, che raccoglie gli operatori commerciali.

Per più di mille anni Gavi è stata “... il fulcro dell’unica vera strada tra Genova e il Nord. Questa posizione privilegiata ne accrebbe l’importanza come centro commerciale, sede di un grande dazio doganale... La storia di Gavi è dunque quella dei suoi commerci, delle sue strade, delle lotte per il controllo delle vie di comunicazione... ” (da "Le vie di Gavi", Slow Food Editore, pag. 19).

Ed è proprio la vocazione commerciale che ha subito in questi anni dei duri colpi, avviando il centro cittadino ad una crisi di presenze e ad una decadenza economica palpabile.La preoccupazione degli operatori è per davvero alle stelle.

L’incontro che si è tenuto alla enoteca La Cave ha confermato questi problemi. Antonio e Renata hanno fatto assaggiare agli ospiti la testa in cassetta e i salumi della zona; i formaggi e i morbidi amaretti della pasticceria La Pieve ( l’amaretto è una autentica ‘chicca’ dolciaria del luogo).

L’edificio antico che ospita l’enoteca (dove è possibile anche trovare, oltre ai vini nazionali ed esteri, anche una selezione ghiotta di formaggi, conserve e specialità alimentari), ha confermato così la sua vocazione di ‘fucina’ di idee e di iniziative. Impossibile dimenticare, ovviamente, i vini della signora Wanda e del figlio Marco, dell’azienda Castellari Bergaglio di Rovereto, con le sue cinque etichette di Gavi D.o.c.g. e in particolare il Pilin, fermentato in barrique, un prodotto di assoluta eccellenza.

Anche i vini di Ernesto Picollo di Rovereto Chiesa, hanno lasciato un ottimo ricordo. Essi hanno un pregio che raramente incontriamo: il livello qualitativo resta sempre invariato. Diciamo da tempo che la vera qualità è la costanza, il saper trarre dai frutti della terra sempre il meglio. Qui, in casa Picollo, vinaioli da tre generazioni, la storia non è passata invano.

2007 : Passiti d'Italia.....unitevi !

Si chiama 'Passiti d'Italia.....unitevi!', l'incontro che la delegazione del Canavese de l'Italia del gusto ha messo in cantiere per sabato 24 febbraio a San Giorgio Canavese. La giornata si aprirà presso la Cantina dell'azienda agricola Orsolani (dove verranno presentati i programmi del Parco d'informazione del Canavese), per poi continuare presso l'Hotel Santa Fè di San Giusto, per la presentazione del progetto Canavesando. Seguirà una colazione di lavoro, con la degustazione dei passiti.

2007 : I GRANDI VINI BIANCHI ITALIANI IN CANAVESE

La delegazione territoriale del Canavese de l’Italia del gusto (Parco d’informazione del Canavese),dopo aver letto in un giornale locale una osservazione critica sulla totale mancanza di promozione a livello nazionale dell’erbaluce nel corso della Festa dell’Uva, ha deciso di promuovere una due giorni di informazione dal titolo forse un po’ provocatorio, ma vero :

“L’erbaluce : un grande fra grandi vini ,….. peccato che nessuno lo sappia……” .

La manifestazione è organizzata con la qualificata partecipazione di Sapori e Sapere,Associazione

No Profit dei Comuni d’Italia ( che opera sotto il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente).

Gianluigi Pagano, giornalista e presidente nazionale di Sapori e Sapere osserva : “Questo vitigno secondo la leggenda deve il suo nome alla ninfa Albaluce ,figlia del Sole e dell'Alba, la quale, commossa per l'affetto che le dimostravano gli abitanti della zona di Caluso non riuscì a trattenere le lacrime che, cadute sul suolo calcareo, originarono il vitigno denominato in suo onore Erbaluce. Un’altra spiegazione del nome, forse meno poetica, ma più realistica, deriva dalla tipica colorazione che quest’uva assume in autunno accendendosi di caldi riflessi ramati e leggermente rosati che ricordano l'Alba.

Nonostante questo nome evocativo, l’Erbaluce stenta a far si riconoscere i suoi meriti, pur avendo ottenuta la d.o.c. , come primo bianco Piemontese, esattamente quarant’anni fa.

Forse sarà perché la produzione è veramente esigua (circa 100 ettari vitati) o perché il vino non è stato adeguatamente promozionato, a volte neppure dai ristoratori del Canavese, comunque la realtà è questa, anche se la prima documentazione sull’ Erbaluce risale addirittura ad uno scritto di Giovan Battista Croce del 1606, mentre il vitigno sembra risalire addirittura ai romani.

Il Caluso tuttavia è veramente un grande vino e bisogna dare atto al Consorzio di scelte coraggiose, come quella di escludere dal disciplinare la tipologia Vino Liquoroso, per concentrarsi sull’Erbaluce Secco, adattissimo in abbinamento con antipasti o piatti al pesce d’acqua dolce (pensiamo soprattutto al locale Lago di Candia) , all’Erbaluce Spumante , adatto anche come tuttopasto, e al più noto Caluso Passito, prodotto da uve essiccate naturalmente, adatto in abbinamento con pasticceria secca, ma anche con il foie gras abbastanza comune nella cucina piemontese e valdostana (Verdi permettendo).

Questo vino per iniziativa di Italia del Gusto e di Sapori &Sapere sarà protagonista di un’incontro al vertice con altri nove grandi vini bianchi provenienti da tutta Italia. Lo scopo è far conoscere agli altri produttori e alla stampa le eccezionali caratteristiche di questo vino e verificarne se, come sinceramente crediamo, sia in grado di reggere il confronto con altri vini più conosciuti.”

Gli incontri aprirà a Candia, presso il Ristorante Il Cantun con una conferenza stampa a convivio con l’Ente di gestione del Parco Provinciale de Lago di Candia.

Verrà proposto un menù interamente interpretato con pesce di lago e grandi vini bianchi italiani.

Ma diamo una occhiata da vicino agli ‘invitati’. Le Terre del Gavi saranno presenti con i vini dell’azienda agricola La Chiara. L’azienda , situata a pochi km. da Gavi, nel cuore della zona di produzione dell’omonimo vino, ha una superficie di 39 ettari di cui 20 coltivati a vigneto. È un’azienda a conduzione familiare che si tramanda da ormai 4 generazioni la coltivazione della vite. La filosofia aziendale mette la qualità come obiettivo primario: moderne tecnologie ed attrezzature unite al rispetto della natura ed ai suoi equilibri. I prodotti di punta dell’azienda sono un Gavi Docg “Groppella”, affinato in barriques, un rosso “Bricco Bicocco” da uvaggio Cabernet - Sauvignon - Barbera - Dolcetto, ed uno spumante metodo classico ottenuto da uve Cortese in purezza.

Il Canavese proporrà l’erbaluce dell’azienda vitivinicola Santa Clelia di Sergio e Gabriella Dezzutto, di Mazzè.

Il Friuli Occidentale proporrà il Malvasia Altolivenza IGT dell’azienda agricola Rive Col deFer di Caneva (di colore giallo paglierino, ha profumi complessi di erbe aromatiche e di frutti tropicali.E' un vino elegantissimo, fresco, ma al tempo stesso morbido al palato e persistente, che si abbina molto bene a delicati piatti di pesce come ad esempio le tagliatelle con capesante e zucchine. Societá Agricola Rive Col De Fer ; via Col De Fer, 14 33077 Caneva (PN) Italy info@rivecoldefer.it )

Vi sarà poi la degustazione dei prodotti di alta cioccolateria proposti dal laboratorio artigianale Nella Cioccolata di Ivrea. Manuela Malvasio continua nella strada intrapresa dai genitori, ricercando però anche nuove vie per spostare i confini dei soliti gusti : crea infatti abbinamenti coraggiosi e creativi. Nascono così le praline, con ripieni cremosi di Passito D.o.c. di Caluso, di grappa riserva di Chiaverano, di miele locale, di nocciole delle Langhe. Ogni pralina si distingue dalle altre anche per la forma, che ricorda ora l’acino dell’uva ,ora la sfera della nocciola, piuttosto che la rete esagonale dell’alveare.

Da Feletto provengono invece le grappe di Liquormar, frutto di una attenta selezione di distillati e liquori, lavorati poi artigianalmente e invecchiati in botte secondo metodi tradizionali.Ecco allora le grappe invecchiate (di moscato o nebbiolo), quelle di monovitigno, quelle aromatizzate con ingredienti rigorosamente naturali e i liqori (amaro, tanaceto, genepy, rosolio, limoncello e alla frutta al liquore, in particolare i marroni al rhum, specialità dell’azienda).

L’azienda apistica Mario Bianco di Caluso propone dai suoi 700 alveari (in Piemonte e in Sicilia, alle pendici dell’Etna in provincia di Catania per la produzione di miele di agrumi siciliani ed eucalipto e di timo in provincia di Siracusa), i mieli che provengono dalla fioritura delle diverse piante, dalla pianura alla montagna: tarassaco, castagno, rododendro, tiglio e millefiori. L’azienda dà sempre più importanza ai mieli unoflorali, cercando anche di educare i consumatori attraverso degustazioni guidate.

Dalla pasticceria Scavarda di Tonengo di Mazzè giungeranno i canestrelli, dolci ‘poveri’ tipici del Canavese, rigorosamente fatti a mano e cotti su ferri a forma di grandi pinze di ghisa o ferro.Luca ed Asia utilizzano materie prime completamente naturali, senza ricorrere a conservanti e coloranti. Luca è anche il presidente dell’associazione Canestrelli della Provincia di Torino. Il canestrello tonenghese ha la particolarità dell’aggiunta di una scorza di limone, rigorosamente non trattata.

Si terrà invece all’Hotel Piccolo Principe di Caluso la giornata di informazione sul tema dell’erbaluce. Italia del gusto ha scelto i produttori locali ai quali affidare il messaggio di valorizzazione dell’erbaluce. La Cantina Produttori Erbaluce di Caluso( Piazza Mazzini, 4 – Caluso, Informazioni: Tel. 011 9831447 ) è nata nel 1975 ma già preesistente come Cantina Didattica, vanta attualmente 180 soci con un’estensione totale di 75 ettari di vigneto, di cui 38 iscritti all’albo dei vigneti D.O.C. La maggior parte di essi si trova nell’anfiteatro morenico di S. Antonino e Macellio, in zone calde e soleggiate che contribuiscono a una perfetta maturazione delle uve e ne conferiscono un alto tenore zuccherino. Da queste uve si ottengono l’Erbaluce di Caluso e il Caluso Spumante, mentre la parte migliore viene selezionata, fatta appassire e quindi lavorata per ottenere il famoso Caluso Passito, che sarà messo in vendita solo dopo quattro anni di invecchiamento in fusti di rovere. A seguito del riconoscimento della D.O.C. Canavese viene prodotta anche la tipologia Canavese rosso.

L’Azienda Agricola Vitivinicola Orsolani ( Via Michele Chiesa, 12 San Giorgio Canavese

Informazioni: Tel. 0124 32386), vanta una storia che inizia alla fine del secolo scorso, quando Giovanni Orsolani e la moglie Domenica tornano dall’America richiamati dalla nostalgia per la propria terra; così, nel 1894, nonna “Chinota” apre a San Giorgio Canavese la “Locanda Aurora” e nonno Giovanni si dedica con successo alla vigna e alla vinificazione. Da allora, attraverso quattro generazioni, la conduzione dell’azienda è sempre stata curata dalla famiglia Orsolani: attualmente vinifica esclusivamente Erbaluce proveniente da circa 15 ettari di vigna posizionati nelle migliori zone collinari del Canavese, con una personale interpretazione di questo vitigno. La produzione annua è di circa 100.000 bottiglie; le etichette sono: “la Rustia” Erbaluce di Caluso D.O.C., “Vignot” S. Antonio Erbaluce di Caluso D.O.C., “Sulè” Caluso Passito D.O.C., “Cuveè Storica” Caluso Spumante metodo Classico D.O.C..

L’Azienda Agricola Cieck ( Strada Bardesono - Fraz. San Grato - Agliè Informazioni: Tel. 0124 330522 ), appartiene ai Falconieri e ai Bardesono, antiche famiglie di viticoltori canavesani che, nel 1985, hanno unito proprietà, esperienza e passione dando vita all’Azienda Agricola Cieck in una vecchia cascina, che conserva gli elementi architettonici tipici della zona, situata in S. Grato di Aglié. L’azienda è dotata di moderne attrezzature che consentono una vinificazione adeguata dei vini bianchi e rossi. Sono tipici i locali per l’appassimento dei grappoli destinati alla produzione del Caluso Passito; le cantine sotterranee sono i luoghi adibiti all’invecchiamento dei vini anche nelle classiche barriques.

L’Azienda Agricola Giovanni Silva (Località: Località Cascine Rogge, 1 - Agliè Informazioni: Tel. 0124 33356), è ubicata ai piedi della collina morenica che divide l’Alto dal Basso Canavese, e già alla fine del secolo scorso produceva e commercializzava i propri vini. I Silva, oggi con Giovanni e il nipote Giacomo, operano nel settore vitivinicolo da quattro generazioni dedicandosi alla coltivazione dei vigneti, impiantati in prevalenza ad Erbaluce e Barbera, e alla vinificazione con le più moderne tecnologie. Per migliorare la qualità del prodotto e per non intaccare personalità e aromi, i trattamenti antiparassitari sono effettuati con prodotti biologici. Una curata maturazione e la spremitura morbida delle uve permettono di ottenere una produzione di vini di ottima qualità: Erbaluce di Caluso, Caluso Passito e Canavese rosso.

Saranno presenti altri Grandi Vini Bianchi Italiani : il Gavi ( con l’intervento di Mauro Delfino, direttore del Consorzio di Tutela Terre del Gavi ) ; il vermentino di Ca’ Lunae di casa Bosoni ( Liguria, Sarzana); il prosecco dell’azienda Al Goto di Conegliano (Veneto) ; i vini bianchi di Ischia della Cantina Antonio Mazzella ; il bianco della Terra dei Forti (Veneto-Trentino Alto Adige) ; lo chardonnay della Cooperativa La Kiuva di Arnad (Valle d’Aosta),il malvasia dell’azienda agricola

Rive Col de Fer ( Friuli Venezia Giulia) con i giornalisti di quelle terre, pronti a lanciare un messaggio chiaro ed inequivocabile : l’erbaluce va valorizzato e fatto conoscere , al di là dei giochini politici locali e al di là delle polemiche di bottega.

Quasi nulla si è fatto per promuovere l’immagine dell’erbaluce e del suo territorio a livello nazionale ed internazionale.

La rete giornalistica de l’Italia del gusto ha già messo in cantiere due grandi occasioni : l’incontro nazionale di Qualità Vo’ Cercando ( la rassegna informativa alla ricerca di ‘inediti d’Autore), che quest’anno si tiene nelle Marche, nella Valle dell’Aso dal 12 al 14 settembre e la Conferenza nazionale dei delegati dei Parchi d’Informazione, che si terrà a Ischia dal 25 al 28 settembre.

“ Verrebbe da dire che ha fatto di più, da solo e senza aiuti pubblici, un manipolo di giornalisti della stampa regionale e nazionale, che tutti i politici del Canavese messi assieme – osserva con un pizzico di ironia amara Mauro Riotto, vice presidente nazionale di Italia del gusto -. Non vogliamo polemiche, ma fatti. E noi, checchè se ne dica, li produciamo.”

Che dire di più?

2008 : La 'carovana' de L'Italia del Gusto visita San Briccio e Illasi

La 'carovana' dei giornalisti de L'Italia del Gusto ha iniziato le visite a Lavagno e nella Valle dell'Illasi, per conoscere direttamente le aziende che saranno le protagoniste delle giornate di 'Vino in Corte 2008', la manifestazione proposta dall'Associazione San Briccio in Festa.

Il 5-6-7 settembre 2008 si svolgerà infatti la 3^ edizione di Vino in Corte 2008 - Manifestazione enogastronomica itinerante per le antiche corti di San Briccio di Lavagno. Per l'occasione il paese viene chiuso al traffico e si trasforma in un vecchio borgo illuminato da fiaccole, dove passeggiando per le antiche corti, è possibile degustare vini e birre abbinati a salumi e formaggi tipici regionali. Le regioni rappresentate quest'anno sono Veneto, Calabria, Umbria, Piemonte e una selezione di birre dal Belgio.

Un'intera Corte verrà dedicata all'abbinamento vini passiti con specialità di pasticceria.

All'interno della manifestazione si svolgerà la 2^ Corsa delle Botti, singolare gara a squadre che si sfideranno per le strade del paese su un percorso in salita (per info e programma: www.sbif.it oppure info@sbif.it).

I giornalisti hanno visitato l'Azienda Agricola Ernesto Ruffo,Artigiano del Vino (via Crociata 17,San Briccio),l'Azienda Agricola Marco Mosconi (Località Paradiso,Illasi),l'Enogastronomia Bar Gelateria Verzini (Piazza della Libertà 6,Illasi) e La Bottega a Vago di Lavagno.Il Ristorante San Briccio (Via Casetta, 10 - San Briccio di Lavagno (VR) -Tel. 045 8740054 ), è stato il luogo del desiderio che ha funzionato come 'sosta' per i viandanti del gusto.Alla sera si è svolto l'incontro dell'Associazione San Briccio in Festa per presentare alla gente l'edizione 2008 di Vino in Corte.

Gli appunti di viaggio verranno quanto prima pubblicati dalla delegazione locale.

2009 : Gente di Terra, Gente di Mare

Con un incontro presso il ristorante albergo La Torre a Moie di Maiolati, l'Associazione Mille Luci e...altro, ha presentato il programma delle iniziative che verranno sviluppate nell'ambito del Piano di Informazione Locale de l'Italia del Gusto. Si tratta di una serie di appuntamenti di 'rete' nell'area delle iniziative rivolte al Mondo Rurale, che verranno 'collocate' presso Villa Salvati. Si parte con un incontro internazionale sul tema 'Genti di Terra, Genti di Mare ', che approfondirà le tematiche dei borghi che vivono la duplice realtà: essere profondamente segnati dalla presenza del mare e dei fiumi e, contemporaneamente, avere sviluppato una fiorente agricoltura.

All'incontro erano presenti, fra gli altri, i Sindaci di Castelbellino (che ha aderito alla rete dei Borghi Europei del Gusto) e Monte Roberto e il presidente dell'Accademia dello Stoccafisso all'anconitana (il giornalista e scrittore Bruno Bravetti).

La cena, superbamente interpretata, ha proposto la cucina di pesce, accompagnata dai vini dell'azienda agricola Sartarelli.

Annota Alberto Mazzoni: "L'azienda agricola Sartarelli dispone nei comuni di Poggio San Marcello e Montecarotto di 38 ettari di vigneto specializzato interamente destinato alla produzione di Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico.

Il primo impianto di vigneto di 6 ettari è datato 1973, alla fine degli anni '70 l'azienda possedeva 18 ettari di vigneto con una densità per ettaro di 1660 piante. Negli ultimi quindici anni, la superficie vitata in produzione si è sviluppata fino ad arrivare ai 38 ettari. Questi ultimi 20 ettari impiantanti hanno una densità per ettaro che va dalle 2200 alle 3000 piante. L'aumento della densità sul filare e le moderne tecniche d'impianto fanno sì che oggi i vigneti siano un vanto per l'azienda. L'azienda agricola Sartarelli ha sempre sostenuto che il vino buono si fa in vigna, pertanto con molta cura e dedizione il signor Patrizio segue tutte le varie fasi fenomenologiche in modo da ottenere un'uva sana e una produzione per ceppo che oscilla tra i 3/5 kg. Attualmente l'azienda produce circa 4.000 quintali di uva destinata a produrre il vino Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico e classico superiore, utilizzando i seguenti marchi: "Balciana", "Tralivio", e "Classico". Nell'anno 1998 sono state prodotte 140.000 bottiglie. Con questa cura e attenzione nell'anno 1992 in contrada Balciana nel comune di Poggio San Marcello, sono stati piantati 9 ettari di vigneto con una densità per ettaro di 3000 piante. Il terreno si trova ad un'altitudine di 300 metri s.l.m., è di medio impasto calcareo, tendente allo sciolto, esposizione nord - est, inclinazione variabile 12/15%, sistema d'impianto guyot semplice palizzato, vitigno Verdicchio 100%, produzione media 90 q.li per ettaro.

Dei 90 q.li per ettaro solo 40 q.li vengono destinati alla produzione del vino Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC classico "Balciana". L'epoca di raccolta dell'uva viene stabilita da Alberto Mazzoni, enologo dell'azienda, il quale, dopo aver valutato il rapporto acidi - zuccheri e lo stato di maturazione, decide di dare inizio alle diverse fasi della raccolta. Nella prima fase viene raccolta circa il 50% dell'uva presente sulla pianta, l'altro 50% viene raccolta gradualmente in base all'andamento stagionale, comunque non prima dell'ultima settimana di ottobre e la prima di novembre per far sì che l'acino assuma una colorazione violacea. Solo questi grappoli sono destinati a produrre il vino Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico superiore "Balcina".

L'uva raccolta in cassette viene portata in azienda dove si avvia il processo di vinificazione utilizzando le moderne tecniche a disposizione. La fermentazione avviene in piccole botti. Effettuati i necessari travasi, nel mese di giugno, dopo attenta valutazione organolettica eseguita dall'enologo Mazzoni, si procede all'assemblaggio delle varie partite che possiedono tutte le caratteristiche organolettiche e tipiche del vino Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico superiore "Balcina". Quali sono le caratteristiche che distinguono questo vino? Un colore paglierino carico, profumi molto interessanti e originali, che si manifestano con sentori fruttati e minerali. Il sapore è concentrato, piuttosto morbido e molto persistente, con un insistito retrogusto amarognolo molto piacevole.

L'azienda ha iniziato la produzione di questo vino nel 1994 commercializzando 4.500 bottiglie; nel 1995 sono passate a 6.500; nel 1996 l'annata non ha consentito la produzione; nel 1997 ne sono state confezionate 11.000 e nel 1998 la quantità ha raggiunto 20.000 bottiglie. Il prodotto confezionato non viene immesso al consumo prima del 30 novembre dell'anno successivo alla vendemmia.

Nell'anno in corso l'azienda ha partecipato, per la prima volta, in Inghilterra, al concorso Wine Challenge, dove erano presenti più di 8500 produttori provenienti da 34 nazioni. Gli assaggiatori erano più di 450. Il concorso si svolge in due tornate di assaggi alla presenza di un Super Giudice che ha il compito di assicurare l'imparzialità nel giudicare al di là delle liste precostituite. Tutti i vini sono passati al setaccio, ma oltre alle caratteristiche peculiari del vino è necessario che abbiano un prezzo adeguato alla loro qualità. Nella prima tornata di degustazioni vengono giudicati i vini che provengono dallo stesso vitigno e dalle stesse regioni. A questo punto, gli assaggiatori possono scartare l'uno o l'altro vino o considerarlo meritevole di un premio dando a questo un Sigillo di Approvazione (Seal of Approval); oppure decidere di farlo assaggiare nuovamente alla giuria della seconda tornata di degustazioni, la quale assegna le medaglie. Per salvaguardare la qualità dei vini tutti sono provati dal Super Giudice che può assaggiare una nuova volta quei vini che qualche degustatore ha giudicato immeritevole della selezione. Nella seconda tornata di degustazioni, quando i vini competono tutti insieme senza più la differenziazione regionale, i giudici possono dare alcuni premi a quei vini che ritengono più meritevoli. Ogni anno una media del 30% dei selezionati vince una medaglia, al 30% va consegnato il Sigillo di Approvazione e il restante 40% viene respinto. Quest'anno i giudici hanno deciso, per la prima volta, di assegnare nuovi trofei al miglior Garmay, Zinfandel, Pinotage e Bianco Italiano. Sono nati anche altri trofei per un grande spumante rosso proveniente dall'Australia e per uno straordinario Vermouth della California. Ci sono tre fattori che determinano il vino dell'anno; la sua notorietà e il successo conseguito nel IWC (medaglie d'oro e d'argento), una vasta produzione e un prezzo ragionale. Nel 1999 ci sono stati 3 spumanti dell'anno, 3 vini bianchi e 3 vini rossi. Per la categoria Italian White, novità di quest'anno, i pretendenti erano due: un Trebbiano dell'Australia - Tyrrell's, New South Wales - e il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore - Balciana.

Il "Balciana" con una straordinaria concertazione di gusto di asparago, alta acidità, e un eccezionale taglio ha portato via il White Wine Trophy '99."

2010 : I giornalisti dei Borghi Europei del Gusto a Smartno, per Brda in Vino

I giornalisti dell'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del gusto,dell'Azione Collinando (lo speciale circuito di borghi di collina della rete europea), hanno partecipato a 'Brda in Vino' nel borgo fortificato medievale di Smartno, nel Collio sloveno.

I visitatori hanno avuto la possibilità di degustare e assaggiare i vini locali e i prodotti tipici della regione (olio d'oliva, frutta, miele,ecc.), passeggiando per le strade del paese e conoscendo i produttori collocati nelle piccole case antiche del borgo.

In particolare i giornalisti si sono soffermati a Casa Marica della famiglia Mavric (la stessa dell'agriturismo Belica 1898 di Medana), per degustare il prosciutto, la mortadella e altri salumi di casa, il formaggio sloveno e i vini di casa (Šmartno 33, 5211 Kojsko; tel.: + 386 5 304 10 39, email: info@marica.si).

Sebastian Mavric è stato infatti nominato in questi giorni delegato della Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto per il Collio Sloveno.

2010 : Il Canton Ticino al Festival Europeo del Gusto in Istria

L'Associazione Internazionale Borghi Europei del Gusto è una rete che accomuna paesi e città di oltre tredici Stati Europei, che si impegnano a confrontare le politiche di valorizzazione del territorio, tramite iniziative di scambio (di rete, appunto) e di partecipazioni 'incrociate'.

La Regione Valli di Lugano (Canton Ticino, Svizzera), ha aderito all'Associazione Internazionale nel maggio del 2009, assegnando, per il momento, la delega di rappresentanza al proprio Presidente ing. Francesco Ryf, al membro del Consiglio Regionale sig.ra Ines Canonica (che fa parte del Consiglio di Amministrazione di Ticino Turismo) ed al Segretario Animatore Corrado Piattini. In ottobre, una delegazione della Associazione Internazionale Borghi Europei del Gusto aveva incontrato Francesco Tettamanti, direttore di Ticinowine, l’ente di promozione del vino ticinese di qualità, al fine di consegnare da parte della rete europea e degli Enti del Turismo di Salvore, Buie e Umago (Istria, Croazia), l'invito ufficiale a partecipare al Festival Europeo del Gusto, che si è poi tenuto in Istria la prima settimana del mese di dicembre.

L'incontro si era svolto presso la sede di Ticinowine a Balerna e aveva costituito un altro importante tassello nel lavoro di dialogo fra i borghi europei del gusto.

Il Festival è stato poi una vera e propria conferenza stampa non stop, articolata in laboratori di informazione, laboratori di degustazione, laboratori di comunicazione radiotelevisiva. Nel Wine bar dell'Hotel Sol Coral di Umago, TicinoWine ha presentato ai giornalisti e ai comunicatori accreditati le proprie produzioni vitininicole.

"L’immagine del vino, della sua territorialità e peculiarità regionale passano attraverso un attento e strategico posizionamento sul mercato. Questo non sarebbe possibile senza l’incontro e la visione globale delle potenzialità espresse dalla diversità dei produttori e dalle varie tipologie di vini proposti-ha detto nel suo intervento Francesco Tettamanti. L’esigenza, espressa in un mercato del vino sempre più concorrenziale e nella clientela sempre più esigente, ha fatto sì che nel 1984 un gruppo di pionieri nella promozione della vitivinicoltura ticinese fondò "Proviti", l’allora ufficio di promozione. Certo, mi sì dirà che quelli erano altri tempi. Certo, ma le visioni di questi pionieri erano quelle giuste: identificare il vino con un territorio e con una realtà produttiva era una visione giusta e al momento giusto. Dal 1° gennaio 2005 la struttura della Ticinowine è stata assorbita ed integrata nell'interprofessione della vite e del vino ticinese.

Ticinowine, grazie ad un’esperienza ventennale, costruitasi nel tempo e grazie al fedele sostegno dei produttori affiliati, sarà competente anche in futuro nell'affidare l’immagine di ambasciatore del Ticino al vino: sincero, libero e capace di emozioni forti.".

2011 : “ Dolo: i sapori dell’altro”

Iniziativa organizzata da “Associazione L’Altratavola”, d’intesa con “Associazione Internazionale Borghi Europei del Gusto” e con il patrocinio del Comune di Dolo.

PROGRAMMA DELL’EVENTO

Ore 11.30, Sala Consiliare del Comune di Dolo:

Dolo, Capofila di Eurovinum, Rete di Comunicazione delle Terre del Vino, presenta l’azione: un vero e proprio circuito di borghi e terre del vino che intendono sviluppare iniziative di informazione partendo dal legame fra vino e territorio, organizzare e promuovere campagne di informazione e scambio culturale fra le terre del vino, incontri di confronto, degustazione e presentazione di eccellenze, valorizzazione di luoghi e collaborazioni con altri soggetti istituzionale e associativi.

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