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Fara San Martino

Notizia del 17/12/2006

Fara San Martino (1758 abitanti, 410 m. slm) è posta sul versante orientale della Maiella, allo sbocco del vallone di Santo Spirito, attraversato dal fiume Verde affluente del fiume Aventino. Il territorio del comune si estende per 43,66 Kmq. su un area prevalentemente montuosa. Il borgo è di origine longobarda come suggerisce il nome Fara. Le prime notizie documentate risalgono al IX - X secolo, quando il territorio fu colonizzato dai monaci benedettini. Risale all'XI secolo la costruzione dell'abbazia di San Martino in Valle. Fino al XV secolo Fara rimase sotto il dominio dei monaci. Nel XVI secolo divenne feudo dei Valignani di Chieti. Scarse sono le notizie sulle vicende storiche nei secoli seguenti. Sono da visitare i reperti architettonici e scultorei recuperati nell'abbazia di San Martino e una tela del XVII secolo di Tanzio da Varallo, custodita nella chiesa parrocchiale di San Remigio.

Fara San Martino in Maiella - Abruzzo

Fara San Martino e la sua storia: Il paese è conosciuto soprattutto per essere una delle capitali mondiali della pasta. L’antica tradizione ottocentesca, che aveva stabilito il giusto equilibrio tra sviluppo industriale e valorizzazione degli elementi naturali, persiste tutt’oggi. Ciò ha consentito l’affermazione di un modello di sviluppo industriale compatibile con l’ambiente da cui trae gli ingredienti - l’acqua e il grano - che rendono la pasta di Fara famosa in tutto il mondo. Realtà come la neo-nata Bioalimenta, il Pastificio Cav. Giuseppe Cocco, il Pastificio F.lli De Cecco e il Pastificio Delverde rappresentano, infatti, aziende leader nel settore ed esempi gloriosi del Made in Italy.

Il perchè di una buona pasta

Gli antichi "Mastri Pastai" sostenevano che gli ingredienti per una buona pasta erano quattro: il grano di montagna, l'acqua di sorgente, l'aria pura per l'essiccazione e la lavorazione.

Le ottime caratteristiche organolettiche dell'acqua del fiume Verde, alimentato esclusivamente da sorgenti naturali, ed il particolare clima asciutto e ventilato, che permette una perfetta essiccazione della pasta, sono i due ingredienti che la natura ha donato a Fara San Martino e che rendono unica la pasta qui prodotta.

Giuseppe Cocco, nel 1944, intraprese il mestiere del padre. Insieme furono messi alla prova con il difficile compito di cercare, tra le macerie dei bombardamenti che distrussero Fara San Martino, i pezzi delle macchine utilizzate dai pastai di allora.

Le macchine vennero ricostruite e rimesse in funzione. Con quello stesso tipo di macchine, con quei ricordi, con quei segreti, il Cav. Giuseppe Cocco produce, ancora oggi, a Fara San Martino la pasta di quei tempi lontani, buona come allora.

Ancora oggi gli antichi e preziosi macchinari sono seguiti dall'attento e scrupoloso controllo del Cav. Giuseppe Cocco. E' la sua insostituibile esperienza ad accompagnare tutte le fasi della lavorazione affinché tutte le qualità proteiche e nutritive della pasta rimangano intatte, insieme al gusto. Il "Mastro Pastaio" versa la semola di grano nell'impastatrice e, lentamente, aggiunge acqua purissima di sorgente, fino ad ottenere un impasto sodo e omogeneo.

Questo passa attraverso la trafila in bronzo, che assicura alla pasta la ruvidezza necessaria per esaltare il sapore dei nostri sughi, e nascono gli spaghetti.

Oppure la matassatrice del 1910 stende la sfoglia ed i suoi rulli in legno, come il matterello, la tirano fino allo spessore desiderato per formare le matasse. Ora la pasta ha preso forma ed inizia la fase più difficile e delicata: l'essiccazione a temperatura naturale. E' anche da un'essiccazione accurata e studiata che dipende la qualità della pasta, le sue proprietà nutritive, la sua resistenza alla cottura. Questa fase è affidata all'esperienza ed alla capacità del "Mastro Pastaio" il quale decide la disposizione della pasta sui telai di legno di faggio, la quantità di aria necessaria e sorveglia scrupolosamente gli essiccatoi statici.

Procedere con questi metodi, assolutamente artigianali e antichi, vuol dire impiegare più tempo e più spazio, vuol dire produrre piccole quantità di pasta. Ma vuol dire innanzitutto, mantenere il sapore ed il gusto della pasta di una volta. Ed è proprio questo che interessa al Cav. Giuseppe Cocco.

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