News | Emilia-Romagna | Montagna
Notizia del 26/02/2007
L’Aglio di Voghiera nelle montagne feltrine
Nella rassegna d’informazione “I mille colori della tipicità” che ha visto lo scambio di “gusti”
ed esperienze dei territori del nord Italia con le regioni del Centro Sud era presente il
Consorzio dell’Aglio di Voghiera con la precisa intenzione di promuovere un prodotto semplice
ma di grande importanza per il territorio della provincia di Ferrara: l’Aglio.
A metà degli anni novanta, in seguito ad una ricerca statistica svolta dall’amministrazione comunale, si scopre che oltre il cinquanta per cento dell’aglio ferrarese viene prodotto nel comune di Voghiera, e diventa quindi un presupposto per la valorizzazione di un prodotto degno di essere annoverato tra il paniere dei prodotti tipici del ferrarese. Da questa scoperta si innescano a catena diverse iniziative volte alla valorizzazione di questo prodotto: nasce il Consorzio dell’Aglio di Voghiera costituito a tutt’oggi da circa 30 produttori e da 42 ettari di terreno investiti alla produzione del prodotto, si instaura un progetto di studio e collaborazione con l’Università di Ferrara – dipartimento di Farmacologia – per definire le caratteristiche biomolecolari e merceologiche dell’aglio, e per finire il Consorzio sta mettendo a punto con la regione Emilia Romagna un progetto di tutela del consumatore che ha come scopo la caratteristica della “rintracciabilità” della produzione. Degno di merito il progetto sulla rintracciabilità di cui, a nostro avviso, dovrebbe essere dotato ogni prodotto in quanto si garantisce la qualità dello stesso durante tutti i passaggi della filiera, dalla provenienza alla lavorazione fino al raggiungimento della tavola del consumatore. Questo processo protegge i prodotti tipici e soprattutto la qualità delle produzioni per il mantenimento di produzioni agroalimentari della tradizione dei territori e soprattutto incentiva i produttori al mantenimento della coltivazione.
Il successo del Consorzio dell’Aglio di Voghiera, viene confermato anche dal volume di commercializzazione del prodotto tanto da poter rappresentare a tutt’oggi un reddito garantito per le Aziende agricole del territorio che hanno creduto alla validità gastronomica di questo prodotto di nicchia e quindi alla sua tutela. La gamma dei prodotti commercializzata, oggi si presenta piuttosto variegata e comunque sempre conforme ad una gastronomia tipica della provincia ferrarese, lo dimostrano eccellenze come il salame all’aglio e la Zia ferrarese (tipico insaccato locale) e poi ancora l’olio arricchito all’aglio, il prodotto secco disponibile in diversi formati e pronto per l’utilizzo in cucina e di recente produzione il patè e l’aglio marinato semplice o aromatizzato ai sapori di cipolla e peperoncino. Il paniere dei prodotti “dl’Ai ad Ughiera” come chiamato nel dialetto locale si può trovare oltre che presso le aziende aderenti al Consorzio anche presso un punto vendita gestito dalla società del Consorzio “Il Borgo le Aie” che non si poteva trovare in altro posto che nel territorio comunale e precisamente a Gualdo sulla Provinciale Portomaggiore-Cona facilmente raggiungibile anche tramite la Superstrada Ferrara-Lidi.
La provenienza storica di questo prodotto non è ben definita e infatti diverse sono le ipotesi formulate, notizie sostengano la provenienza dall’Asia Centrale all’India altre dall’Egitto oppure dalle steppe del Kazakistan, certo è che ogni informazione si rifà sempre alle caratteristiche curative del prodotto, riconosciuto come terapeutico e potente ricostituente. In Egitto veniva utilizzato come alimento fortificante e preventivo per l’insorgere di malattie, greci e romani gli riconoscevano proprietà ricostituenti e depurative, nel medioevo veniva utilizzato contro la diffusione della peste fino alle notizie che gli riconoscono effetti afrodisiaci - Ne parlano Ovidio, che agli amanti consiglia “insalata di aglio e cipolle”, e Galeno, storico medico, che definisce tale bulbo “eccitante per Venere”.
I moderni studi hanno permesso di approfondire tali notizie e di scoprire che l’aglio possiede reali proprietà terapeutiche perché contiene grandi quantità di vitamine, ma soprattutto un potente principio attivo responsabile del caratteristico odore chiamato Allicina. L’Allicina, scaturisce da una reazione chimica dovuta all’unione di due enzimi presenti nel bulbo che si uniscono tramite taglio e schiacciamento degli spicchi. Appurata risulta quindi la scoperta che l’aglio sia un forte battericida!
Proprio sulla scia della ricerca scientifica si è inoltre attivato, per volontà del Consorzio, uno studio per la valorizzazione dell’Allium tramite riconoscimento da parte del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali del DOP (Denominazione d’origine protetta) e l’iscrizione all’Ense (Ente Nazionali Sementi Italiane) con la denominazione seme “Aglio di Voghiera”.
I risultati ottenuti dal Consorzio dell’Aglio di Voghiera in campo commerciale e di tutela del prodotto sono sicuramente dovuti, oltre ad una effettiva capacità tecnica agricola, anche all’entusiasmo di Alessandro Benini – Presidente del Consorzio dell’Aglio di Voghiera – e dei
Suoi collaboratori, nella chiara intenzione di preservare un prodotto tipico con obiettivi prefissati e idonei strumenti per raggiungerli. Sono infatti consapevoli del fatto che l’unione e la capacità collaborativa del consorzio costituisce la base di forza e che la comunicazione e l’informazione per la diffusione del prodotto sono indispensabili. Proprio per queste ragioni ritroveremo il Consorzio in rappresentanza di questo prodotto d’eccellenza del ferrarese anche durante la manifestazione delle mostre del vino di Valdobbiadene.
Torna a inizio pagina