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Notizia del 18/11/2010
Riconoscere la vera identità del territorio, valorizzare e privilegiare soprattutto chi, nell’enogastrono mia e nel turismo del gusto, lavora con tenacia e qualità nel rispetto di prodotti autentici e piatti genuini, sfatare quell’immaginario collettivo, non sempre esaltante, che a volte viene riferito alla Ciociaria ed alla sua gente: ecco tutto questo, con buon gusto e buon senso, è il messaggio prioritario del Consorzio Turistico Terre Ciociare (di recente allargato anche alle Terre Pontine), con un grande ed importante progetto di valorizzazione, promozione e conoscenza.
Una serie di iniziative con veri week end dei Sapori Ciociari in cui è possibile degustare piatti tipici con esclusivo uso di prodotti genuini del terri- torio ed a costi di grande buon senso, insieme a musica e cultura di altissimo livello. Come nella collaborazioni per le manifestazioni gestite dalla società Mediatica durante le giornate di Vivi Veroli in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale; o durante la XXV° edizione del famoso Atina Jazz Festival seguito dal Demo Jazz Award di Cassino in collaborazione con Radio 1 Rai, ed ancora nelle prime giornate di settembre a Pontecorvo per la tutela e valorizzazione delle tipicità locali (primo tra tutti il Peperone cornetto Dop di Pontecorvo) coadiuvando le iniziative della Pro Loco e con il lancio dell’Associazione nazionale “I Borghi del Ponte” che avrà sede nella cittadine pontecorvese. Dunque, progetti precisi per valorizzare le migliori risorse enogastronomiche e turistiche del territorio ciociaro, qualcosa che si protrarrà nel tempo ed aperto al contributo di tutti i ristoranti, agriturismi ed aziende del settore che vogliono prendere spunto da questa iniziativa convinti della sua forte efficacia. Un percorso iniziato ancora prima dello scorso 2009 con un Press Tour che ha visto impegnati 25 giornalisti della stampa nazionale ed estera specializzata, coinvolti in un itinerario estremamente curato e rappresentativo, e tutti affasci- nati dalla di Frosinone, a loro quasi del tutto sconosciuta. Ed a seguire, con alcuni momenti di anteprime stampa con la consegna (ad oltre cento tra ristoranti ed agriturismi selezionati dalle rispettive associazioni di categoria) sia d’un ricco materiale illustrativo a disposizione dei clienti (con importante campagna pubblicitaria d’appoggio) che d’un cestino esemplare dei prodotti ciociari, quale invito ad una sinergia più forte tra la produzione agroalimentare e l’anello di congiunzione (ristoranti ed agriturismi) verso il consumatore finale, come in una filiera determinata e vincente. Per quanto riguarda il vino ne sono stati protagonisti soprattutto il Cesanese del Piglio ed il Cabernet di Atina, e quindi la bella conferma del bianco Passerina Igt. Il Cesanese del Piglio quale DOCG prodotto su tutto il territorio di Piglio e Serrone ma anche nelle confinanti Acuto, Anagni e Paliano, da un vitigno laziale di antichissima tradizione e già molto apprezzato al tempo dei Romani, ed oggi nelle due versioni Cesanese del Piglio o Piglio Superiore. Vino d’un rosso rubino dal sapore morbi- do, appena gradevolmente amarognolo e secco, con un profumo intenso di note flo- reali e fruttate, armonico e di buona struttura Quindi l’incontro con l’altro grande vino Cabernet di Atina Doc, nelle sue varie tipologie, con una tradizione di oltre 140 anni, un grande bagaglio di aromi vegetali, sentori persistenti di frutta a bacca rossa e peperone verde, dal colore rosso rubino con riflessi violacei e brillan- ti, un gusto pieno, di corpo e di ottima persistenza in bocca. Ma anche con tante tipicità di pregio e gusto tra cui un raro e preziosissimo Pecorino di Picinisco, la Marzolina di Esperia, l’incredibile Grancacio di Morolo, le mozzarelle e ricotte di bufala Dop campana di Amaseno, lo speciale prosciutto di Guercino e la buo- nissima salsiccia di Roccasecca. Ed ancora con l’ottimo Peperone Dop, il cosiddetto cornetto di Pontecorvo (digeribilissimo!) ed il Fagiolo Cannellino Dop di Atina (grandiose con il tipico piatto di sagne e fagioli), o la Visciola dei Monti Lepini (trasformata vinosamente nello specialissimo Ratafia da fine pasto). Ed ancora con il Tartufo di Campoli Appennino e di San Donato Val Comino (splendidi luoghi anche del turismo invernale), l’olio extra- vergine ciociaro, la trota del Fibreno, insieme a pani straordinari e ciambelle al vino, per non dire dei diversi tipi di squi- siti Torroncini di Alvito o del Pane di Veroli insieme alle sue famosissime crespelle e ciammelle ritorte! Una forte promozione in continuo divenire (promossa anche negli spazi del famoso Outlet di Valmontone) con veri week end dei Sapori Ciociari in cui è possibile degustare piatti tipici con esclusivo uso di prodotti genuini del territorio ed a costi di grande buon senso. Tutti segnali d’un territorio capace di trasmettere il gusto del buono (non quello di moda, ma quello vero e tra- sversale, cioè per tutti), del bello con tutte la sua cultura magnificamente rappresentata anche nei famosissimi monasteri ed abbazie di estremo pregio (Montecassino, Casamari e Trisulti a nome dei tanti), e dunque d’una certa qualità della vita capace di lasciare una traccia profonda verso un turista attento, colto e incline alle emozioni più autenti- che. Un progetto proseguito con ulteriori iniziative come il Ristorante Tipico della Ciociaria, il Premio enogastronomico “Tavole di Terre Ciociare”, il team di giovani chef “Gustociociaria” per promozioni ed esibizioni, insieme ai progetti-eventi di “Tavole Santissime” e “Il Mare in Ciociaria”, anche in collaborazione con le vicine terre pontine della provincia di Latina, e la speciale presenza a fiere importanti come il Vinitaly di Verona. Dunque la necessità d’una forte azione mediatica con trasmissioni televisive (come “La verità nel piatto”) e riviste dedicate con ampi servizi sul territorio (da “Il Gusto Italiano” a “Terre Ciociare” e così via) per una forte valorizzazione e concreta conoscenza.
da www.volaincentro.it.
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Notizia n.1193 dal Lazio
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