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Notizia del 13/08/2006
Un po' di Storia di Montefranco
Montefranco guarda dall'alto dei suoi 414 metri la Valle del Nera, tra olivi e boschi di querce. L'antico borgo, una volta cinto di mura, ora quasi vuoto, tenta di riprendere presenza vivace e colorita tra scorci panoramici suggestivi. Del vecchio castello di Bufone, preesistente al 1228, restano le porte Franca e Spoletina e le mura esterne. Questo castello nacque probabilmente alla fine del primo millennio sul costone roccioso che guarda la valle. Luogo fortificato naturalmente rappresentava una difesa naturale, dalle orde saracene che infestarono la valle durante i loro passaggi attorno al 900. Quasi ottocento anni di storia per questo borgo umbro che ha sempre lottato per la propria libertà e indipendenza. Valori che ha affermato sino a consacrarli nel proprio nome: Montefranco.
Il castello di Bufone fu retto per un periodo da un nipote di Ottone IV nel 1209, essendosi ribellato al Papa Innocenzo 111. Nel 1228 alcuni uomini di Arrone, per sottrarsi al dominio di Rinaldo, che scorrazzava in Val di Narca per conto di Federico II, uscirono da quel castello, e passarono sotto dominio di Spoleto sul colle di Bufone che fu loro concesso. L'uscita di questi uomini causò vendette e litigi per il possesso dei beni da loro lasciati ed il nuovo paese fu per gli arronesi come terra franca, essendosi resi liberi da Arrone. Di qui il nome di Montefranco.
Il nuovo castello fu sempre saldo possesso del comune di Spoleto e nel 1258 rinnovo la sottomissione ed ebbe in cambio capitolati molto favorevoli nei quali, si cedeva in perpetuo il Monte con ogni franchigie e libertà e l'assicurazione della difesa dagli arronesi. Nel 1264 Montefranco fu occupato da truppe germaniche e musulmane del ghibellino Percivalle Doria, subito ricacciate da truppe spoletine. Finita l'onda del ghibellinismo, Montefranco aderì alla confederazione dei 12 castelli che, guidata dall'Abbazia di San Pietro in Valle, non rinnovarono la sudditanza a Spoleto. Nel 1338, dopo una lunga causa presso la curia del ducato, i castelli furono assolti ed ottennero la concessione del "Mero et Nixto Imperio".
Nel 1372 questi castelli ribelli furono di nuovo obbligati alla sudditanza a Spoleto e nel 1395 l'Abate di San Pietro in Valle occupò Montefranco. Accorsero gli spoletini e, sebbene privi di ogni capo, riuscirono ad allontanare da quel castello gli assalitori. Gli spoletini non erano più di 300 contro 1000 soldati del Savelli; il piccolo stuolo si raccolse su Monte Moro e si difese strenuamente, combattendo con grande coraggio. I morti furono molti da entrambe le parti. La sera i due eserciti stanchi si ritirarono; gli spoletini in San Mamiliano ed i ternani, con il Savelli, verso Terni devastando e bruciando tutto fino a Strettura
Nel 1522 Montefranco partecipò alla nuova rivolta dei castelli della Valnerina contro Spoleto; nel 1527 alcune bande di Sciarra Colonna devastarono il paese e in seguito Papa Paolo V lo distacco da Spoleto; Urbano Vlll ve lo riunì nel 1627; lo stesso Papa nel 1639 fece aprire la Strada Flaminia per Montefranco - Valnerina - Scheggino - Cavelli - Monteleone, la cosiddetta "Strada delle Ferriere" ricordata in località Arma di Papa da un'edicola ed una lapide recentemente trafugata.
Nel 1798 fu unito al cantone di Terni insieme ad Arrone, Casteldilago e Collestatte. Nel 1799 bande di insorti occuparono Montefranco che fu liberato da truppe spoletine con una taglia di 700 scudi. Dopo la restaurazione fu comune di secondo ordine con un governatore.
(Ricerche di Enzo Sinibaldi)
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