News | Emilia-Romagna | Montagna
Notizia del 02/09/2010
Appena rientrati dalle vacanze e con la prospettiva dell'inverno davanti niente può mettere di cattivo umore più di qualche giornata di pioggia. Molti ma di sicuro non gli amanti dei funghi, che anzi gongolano alla prospettiva di una bella e trionfale passeggiata nei boschi. Quel fresco pizzicorio che si sente nelle narici, il muschio, le foglie sul sentiero e lui lì, il porcino, tronfio della sua silhouette e del suo inconfondibile profumo. Va da sè che la fiera di Albareto abbia tanto successo: anzitutto perché la Val di Taro, pieno appennino parmense, con i suoi boschi coperti da querce, castagni e faggi ne è una culla privilegiata, poi perché qui il porcino più che una tradizione è una religione, venerato e omaggiato in tutte le sue forme più ghiotte.
La festa ha inizio venerdì 10 settembre alle 18 con l'apertura degli stand enogastronomici e l'immancabile banda del paese. Funghi per antipasto, primi coi funghi, secondi coi funghi, funghi secchi da conservare, funghi per soddisfare tutti i palati, dai più esigenti a quelli più goderecci , soprattutto al Palatenda dove alle 19 apre il ristorante con menù a prezzo fisso e a seguire, musica (per i più giovani).
Sabato 11 i ristoranti riaprono per pranzo e cena (è prevista una serata danzante) e così gli stand, non solo per vendere i preziosi miceti ma per ospitare i corsi di cucina con gli chef del posto e la mostra dedicata al porcino. Domenica 12 oltre agli stand, al ristorante e ai corsi di cucina sono previste manifestazioni realizzate in collaborazione con altre città, la rievocazione della trebbiatura (area Fiera) e la serata di ballo con l'orchestra. Per tutta la durata della kermesse poi sono previsti intrattenimenti per i bambini, un laboratorio realizzato dalla scuola dell'Infanzia di Albareto ed escursioni per tutta la famiglia.
In paese tra i vicoli del centro storico si possono visitare la chiesa seicentesca di S. Antonino e quella di S. Domenico (con dipinti 700eschi attribuiti alla scuola di G.M. Crespi), Palazzo Bertucci e Palazzo Boveri (soprattutto l'esterno), ma il luogo privilegiato è, ovviamente, la strada del fungo porcino. Snodandosi nell'alta Val Taro, si congiunge a Nord-Est con la Val Baganza (e la strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli), a Ovest con la Val Ceno mentre a Sud si apre alle vie per il mare. Un territorio affascinante e ricco di rilievi, puntellato da castelli e borghi medioevali.
Libero News
---------------------------------------------------------
Notizia n. 819 dall'Emilia Romagna
Torna a inizio pagina