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Notizia del 17/11/2010
La Bisiacaria è una regione geografica. Include la parte del territorio della provincia di Gorizia compresa fra i primi rilievi del Carso Monfalconese, il litorale del Golfo di Panzano (dalle bocche del Timavo a Punta Sdobba) ed il basso corso dell’Isonzo da Sagrado al fiume Isonzato.
Dal punto di vista amministrativo corrisponde agli attuali Comuni di:
Comune Abitanti (31/07/2008) Superficie (km²)
Fogliano Redipuglia 3.020 7,00
Monfalcone 27.964 20,00
Ronchi dei Legionari 11.988 16,00
Sagrado 2.237 14,00
San Canzian d'Isonzo 6.351 33,00
San Pier d'Isonzo 1.942 9,00
Staranzano 7.049 18,00
Turriaco 2.685 5,00
Totale 63.236 122,00
I vari paesi e frazioni sono così denominati nel locale idioma bisiaco: Mofalcon, Panzàn, Dàris, Ronchi, Vermeàn, San Vido, Ridipuia, Foiàn, Polàz, Segrà, San Piero, Casseàn, Turiàc, Beàn, Pieris, Saganziàn, Staranzan, Bestrigna. Secondo alcuni, rimarrebbero escluse per ragioni linguistiche la frazione di Poggio Terza Armata/Sdraussina nel comune di Sagrado e quella di Isola Morosini, sulla destra Isonzo, nel comune di San Canzian.
Origine del nome
L'origine del termine "bisiaco", secondo un'ipotesi, proviene dal latino medioevale bis aquae, tra i due fiumi. Lo studioso Silvio Domini ha messo in dubbio l'affidabilità di questa etimologia, considerandola una falsificazione di epoca fascista volta a negare ogni influenza straniera (nello specifico slava) nella realtà locale, anche se di recente sono emerse inedite testimonianze di un uso di questo termine già in epoca ottocentesca. Secondo alcuni il nome ha un'origine slava, invece, in quanto potrebbe derivare dal termine sloveno bezjak (profugo, esule) oppure dallo stesso termine "bezjak" in lingua serbocroata che prende il significato di "babbeo, sciocco" locuzione spregiativa con cui in epoca medievale si indicava in quelle terre il contadino. Non bisogna dimenticare, infatti, che esistono nella Bisiacaria molti toponimi di origine slava come Sredi Polje ("in mezzo alla pianura" : il colle di Redipuglia è l'unica parte del carso goriziano ad essere appunto circondata da terreno pianeggiante), col tempo italianizzato in Redipuglia. Secondo altri, ma si tratta di una supposizione poco convincente, la terminologia rivelerebbe una numerosa presenza di serpenti nella zona, chiamati in dialetto "bisse". La questione rimane aperta, dunque, e si consiglia di non accettare come definitiva ed incontrovertibile nessuna delle tre proposte, almeno fino a quando non emergeranno altri documenti a sostegno dell'una o dell'altra ipotesi.
Storia
La storia della Bisiacaria è legata fino al 1866 alla storia del Friuli con cui ne divide le sorti. Così farà parte del Ducato longobardo friulano (568-776 d.C.), poi del Marchesato franco del Friuli (776-952 d.C.), e dello Stato Patriarchino friulano (1077-1420). Nel 1420 la Patria del Friuli verrà conquistata da Venezia che ne riconoscerà sia i confini amministrativi (di cui continua a fare parte anche la Bisiacaria) che il Parlamento friulano ove continuerà a sedere un rappresentante del Comune di Monfalcone. Nel 1797 Napoleone pone fine alla Repubblica di Venezia e con il Congresso di Vienna del 1815, la Bisiacaria passa all'Austria insieme all'intero Friuli nell'ambito del Regno Lombardo-Veneto. Nel 1866 Il Friuli centrale e occidentale passa all'Italia mentre la Bisiacaria, con Gorizia, continua ad essere austriaca fino alla fine della prima guerra mondiale facendo parte della Contea di Gorizia e Gradisca. Dopo il passaggio all’Italia nel 1919, sarà inclusa nella Provincia di Trieste (1919-1945). È tornata a far parte della Provincia di Gorizia nel secondo dopoguerra, a causa della non immediata restituzione all'Italia del Territorio di Trieste, amministrato allora da un governo militare alleato
Pur avendo fatto parte del Friuli storico, la Bisiacaria fa parte della Venezia Giulia per maggiore affinità culturale e linguistica con la vicina Provincia di Trieste.
Lingue e dialetti
In tutta la Bisiacaria si parla bisiac, che è un dialetto di tipo veneto. Nei comuni di Monfalcone, di Ronchi dei Legionari e di Sagrado lo sloveno è riconosciuto come lingua minoritaria. Nei comuni di Monfalcone e di Sagrado il friulano è riconosciuto come lingua minoritaria a seguito di una richiesta delle rispettive amministrazioni anche se, secondo i maggiori testi di linguistica[senza fonte], l'uso del friulano è attestato storicamente ed in modo continuativo soltanto nella frazione di Poggio Terza Armata.
Economia
È una zona che coniuga una fiorente attività agricola ed artigianale con le risorse costiere: nautiche, turistiche e commerciali. In particolare si sottolinea la presenza dei cantieri navali di Monfalcone, specializzati nella costruzione di navi da crociera di elevato tonnellaggio, che hanno segnato sin dalla loro nascita lo sviluppo economico del territorio. (wikipedia)
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Notizia n.1168 dal Friuli Venezia Giulia
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