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Il Gusto Quotidiano di mercoledì 12 gennaio

Notizia del 11/01/2011

Iniziamo il 2011 ricordando un Grande Produttore che proporio a gennaio 2010 ci ha lasciato. Vogliamo ricordare Carlo Boatti della Monsupello, azienda vitivinicola leader sul territorio nazionale per la produzione di grandi Spumanti Metodo Classico; lo ricordiamo pubblicando un'autobiografia scritta da Carlo Boatti nel 2009, ripresa dal sito della Monsupello.

Ci sembra un "bel modo" per ricordare questo personaggio che ha fatto grande l'Oltrepo Pavese vitivinicolo, consigliando la lettura anche a chi non ha un grande rapporto con il prodotto vino, poichè è molto di più della storia di un produttore, è la storia di un Grande Uomo.

Monsupello – Carlo Boatti

Mi piace quest’idea di mettermi seduto in veranda e di raccontarvi un po’ della mia vita, nella speranza che i capelli bianchi e qualche ruga che segna il mio viso non vi traggano in inganno, perché, pur avendo settantacinque anni, sono molto più giovane di quanto appaia! Certo non sono più scattante come una volta e non ballo ormai da tanti anni e nessuno mi chiama più con quel simpatico soprannome che mi avevano attribuito gli amici dopo che avevo scritto “Tango” sulla mia Lambretta con la quale scorrazzavo, da ragazzo, un po’ in tutto l’Oltrepò.

“Tango”: è così che mi chiamavano non solo per la scritta che spiccava su quel parabrezza, ma anche perché quando andavo nelle balere ero uno dei pochi che ci sapeva veramente fare, dato che ballavo benissimo il tango, così come, ironia della sorte, oggi sa fare mia figlia Laura che ne ha fatto la sua più grande passione. Mi dispiace che oggi non ci sia, mi sarebbe piaciuto molto presentarvela, come avrei avuto piacere di farvi conoscere Pierangelo, mio figlio, che è ormai il factotum e il deus ex machina dell’azienda. È lui che comanda i giochi, mentre io potrei, tutt’al più, raccontarvi delle mie ultime cinquanta vendemmie... anche se credo che non abbiate voglia di sentire le storie che a loro si accompagnano... Beh... alcune sarebbero veramente interessanti!

Sono quelle che, in definitiva, accompagnano i cinquant’anni di storia delle bollicine italiane, che coinvolgono tanta gente e tante imprese e la stessa nascita del Consorzio di Tutela dei Vini dell’Oltrepò, di cui sono stato fondatore. Storie che si intrecciano alle miriadi di riunioni che si sono tenute negli anni e all’interno delle quali si è combattuto per trovare un nome italiano con il quale contrastare quello francese di Champagne. Dibattiti infiniti che videro la bocciatura del nome “Classese” per gli spumanti italiani, nome che aveva come unica colpa quella di essere stato coniato nell’Oltrepò e quindi vivacemente contrastato da altri territori, fra cui la Franciacorta e il Trentino, che non avevano interesse a far sì che l’Italia spumantistica fosse rappresentata nel mondo con un nome già in uso in questa zona, con il risultato che, a vent’anni da quelle stupide diatribe, non c’è nessun marchio a contrastare quello francese.

Vi potrei narrare del Duca Denari che, di fatto, in un’assemblea, decretò, con la sua astensione, la fine di questo lungo dibattito nazionale sugli eventuali nomi da attribuire alle bollicine italiane oppure di come, più tardi, morì sul nascere il tentativo della Valdobbiadene e del Trentino di puntare prima su un nome come “Ritmo” e poi, se non ricordo male, sul “Talento”: in entrambi i casi i nomi assomigliavano più allo spot per certi veicoli Fiat che a quelli per un vino. Potrei raccontarvi ancora del grande e mitico Veronelli che conobbi nel 1966 ad una mostra a Pavia, dopo la quale, ricordo, fece due righe sui miei vini sulle pagine del Corriere della Sera che mi dettero una notorietà inaspettata e mi consentirono di effettuare un salto qualitativo importante non solo nella produzione, ma, soprattutto, nei miei pensieri, poiché ritenni che la fiducia che lui mi aveva dimostrato non poteva essere tradita.

L’occasione mi spinse a crescere come azienda, migliorando di continuo ciò che avevo appena fatto. Poi vennero gli anni di Piero Bolfo e della V.I.D.E. (viticoltori italiani di eccellenza), quelli di Giacomo Bologna, ecc, ecc..., fino ad arrivare ad oggi, sotto questa veranda, dove mi trovo a parlare con chi mi sta dando una fiducia che non vorrei tradire ed è per questo che, spudoratamente, vi confesso che... non volevo fare il vignaiolo! Volevo guadagnare dei soldi. Volevo avere una grande casa in città, una bella macchina e permettermi di viaggiare per il mondo. Ero poco più che adolescente e, se ritornate con la mente a quegli anni, vi ricorderete che quello era un periodo splendido. Erano gli anni del dopoguerra che sembravano preludere ad un futuro diverso, foriero solo di cose belle. Ricordo che c’erano momenti in cui sembrava che la guerra, appena terminata, avesse ripulito l’aria, così come fa una tempesta, risvegliando dentro di noi l’ottimismo e il desiderio di una vita migliore che andava oltre quel semplice, banale e popolare desiderio di normalità cui, giustamente, aspiravamo. Sembrava che ogni giorno dovesse accadere chissà cosa e un’infinità di cromìe rendevano ancor più sfavillante la speranza.

Erano gli anni in cui gli amici mi chiamavano Tango.

Avevo voglia di vivere la mia vita e di realizzare i miei sogni che contrastavano con la realtà di dover lavorare nella piccola azienda del papà e dello zio che, a malapena, soddisfaceva i bisogni primari della famiglia. Senza esitazioni e con la speranza nel cuore, appena diventato maggiorenne, lasciai tutto e provai a camminare per la mia strada, tentando di fare l’assicuratore, il commerciale, per diventare poi socio di una fabbrica produttrice di lucidatrici. Vi sarà facile immaginare che la cosa non andò molto bene e non per mia incapacità, ma perché, forse, avevo precorso i tempi e nel 1954 non c’erano ancora tante famiglie disposte ad investire dei soldi per lucidare i loro pavimenti. Mesto, me ne ritornai a casa a fare il mestiere di papà e, come succede spesso quando si viene a contatto con la natura e con la vite, mi innamorai del mestiere di vignaiolo. Come vi dicevo, sono ormai cinquant’anni che sono su questa terra e in mezzo a questi vigneti che ho ripiantato, modificato, potato, zappato e vendemmiato per ben cinquanta vendemmie, che non sono poche.

Me le sento tutte addosso queste vendemmie, poiché in esse ho investito tutto ciò che avevo, anche se, per correttezza e amor di cronaca, il più bell’investimento è stato quello che ho fatto su Carla Dallera, mia moglie. Non mi costringete, però, a parlare d’amore, perché in questo campo sono rimasto sempre un fanciullo e né davanti a voi, né soli nella nostra intimità, ho mai trovato le parole per raccontarle i miei sentimenti, la riconoscenza e la gratitudine che nutro per lei che, in silenzio per tutti questi anni, mi è rimasta a fianco.

Parole che, dovete sapere, pur non riuscendo a pronunciare, ho scritto in un articolo che feci uscire su un giornale locale, qualche tempo fa. È lei la mia più grande fortuna, poiché senza di lei non sarei stato capace di fare ciò che ho fatto e di avventurarmi in questo viaggio nel mondo del vino durato molti anni, durante i quali ci siamo amati, abbiamo avuto dei figli e, qualche volta, ballato anche il tango.

FONTE WWW.MONSUPELLO.IT

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MISS VENETO ALLA PRIMA DEI PICAI

La vicentina Giulia Nicole Magro, seconda classificata a Miss Italia, madrina della manifestazione. Appuntamento domenica 23 gennaio alle 15 in piazza a Zermeghedo (Vicenza)

Si ritroveranno domenica 23 gennaio alle 15 in Piazza Regaù a Zermeghedo (Vicenza) i produttori del Recioto di Gambellara DOCG, per celebrare il rito della prima spremitura pubblica dei picai. I migliori grappoli di garganega dell’annata 2010 sono stati fatti appassire appesi al soffitto nei fruttai delle aziende per tre mesi. Portati in piazza da figuranti in costume a bordo di mezzi agricoli d’epoca, verranno spremuti con un antico torchio di legno. Il mosto che se ne ricaverà verrà in parte distribuito per l’assaggio del pubblico, in parte conservato per trasformarsi, dopo affinamento in legno e bottiglia, in Recioto di Gambellara, unica DOCG del vicentino.

Madrina della manifestazione per questa nuova edizione sarà Giulia Nicole Magro, Miss Veneto 2010 e seconda classificata a Miss Italia 2010. Toccherà a lei inserire i primi grappoli nel torchio, per poi entrarvi e iniziare la pigiatura con i piedi. Giulia è di Camisano Vicentino, ha 18 anni e attualmente è studentessa al liceo scientifico. Lavora anche come modella a livello locale ma vorrebbe continuare gli studi e iscriversi all’università.

La spremitura in piazza sarà preceduta al mattino dal convegno “Energie rinnovabili dall’agricoltura: Zermeghedo esempio regionale”. “Ci fa piacere l’impegno del comune di Zermeghedo per il riutilizzo delle biomasse agricole per la produzione di energia - dichiara il presidente della Strada del Recioto Antonio Tonello - perché testimonia il forte legame di questo nostro territorio con l’agricoltura e la viticoltura in particolare”.

Al convegno interverranno Giuseppe Castaman, Sindaco di Zermeghedo, Antonio Tonello, Presidente dell’Associazione Strada del Recioto e dei vini Gambellara DOC, Giuseppe Zonin, Presidente del Consorzio Tutela Vini DOC Gambellara, Laura Realdon, Presidente di Energeica Srl, Ivano Boaretti, Amministratore di Demetra Energy Spa, Paolo Pizzolato, Amministratore unico di Veneto Agricoltura. Modererà il giornalista Mimmo Vita, presidente nazionale Unaga.

La festa in piazza durerà fino alle 18.00, e sarà possibile assaggiare e comprare i vini della DOC Gambellara, oltre ai prodotti tipici della zona.

press:

Studio Cru

Davide Cocco Claudia Zigliotto

davide@studiocru.it claudia@studiocru.com

392.9286448 0444-521134

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Sciare al sole di primavera in Alta Val Badia ospiti del Posta Zirm Hotel

Sconti su soggiorno, skipass e attrezzature

A Corvara, nel cuore delle Dolomiti, lo storico Posta Zirm Hotel dal 20 marzo a fine stagione offre il pacchetto “Super Sun”. Con un soggiorno minimo di 7 giorni, con trattamento di mezza pensione, gli ospiti dell’albergo potranno usufruire di uno sconto particolare: al prezzo di 864 € per persona in stanza matrimoniale trascorreranno 7 giorni pagandone solo 6 nella splendida cornice dell’Alta Val Badia.

La promozione comprende anche benessere e divertimento serale: gli ospiti del Posta Zirm Hotel, infatti, avranno libero accesso alla Wellness Farm dell’albergo (ideata secondo i dettami del Feng Shui, antichissima scienza cinese del “vento e dell’acqua” che insegna ad armonizzare le energie in rapporto all’ambiente circostante) e alla Taverna Posta Zirm, il punto di ritrovo più frequentato della valle. Tutto completato da un gustoso e stuzzicante viaggio culinario alla scoperta dei sapori della zona: gli ospiti potranno, infatti, scegliere tra 4 menu da 5 portate, le cui pietanze rispecchiano sia la tradizione che l’innovazione culinaria dell’Alta Val Badia e la valorizzazione dei prodotti tipici locali.

Oltre al soggiorno omaggio, gli ospiti del Posta Zirm Hotel potranno usufruire di speciali sconti per skipass, lezioni di sci e noleggio delle attrezzature sportive: pagheranno lo skipass valido per 6 giorni al prezzo di 5, le scuole di sci offriranno 4 lezioni al prezzo di 3 e, infine, i negozi di attrezzature convenzionati consentiranno il noleggio di sci e snowboard per 6 giorni al prezzo di 5. Un’occasione unica per chi vuole approfittare fino a stagione inoltrata di questo suggestivo angolo di Dolomiti.

Per informazioni e prenotazioni: Posta Zirm Hotel, Strada Col Alt 95, Corvara (Bz). Tel. 0471 836175, fax 0471 836580, info@postazirm.com, www.postazirm.com.

Ufficio Stampa: Studio Agorà - Marina Tagliaferri tel. 0481 62385, e-mail:agora@studio-agora.it, www.studio-agora.it

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La ricetta del giorno

Pasta ai broccoli

* 2 persone

* 395 Kcal a porzione

* difficoltà facile

* pronta in 45 minuti

* ricetta vegetariana e vegan

* ricetta light

* si può preparare in anticipo

* si può mangiare fuori

INGREDIENTI

* 300 g di broccoli

* 4 spicchi d’aglio

* 2 cucchiai d'olio extravergine di oliva

* pepe

* sale

* 250 ml di brodo vegetale

* 160 g di pasta

PREPARAZIONE

* Lavare e pulire i broccoli e staccare le cimette dal torsolo.

* Cuocerle per 30 minuti a vapore, oppure lessarle per 8 minuti in abbondante acqua salata e scolarle accuratamente per non romperele.

* In una capace padella soffriggere gli spicchi d'aglio spellati nell'olio. Quando si saranno dorati, togliere la padella dal fuoco qualche istante per far passare un poco il calore.

* Riportare la padella sul fuoco ed unire le cime dei broccoli. Farle soffriggere a fiamma vivace per qualche minuto, unire una manciata di pepe e regolare di sale. Unire un paio di cucchiai di brodo, abbassare la fiamma e farli cuocere per 4-5 minuti.

* Lessare la pasta in abbondante acqua salata e, poco prima di scolarla, aggiungere un mestolino di acqua di cottura nella padella del condimento, quindi accendere il fuoco.

* Saltare la pasta scolata a fiamma vivace nella padella del condimento per qualche minuto, girando di frequente.

* Servire immediatamente.

PASTA DI ABBINAMENTO IDEALE

Orecchiette, gramigna, fusilli.

STAGIONE

Gennaio, febbraio, marzo, settembre, ottobre, novembre, dicembre.

AUTORE

Realizzata da Barbara Farinelli.

* Se piace, servire con ricotta salata grattugiata.

* Questa pasta è ottima anche al forno. Disporla in una pirofila ben unta d'olio, cospargerla con ricotta salata grattugiata e gratinarla. In questo modo è possibile anche conservarla per un giorno in frigorifero, gratinandola solo poco prima di mangiarla.

* Ottima, se avanza, anche il giorno dopo, scaldata nel forno a 200°C per una decina di minuti. Se tende a scurirsi troppo coprirla con la carta stagnola.

* E' possibile anche congelarla, si conserva così per 3 mesi circa. Al momento di consumarla metterla nel frigorifero la sera prima e scaldarla al momento di mangiarla nel forno come descritto in precedenza

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