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Il Gusto Quotidiano di sabato 30 e domenica 31 ottobre

Notizia del 29/10/2010

La ricetta del giorno

Formine di zucca fritte

Tempo

30 min

Difficoltà

Facile

Calorie

330

Cottura

Fritto

Fonte

Cucina moderna del 2008

Ingredienti

* Latte 2 cucchiaio

* Pane grattugiato 180 gr

* Sale

* Uova 3 numero

* Grana padano fresco 20 gr

* Olio per friggere

* Zucca polpa 500 gr

Preparazione

500 g di polpa di zucca

3 uova

180 g di pangrattato

2 cucchiai di latte

20 g di grana padano grattugiato

olio

sale

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Pasolini e il Teatro

Incontri, proiezioni, letture

Casarsa della Delizia (PN)

Centro Studi Pier Paolo Pasolini – Casa “Colussi” e Teatro Pasolini

venerdì 5 – sabato 6 novembre 2010

Bologna, Auditorium DMS

mercoledì 10 – giovedì 11 novembre 2010

A 35 ANNI DALLA SCOMPARSA DI PIER PAOLO PASOLINI, IL SUO TEATRO RACCONTATO DA: GIORGIO PRESSBURGER, ANDREA ADRIATICO, MASSIMO CASTRI, ROBERTA NICOLAI, ANTONIO SYXTY, RENATO PALAZZI, ITALO MOSCATI, OLIVIERO PONTE DI PINO, NICO NALDINI, PAOLO PUPPA, E LE TESTIMONIANZE FILMATE DI ARMANDO PUNZO, LUCA RONCONI E FEDERICO TIEZZI, CON MOLTI ALTRI PROTAGONISTI

A CASARSA E A BOLOGNA IL TEATRO ITALIANO RIFLETTE SULLA DRAMMATURGIA E SULLA VOCAZIONE SCENICA DEL GRANDE POETA: UNA INCONFONDIBILE «LIBERTÀ DRAMMATURGICA NON COSTRETTA DA SCHEMI» (LUCA RONCONI)

“Il teatro che vi aspettate, anche come totale novità, non potrà mai essere il teatro che vi aspettate. Infatti, se vi aspettate un nuovo teatro, lo aspettate necessariamente nell’ambito delle idee che già avete; inoltre, una cosa che vi aspettate, in qualche modo c’è già (…) Oggi, ciò che si mette in discussione è il teatro stesso. I destinatari del nuovo teatro non saranno né divertiti né scandalizzati dal nuovo teatro, perché essi, appartenendo ai gruppi avanzati della borghesia, sono in tutto pari all'autore dei testi”

Pier Paolo Pasolini

Manifesto per un nuovo Teatro

marzo 1968

“Pasolini non è un uomo di teatro [...] è un poeta che scrive testi teatrali”

intervista a Stanislas Nordey

in Pasolini Pier Paolo, Teatro, "I Meridiani"

Mondadori, Milano, 2001

PASOLINI E IL TEATRO, IL PROGETTO

CASARSA – Un «teatro di Parola», concepito in opposizione al teatro borghese così come, allo stesso modo, contro l'industria cinematografica aveva inventato il «cinema di poesia». Un teatro capace di rinunciare all'intero apparato della scena «naturalistica»: scenografie, costumi, musiche, azione scenica. Per rimettere al centro, appunto, la parola, sempre più spesso elusa nella «chiacchiera» o nell'«urlo». Al teatro di Pier Paolo Pasolini, o meglio a “Pasolini e il teatro”, nei trentacinque anni dalla scomparsa del grande poeta, autoree e regista di Casarsa, è dedicato il cartellone di incontri, tavole rotonde, proiezioni e spettacolo che riunirà i registi italiani impegnati nel tempo a dar voce al «teatro di parola pasoliniano», i Maestri che hanno portato in scena le tragedie borghesi nate in opposizione al «teatro della Chiacchiera e dell’Urlo». Venerdì 5 e sabato 6 novembre a Casarsa (Pordenone), nel Centro Studi nato proprio nei luoghi di Pier Paolo Pasolin - con sede nella storica abitazione della famiglia materna, casa Colussi – e negli spazi del Teatro a lui dedicato, “Pasolini e il teatro” vedrà protagonisti, fra gli altri, Giorgio Pressburger, Andrea Adriatico, Massimo Castri, Roberta Nicolai, Antonio Syxty, Renato Palazzi, Italo Moscati, Oliviero Ponte di Pino, Paolo Puppa, Nico Naldini, e le testimonianze filmate di Luca Ronconi, Giorgio Barberio Corsetti, Armando Punzo e Federico Tiezzi. Un percorso che giungerà a conclusione a Bologna, in un’ideale staffetta pasoliniana, nelle giornate di mercoledì 10 e giovedì 11 novembre: negli spazi del Dams, per iniziativa del Fondo Pasolini-Cineteca di Bologna sarà organizzato un convegno internazionale di studi recenti sul teatro pasoliniano.

“Pasolini e il teatro” è un progetto ideato da Angela Felice, direttore del Centro Studi Pasolini di Casarsa, e da Stefano Casi, docente al Dams di Bologna e autorevole studioso del teatro pasoliniano, ed è organizzato con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura, della Provincia di Pordenone e della Città di Casarsa, con l’adesione dell’E.R.Di.S.U. di Udine e con il patrocinio dell ‘Ente Regionale Teatrale del FVg, del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e della Civica Accademia “Nico Pepe” di Udine, oltre che in sinergia con il Centro Studi Archivio Pier Paolo Pasolini - Cineteca di Bologna e con Cimes - Centro di Musica e Spettacolo (Dipartimento di Musica e Spettacolo – Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

Pier Paolo Pasolini condensava nel suo “Manifesto per un nuovo teatro”, pubblicato nell’anno di svolta epocale del 1968, il progetto teorico che sta alla base del suo impegno per il teatro, e che il doppio appuntamento di Casarsa e Bologna intende sviluppare, con attenzione mirata alla drammaturgia e all’impegno teatrale pasoliniani. In genere il sospetto della letterarietà, del preponderante impianto concettuale e quindi della limitata praticabilità scenica grava sul corpus delle opere pasoliniane scritte per il teatro. Un pregiudizio che, rispetto ai tanti canali espressivi del genio pasoliniano, ha portato talora ad attenuare quanto meno in ottica strettamente scenica il valore anche dei sei magnifici esempi di tragedie borghesi in versi - Calderón, Pilade, Porcile, Orgia, Bestia da stile e Affabulazione - nati dalla “ferita” della malattia che nel 1966 costrinse Pasolini ad un periodo di forzata immobilità fisica e di forsennata scrittura. La diffidenza nasce anche dal rigido carattere programmatico dello stesso “Manifesto”, con la sua radicale opposizione tra il teatro di parola, e di parola alta e “sublime”, e quello della Chiacchiera e dell’Urlo, cioè da un lato, della scena borghese e ufficiale e, dall’altro, di quella sperimentale e alternativa.

L’appuntamento “Pasolini e il teatro” si propone appunto di correggere in ottica teatrologica, queste chiavi di lettura e mettere in luce le sorprendenti fertilità dell’impervia scrittura teatrale pasoliniana, di pari dignità rispetto agli altri multiformi canali in cui ha trovato espressione il genio del grande poeta. Per il suo teatro si può parlare anzi di una lunga “vocazione”, che fiorì già dagli anni friulani, dove esso è assestato nel cuore di interessi e iniziative anche pratiche, e in seguito proseguì in un’incessante sperimentazione, tra arresti, improvvise accensioni, entusiasmi, ripensamenti, contaminazioni con il cinema, il cabaret e la musica. Per Pasolini il teatro è una sfida con se stesso e un riferimento necessario per poter entrare in contatto con la società tramite la forza eversiva e controcorrente della parola alta e difficile: un crocevia incandescente tra ossessioni autobiografiche e passione a suo modo pedagogica. E non per nulla, in virtù di queste vitali e intense pulsioni interne, dopo Pasolini alcuni grandi uomini di teatro ne hanno raccolto il carattere di rischio, valorizzandovi – sottolinea Ronconi- una inconfondibile «libertà drammaturgica non costretta da schemi». Da lì alcuni memorabili allestimenti, tra i più folgoranti e perturbanti della scena contemporanea.

PASOLINI E IL TEATRO, IL PROGRAMMA

Venerdì 5 e sabato 6 novembre, a Casarsa, fra il Centro Studi – casa Colussi e il Teatro Pier Paolo Pasolini, si parlerà innanzitutto dell’esperienza di grandi registi che hanno affrontato la parola teatrale di Pasolini: “Il mio Pasolini” titola appunto la tavola rotonda (ore 15) che vedrà protagonisti Andrea Adriatico, Massimo Castri, Roberta Nicolai, Giorgio Pressburger e Antonio Syxty, coordinati dai critici Renato Palazzi e Angela Felice, con videoproiezione delle testimonianze di Giorgio Barberio Corsetti, Armando Punzo, Luca Ronconi e Federico Tiezzi. Si proseguirà con la videoproiezione del “Mosaico Calderón”, a cura dell'Archivio Pasolini di Bologna, introdotto da Roberto Chiesi, Loris Lepri e Luigi Virgolin e commentato dal critico e saggista Italo Moscati, profondo conoscitore dell’opera pasoliniana nella particolare lettura che ne diede Ronconi.

Nell’evento dedicato al teatro di Pasolini non potevano mancare le locandine, i manifesti, i programmi di sala che hanno raccontato e illustrato storici spettacoli pasoliniani: il pubblico potrà scoprirli o ritrovarli nella mostra "Tracce di teatro" che sarà allestita a Casa “Colussi”, un percorso espositivo che schiuderà anche molte copertine di testi teatrali di Pasolini pubblicati all'estero, e che sarà realizzato anche in collaborazione con l’Ert Fvg, l’Accademia D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, per il coordinamento del suo direttore Lorenzo Salveti, Associazione Mittelfest, Nuovoteatronuovo-Napoli, CSS di Udine, Teatridithalia – Milano, Teatri di Vita-Bologna, Teatro Franco Parenti-Milano,Teatro Litta –Milano,Teatro OutOff- Milano, Teatro Triangolo Scaleno-Roma e Teatro Mercadante di Napoli. Di particolare rilevanza, nella saletta dell’Academiuta, i materiali di scena per gli allestimenti dei “Turcs tal Friul”, nelle due versioni di Rodolfo Castiglione del 1976 e di Elio De Capitani del 1996. Vernice venerdì 5 novembre alle 19.15.

Ai"Dialoghi friulani", per la prima volta proposti in lettura nella mise en espace affidata alle voci degli attori Francesca Ballico e Fabiano Fantini, per le musiche del chitarrista Denis Biason, sarà dedicata la serata teatrale di venerdì 5 novembre: sipario alle 20.30 al Teatro Pasolini, con introduzione di Piera Rizzolatti e di Maura Locantore, che ai “Dialoghi”, custoditi in autografo nell’Archivio del Centro Studi, ha dedicato i suoi studi recenti. Un appuntamento importante per conoscere gli incunaboli della sensibilità teatrale di Pasolini, che in questi esercizi proto-drammaturgici databili tra il 1943 e il 1944 affidava al contraddittorio allegorico tra due dialoganti quel motivo del doppio che pervade tanta parte dell’opera pasoliniana e che rimanda a evidenti dialettiche drammaturgiche in bozzolo.

Infine, nella mattinata di sabato 6 novembre, con inizio alle ore 9.45, una riflessione dedicata al “Teatro di Pasolini: utopia o concretezza?” arriverà con la tavola rotonda che prevede interventi di Stefano Casi, Renato Palazzi, Oliviero Ponte di Pino, Paolo Puppa e Giacomo Trevisan, con una comunicazione di Isadora Cordazzo. Coordina Mario Brandolin.

Alle 12.30, a Casa “Colussi”, imperdibile il racconto di Nico Naldini a testimonianza degli anni giovanili del cugino Pier Paolo, che particolarmente negli anni friulani maturò una precoce sensibilità allo scrivere e al fare teatro. Nico Naldini fu infatti un diretto testimone della grande stagione delle esperienze di scrittura e animazione teatrale e parateatrale di Pasolini a Casarsa, ma è anche protagonista di un’intera vicenda di vita e impegno artistico e intellettuale. Un flusso di memorie, riflessioni e suggestioni che parte dagli anni Quaranta di Casarsa per attraversare ora i nostri tempi.

Nelle giornate di mercoledì 10 e giovedì 11 novembre, il Convegno internazionale di studi recenti sul teatro di Pasolini, per la cura di Gerardo Guccini e Stefani Casi, si svolgerà nella sede del Cimes-DMS di Bologna: previsti interventi di Martina Banchetti, Andrea Biasi, Paola Bignami, Alessandro Cadoni, Stefano Casi, Barbara Castaldo, Marialaura Chiacchiararelli, Roberto Chiesi, Fabrizio Di Maio, Angela Felice, Anne Julie Fett, Silvia Giuliani, Gerardo Guccini, Paolo Lago, Gigi Livio, Davide Luglio, Lorenzo Mango, Massimo Marino, Amandine Melan, Daniele Micheluz, Laura Nascimben, Maria Rita Nepomuceno, Gian Luca Picconi, Irina Possamai, Stefania Rimini, Dario Tomasello, Giacomo Trevisan.

INFORMAZIONI: Centro Studi Pier Paolo Pasolini, Tel. 0434.870593

info@centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it

INFO STAMPA studio Volpe&Sain – 040.762667 ufficiostampa@volpesain.com

3922067895 (Daniela Volpe) 3356023988 (Paola Sain)

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PIOVENE PORTO GODI TRA I MIGLIORI D'ITALIA

Il Cabernet Pozzare dell'azienda vicentina si è aggiudicato il massimo riconoscimento della guida Gambero Rosso. Per la cantina menzioni anche da Slow Wine, L'Espresso e al concorso “Merlot d'Italia 2010”

Per la prima volta il Cabernet Pozzare dell’azienda agricola Piovene Porto Godi di Toara di Villaga (Vicenza) è stato premiato con i “Tre bicchieri” del Gambero Rosso, massimo riconoscimento della Guida ai Vini d' Italia 2011. Un traguardo che accompagna altre importanti menzioni. La guida L'Espresso ha premiato il Pozzare con le quattro bottiglie. Prodotto con uve di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon affinate in piccoli fusti di rovere francese, è stasto giudicato come “tra i migliori rossi mai prodotti dalla cantina”. Primo premio invece per il Merlot “Fra i Broli” al Concorso Nazionale Merlot d'Italia 2010 di Aldeno per la categoria annate 2009/2008.

«Questi riconoscimenti confermano che i bordolesi si sono adattati con successo a questo territorio» afferma Tomaso Piovene titolare dell'azienda «ma è necessaria una precisazione: questi vitigni sono nei Colli Berici da più di un secolo e qui hanno acquisito caratteristiche peculiari. Si potrebbero ormai definire autoctoni di queste zone». Merlot e Cabernet affiancano il Tai Rosso, vitigno che rappresenta l'unicità di questo territorio. La cantina ne produce due versioni, una più strutturata e una di pronta beva. Quest'ultima, il Riveselle Tai Rosso Colli Berici, è stata segnalato nella guida Slow Wine come “vino quotidiano” per l'eccellente rapporto qualità e prezzo. Le stesse ragioni che hanno convinto la commissione di TigullioVino.it a premiare il Riveselle in occasione della manifestazione Terroir Vino 2010.

L’azienda Piovene Porto Godi si trova a Toara, proprietà secolare dell’illustre famiglia dei Conti Barbaran. Da loro discendono per via diretta gli attuali proprietari, i fratelli Marioantonio e Tomaso Piovene. I vigneti si trovano perlopiù in collina in una sorta di anfiteatro naturale che li protegge quasi abbracciandoli.

Press:

Claudia Zigliotto

0444 521134

claudia@studiocru.com

Davide Cocco

392.9286448

davide@studiocru.it

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26 novembre 2010

Da Toni di Gradiscutta “Serata del Buon Ricordo”

In omaggio, piatti storici

Continuando la tradizione della Cena novembrina riservata a soci e simpatizzanti del Touring Club Italiano e ai collezionisti dei piatti del Buon Ricordo, la Trattoria Da Toni di Gradiscutta di Varmo organizza per il 26 novembre una serata con menu dedicato alla più schietta e autentica tradizione friulana. Cibi e prodotti della tradizione, da sempre portabandiera del conosciuto ed apprezzato locale di Aldo Morassutti, fra i più antichi soci dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo.

Ai commensali sarà dato in omaggio uno dei piatti “storici” delle passate edizioni della Cena del Buon Ricordo, che Morassutti mette a disposizione fra quelli della sua collezione privata: un’occasione per i collezionisti di aggiudicarsi un pezzo che magari manca alla loro collezione e per chi non lo è di portare a casa un piacevole ricordo della serata.

Per informazioni e prenotazioni: 0432. 778003

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Il Castello del Sole e i Terreni della Maggia

Delizie per il palato e per il corpo

La più importante ricchezza del Ticino è sicuramente la sua produzione enogastronomica. In un angolo di paradiso, dove il tempo sembra essersi fermato, dove la natura è la padrona indiscussa e si respira aria incontaminata, sorge Il Castello del Sole, meraviglioso Hotel sul Lago di Lugano, eletto "Hotel dell’anno" nel 2007 da GaultMillau e "Miglior albergo di vacanze della Svizzera” per il terzo anno consecutivo nel 2010 dal SonntagsZeitung.

Nell’area tutta intorno al Castello, si estendono 150 ettari di terreno coltivati con i metodi tradizionali dall’Azienda agricola “I Terreni alla Maggia” fondata nel 1930, di proprietà del Castello del Sole.

I prodotti che ne derivano donano al territorio prodotti sani e naturali realizzati secondo le antiche tradizioni locali. Negli sterminati campi si estendono coltivazioni di risaie e di vigneti; ne deriva un prodotto dai mille sapori capace di coniugare tradizione e modernità in ogni piatto e in ogni bicchiere.

E’ in questi luoghi che nascono alcuni dei vini più conosciuti in tutto il mondo, il Merlot e lo Chardonnay, dai cui grappoli hanno origine etichette di eccellente qualità riconosciuta da guide e concorsi internazionali.

Oltre alla produzione del vino, i Terreni alla Maggia sono conosciuti in tutta Europa per una particolarità indiscussa, la presenza dell’unica risaia di tutta la Svizzera. Alcuni ritengono che si tratti addirittura della risaia più a Nord del pianeta.

Nello specifico, il 90% della coltivazione è destinata al riso di loto, una varietà con chicchi lunghi e convessi particolarmente adatta alla preparazione di risotti, piatto tipico della cucina ticinese “Questo riso corrisponde alle nostre tradizioni. In ogni famiglia ticinese si cucina il risotto una o due volte la settimana”, afferma Renato Altrocchi, direttore dell'azienda.

Riso e vino, quindi, due prodotti “a chilometro 0” di cui si pregia il Castello del Sole sia per deliziare i palati dei propri ospiti che per i percorsi di bellezza proposti nella bellissima Spa.

Il riso di loto trova la sua collocazione ideale nella cucina dello Chef Othmar Schlegel, premiata da GaultMillau con 17 punti, e conosciuto per la sua eccezionale arte culinaria; nella bellissima area benessere, invece, ci si lascia coccolare con trattamenti basati sulle proprietà benefiche del Merlot e dello Chardonnay con i percorsi di VinoAqua-Terapia.

In questa terapia si utilizza esclusivamente un olio di vinaccioli prezioso spremuto a freddo e comprende peeling per la rigenerazione cellulare, bagni energizzanti nello Chardonnay e bagni rilassanti nel Merlot, impacchi corpo disintossicanti e trattamenti corpo idratanti.

I prodotti dell'azienda, coltivati secondo le regole della produzione integrata, sono venduti in azienda, presso il Castello del Sole o acquistabili direttamente tramite Internet sul portale http://www.terreniallamaggia.ch

 

CM COMUNICAZIONE

Grazia Saporiti

388.1673792

Via F.lli Gabba, 9

20121 Milano

Tel. 02.97375954

Piazzale delle Medaglie D’Oro, 57

00136 ROMA

TEL. 06.35451213

CASTELLO DEL SOLE

Via Muraccio 142

6612 Ascona

tel.+41 (0)917910202

www.castellodelsole.ch

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