Notizia del 07/01/2011
UFFICIO STAMPA
ATTIVITA’ PROMOZIONALI E INTERMEDIAZIONE ORGANIZZATIVA
NEI SETTORI BENESSERE –ENOGASTRONOMIA – TURISMO – SPETTAC0LO - CULTURA
REALIZZAZIONE E GESTIONE COORDINAMENTO E ASSISTENZA VIAGGI E TURISMO SU MISURA
DI SERVIZI DI RISTORAZIONE EUROPEA MEETINGS E CONGRESSI PER AZIENDE, ENTI, ASSOCIAZIONI
Quanti bolognesi sanno che a poco più di 20 km . dalla città ( mezz’ora dai viali ) esiste ancora una risaia con l’antico ciclo produttivo in un’ampia zona naturalistica protetta? Il tutto è gestito da una cooperativa tradizionale, in una delle zone storiche del cooperativismo emiliano, la terra delle acque, la “bassa” compresa grossomodo nel triangolo tra Molinella, Budrio e Medicina. Recentemente una trasmissione TV nazionale ha descritto un particolare episodio degli emigranti italiani. Nella seconda metà dell’800, quando tutta questa zona era disseminata di risaie assai produttive, intervenne una pesantissima crisi del settore che rese economicamente più favorevole l’acquisto del riso dall’estero rispetto alla produzione locale. Ciò significò in breve l’abbandono di queste terre dal punto di vista colturale e lavorativo . Un dissesto per l’ambiente,che precipitò in situazioni palustri e malsane, ma soprattutto un disastro dal punto di vista socio-economico. Migliaia e migliaia di persone si ritrovarono senza il pur duro lavoro e quindi senza alcuna fonte di sostentamento. Unica possibilità, così come in tante altre regioni d’Italia, l’emigrazione oltre Atlantico.In questo caso insieme agli U.S.A. le mete più seguite furono soprattutto in Sud America,spe- cialmente Brasile e Argentina.Non è un’esperienza che oggi si ricorda volentieri,perché dopo un lunghissimo viaggio via mare in penose condizioni igieniche, di alimentazione e conseguenti epidemie che falcidiarono i più deboli, la realtà apparve ben diversa da quella propagandata. Pochi furono coloro che laggiù fecero fortuna, non pochi rimasero a guadagnarsi il pane e niente più in condizioni di semi schiavitù; ma la stragrande maggioranza ritornò, delusa e avvilita, non volendo neppure più parlare di quella tragica esperienza;intere fa- miglie con anziani, donne e bambini. Oggi tutto ciò sembra impensabile;le tre cittadine sunnominate sono attive e industriose, coltivazioni agricole come la patata di Budrio, la cipolla di Medicina ed il vicino asparago di Altedo hanno raggiunto fama e riconoscimenti a livello europeo (D.O.P e I.G.P.) . Oltre alle cittadine più grandi ed alle zone naturalistiche si trovano qui piccoli, antichi paesi d’origine di nobili famiglie bolognesi.
Proprio a Selva ( dei ) Malvezzi sorge “ il Borgo del Riso “
I caselli autostradali di S. Lazzaro e Interporto , la tangenziale e la via Emilia distano un quarto d’ora; la S.Vitale, la Trasversale di Pianura e gli Stradelli Guelfi pochi minuti. Le province di Ferrara e Ravenna sono assai vicine; l’Oasi di Campotto, estremo lembo orientale del Parco del Delta del Po, si trova a pochi km. Non solo d’auto, ma anche di bici, perché questa ampia zona totalmente pianeggiante costituisce un paradiso per gli appassionati delle due ruote.
Varie cittadine con rocche e castelli medioevali come Minerbio, Castel S.Pietro , Castelguelfo ed anche Imola e Ferrara rientrano nell’arco di mezz’ora d’auto dal Borgo del Riso. Tutt’attorno, oltre ai terreni coltivati, la zona umida naturalistica protetta con stagni e laghetti ed animali tipici di questo multiforme territorio: tinche, carpe, anatre ,fagiani, piccioni ,lepri. E’ meta di facili escursioni a piedi o in bici, facendo parte della fattoria didattica che comprende anche un significativo museo contadino . Nell’antico essiccatoio, in locali caratteristici è stato realizzato da tempo un agriturismo,con due camere per l’alloggio,che mai potrebbe essere più autentico, gestito da una cooperativa agricola. Una bella sala adatta a riunioni, seminari e convegni è attigua al vasto ambiente rustico con travi a vista per la fruizione del cibo.
La cucina propone il prestigioso riso Carnaroli ed i suoi derivati (un’ottima birra, dolci, ecc.), ma anche gli altri prodotti (sia diretti che lavorati) dell’azienda : carni bovine e suine,conigli ,polli ruspanti e agnelli, selvaggina e pesci d’acqua dolce, ortofrutta ,marmellate,miele e conserve,salumi ,pasta fatta a mano con le uova fresche locali, biscotti e liquori tipici. Il tutto seguendo antichi usi e costumi nonchè ricette tradizionali . Molinella , comune capoluogo a pochi km., è infatti tra le realtà più affermate nell’ormai storica guida delle “Denominazioni Comunali”, realizzata da qualche anno da uno scrittore già collaboratore di Luigi Veronelli. Ecco quindi “ la torta di tagliatelline “ e “ la salsiccia apassita della pertica”.
Da febbraio 2011 questo luogo ha deciso, avendone le caratteristiche, di fare un salto di qualità .
Si proporrà infatti come
- Una vetrina di presentazione, degustazione e acquisto di una selezionata gamma di prodotti enogastronomici della Provincia di Bologna e dell’intera Regione Emilia Romagna; soprattutto per dimostrare che selezionato non significa in alcun modo costoso.
Quindi dai vini e salumi dei Colli Piacentini all’olio extravergine delle Colline di Rimini passando per le zone di Parmigiano-Reggiano ,prosciutto e culatello di Parma;poi Aceto Balsamico e Lambrusco di Modena e Reggio Emilia, la Mortadella di Bologna,i vini dei Colli Bolognesi ed Imolesi , la frutta , la piadina ed il Sangiovese di Romagna,dal Forlivese al Cesenate fino a Ravenna. Il pesce: dalle zone umide della “bassa”di Bologna e Ferrara a trote e salmerini delle acque dell’Appennino; infine le eccellenze del nostro mare: quello “ferrarese”(le vongole di Goro e le anguille di Comacchio) , il pesce azzurro della Riviera ed il sale di Cervia.
- Un palcoscenico quindi non solo per le tradizioni ed i prodotti , ma anche per la promozione turistica delle diverse Province della nostra Regione.
- Una “casa” non solo per le istituzioni, da quelle amministrative a quelle associative e specializzate, ma anche per il dissenso e la discussione.
- Un luogo aperto con grande disponibilità per incontri, non sfide, con l’identità di altre regioni vicine e lontane, che vorrà vedere avvicendarsi in cucina chef, cuochi e “arzdore” di qualsiasi provenienza geografica e di qualsiasi formazione professionale e culturale.
- Un ritrovo accogliente in tutti i sensi,sia rilassante che stimolante, per gli appassionati ed i cultori ; ma anche per i curiosi e per chi cerca un filo ininterrotto tra la terra , chi la coltiva, i frutti che ne conseguono, il soddisfacimento economico, sensoriale e di sopravvivenza derivanti da tutto ciò; filo evocabile e tangibile solo al momento di gustare e di sperimentare direttamente dove questo ciclo inizia per non terminare mai.
Perché tutto ciò proprio qui? Perché esistono sia le premesse, che le caratteristiche, che la volontà ; e perchè nessuno sta facendo qualcosa non di simile, ma di uguale .
Sovente i comunicatori, la stampa, i siti internet specializzati , il mondo dei “ media “ insomma, coincidono, come idee ed esperienza , con la tipologia di intenti sopra descritta; a volte anche non è così .
- il Borgo del Riso vorrà essere anche un luogo di (buona ) educazione.
Il Borgo del Riso è stato scelto come Sede di rappresentanza da :
DE.CO. – DENOMINAZIONI COMUNALI ITALIANE
FEDERAZIONE ITALIANA DELLE CONFRATERNITE ENOGASTRONOMICHE - DELEG.NE EMILIA ROMAGNA ASSOCIAZIONE STAMPA AGROALIMENTARE ITALIANA – DELEGAZIONE PER L’EMILIA ROMAGNA
COMITE’ EUROPEEN DE TOURISME ET GASTRONOMIE – DELEGAZIONE PER L’ITALI Franco Mioni – Ufficio Stampa Salotto Europeo
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VIA DI CASAGLIA , 46 – 40135 BOLOGNA – TEL./FAX 0039 051 434392 – salottoeuropa@iol.it –www.salottoeuropeo.it
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Cantine del Notaio (Rionero in Vulture – PZ)
Di L'AcquaBuona • 5 gen 2011 • Rubrica: Prima pagina •
Torniamo sull’azienda di Gerardo Giuratrabocchetti per un compendio riguardante le nuove interessanti proposte “leggere”. Se infatti l’azienda ha sempre puntato sui grandi Aglianico, da un po’ di tempo sta ampliando la fascia di prodotti verso i vini meno strutturati e di più facile beva, con tanto di bianchi e rosati in cui l’aglianico dà comunque il suo contributo.
Vini assaggiati
Il Preliminare 2009 (aglianico, malvasia, moscato, chardonnay, 13,5%)
Un Basilicata IGT dal colore paglierino tendente al dorato. Emana profumi mostosi e penetranti di frutta matura e fiori gialli, resi più ariosi da note agrumate. Media consistenza gustativa e piacevole ritorno sapido nel finale ne fanno un vino più fresco di quanto ci si potesse attendere dai profumi. Un bianco ottimo per pasteggiare.
La Raccolta 2008 (aglianico, fiano, chardonnay, sauvignon, 13,5%)
La bottiglia anomala (unica borgognoneggiante tra tutte le bordolesi) riflette lo strano uvaggio in cui gli aromi campestri del fiano e del sauvignon si associano ai più dolci contributi dello chardonnay. Il colore è paglierino dorato e insieme alle note vegetali di carota selvatica emerge chiara la mela golden. Bocca piena, succosa, di piacevole dolcezza e finale asciutto, molto tonico.
Il Rogito 2008 (aglianico, 14%)
Rosato dal colore non acceso, tenta di unire la corposità dei rossi Aglianico alla freschezza dei rosati. Un tentativo che ci pare riuscito solo in parte. Il vino si mostra rosso chiaro, con lievi note aranciate. L’affinamento in botte addolcisce i profumi di frutta matura che si mostrano leggermente ossidati. In bocca è certamente un vino di bella presenza, ma rimane questa impressione di precoce maturazione che contrasta con chi nel rosato cerca freschezza.
L’Atto 2007 (aglianico, 14%)
Ed eccoci al primo Aglianico in rosso, ancora Basilicata IGT, ottenuto dalle uve dei vigneti più giovani e affinato in legni di secondo e terzo passaggio. Il colore del vino è vivo, e spiccano al naso le note balsamiche e vegetali di un vitigno che abbisogna di tempo per raggiungere l’eleganza. Seppur ancora verde, in bocca il vino offre una piacevole freschezza e si lascia bere con grande facilità.
Cantine del Notaio
Via Roma, 159
85028 Rionero in Vulture (PZ)
Tel. 335 6842483 – 0972 723689
Fax 0972 725435
info@cantinedelnotaio.it
www.cantinedelnotaio.it
Assaggiati il 13/12/2010
Schede di Luca Bonci e Riccardo Farchioni
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Per San Valentino Cibi& seduzione
Una romantica passeggiata letteraria
nel Castello di Casanova
Il cibo può essere seduzione, tanto più quando è lo si gusta nella sera più romantica dell’anno, quella di San Valentino, e corona una giornata trascorsa in un antico castello dove soggiornò a lungo il re dei seduttori, Giacomo Casanova. E così, il Castello di Spessa a Capriva del Friuli, inanella uno dopo l’altro, per la sera di San Valentino, cibi stuzzicanti, nel nome e nella sostanza, accompagnati ciascuno da una musica, interpretata dal vivo: si inizia con La seduzione e il peccato (cappesante al profumo di agrumi di Sicilia e rosmarino), si prosegue con Il gioco ed il capriccio (carezze di Granzoporo e noci di Mare), e via via con altre inconsuete portate fino alle Dolcezze e provocazioni d’Oriente ( goloso cofanetto di pasta di mandorle).
Atmosfere settecentesche, cibi raffinati, grandi vini: questi gli ingredienti di “San Valentino nel Castello di Casanova”, due giorni da trascorrere nel rilassante scenario del Collio goriziano, terra di nobili vini. Ad attendere gli innamorati, una sorpresa in camera, benvenuto nel resort in nome di Casanova, e una romantica passeggiata letteraria fra alberi secolari, bersò, balconate ornate di statue del parco del castello : 10 tappe scandite da tabelle in ferro battuto dove sono incise frasi di Casanova sull’amore, le donne, l’amicizia, la vita. E ancora: una camminata en plein air fra le viti delle tenuta che circonda il castello; una visita alla cantina di invecchiamento duecentesca, la più antica e scenografica del Collio, con degustazione guidata vini, definiti “di qualità eccellente” da Casanova nelle sue Memorie; un pranzo goloso davanti al caminetto a base di piatti e prodotti del territorio nell’Hosteria del Castello, ricavata dalla ristrutturazione di vecchi rustici e affacciata sul green di un campo da golf a 18 buche; una Vespa gialla, a disposizione per vagabondare in libertà fra le dolci colline del Collio. E per finire, la Cena della seduzione a lume di candela.
Un susseguirsi di nobili signori e illustri personaggi hanno segnato la storia e la vocazione all’ospitalità del Castello di Spessa, dove oggi sono state ricavate 15 eleganti suites arredate con mobili del’700 e’ 800 italiano. Il Castello è il cuore di un ampio Resort con campo da golf, Azienda vinicola, l’elegante Tavernetta al Castello con un eccellente Ristorante Gourmand e 10 camere dall’atmosfera country chic, e la caratteristica Hosteria del Castello.
Pacchetto: per 2 pernottamenti a persona € 270,00 € se si pernotta al Castello e € 225,00 € se si sceglie la Tavernetta al Castello.
Per informazioni: Castello di Spessa
Via Spessa 1 – Capriva del Friuli (GO) Tel/Fax: + 39 0481.808124 – www.castellodispessa.it
Ufficio Stampa: AGORA’ di Marina Tagliaferri
web: www.studio-agora.it - e-mail: agora@studio-agora.it tel: +39 0481.62385
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La ricetta del giorno
Biscotti cuor di mela
Questi biscotti cuor di mela sono stati fatti cercando di adattare quelli originali ai miei gusti. :D
Rispetto ai famosi biscotti, ho aggiungo uvetta, pinoli e cannella. Inoltre ho preferito lasciare le mele a pezzetti. Se preferite un ripieno più compatto e omogeneo, invece di metterlo “a crudo”, potete far cuocere le mele a fiamma bassa con lo zucchero, fino a renderle una crema. :)
Ingredienti: (per circa 14 biscotti)
250g farina
125g margarina
2 uova
100g zucchero
mezzo cucchiaino di cannella
-per il ripieno dei biscotti cuor di mela:
una mela
mezzo cucchiaino di cannella
un cucchiaio di uvetta
un cucchiaino di pinoli
due cucchiai di zucchero
In una terrina mettere la farina a fontana. Aggiungere le uova, la margarina, lo zucchero e la cannella.
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