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I vini dell'azienda agricola Le Rive Coldefer di Caneva

Notizia del 07/08/2006

FRIULI VENEZIA GIULIA – CANEVA (PN)

Un brindisi col Verdiso, il vino dei dogi

Produce vini da 20 anni, dopo aver acquistato uno stabile, che era poco più che un rudere, e 10 ettari di terreno sulle colline di Caneva (Pordenone). E' iniziata così la storia della Società agricola "Rive col de Fer". Oggi produce e conserva nella propria cantina soltanto vini fatti con uve dei propri vigneti, contraddistinti dall'indicazione geografica tipica "Alto Livenza". «Il nostro vino caratteristico è il Verdiso – spiega Lino Cigana, uno dei titolari dell'azienda – E' il bianco che tradizionalmente veniva preferito dal patriarca di Aquileia e dai dogi veneziani. Sarebbe il vitigno antecedente al Prosecco e una volta, le nostre colline ne erano ricoperte. Poi si è andato perdendo, anche perché è di difficile coltivazione. Infatti l'uva ha una buccia tenera e teme le annate piovose, tanto che marcisce facilmente in pianta. Occorre, dunque, vendemmiare tempestivamente. E' un vino – prosegue Cigana – che si esalta al secondo anno. Si può abbinare a carni o pesci grassi perché tende ad asciugare e pulire la bocca».

Altra perla dell'azienda è il rosso Castelir: «In onore del primo insediamento al Castello di Caneva – spiega Cigana – Si tratta di una selezione che coltiviamo in un'area ricca di carbonato di calcio che si diffonde verso la superficie del terreno. Per questo il vigneto ha poca resa, ma, in compenso, il vino che produce ha un profumo e un colore particolari».

Accanto a questi vini, l'azienda produce anche ottimi bianchi (Ambra, Ofride, Prosecco, Malvasia, Verduzzo e Manzoni) e rossi (Celtis, Mastio, Cabernet sauvignon, Cabernet franc, Merlot, Refosco dal peduncolo rosso, Caneva e rosso del Canevon).

Il 90 per cento della produzione è commercializzata in sede ai privati. Nessun ristoratore locale, ma qualche ristorante lombardo e milanese. La mancanza di collegamento tra i prodotti agricoli del territorio e la ristorazione specializzata è un problema che continua a segnare tutti i comparti della produzione, non solo vinicola e non solo di nicchia. Con buona pace di chi si riempie la bocca con espressioni come "cucina tipica" e "piatto tipico". «Non si è mai profei in patria – sentenzia Cigana con filosofia – Abbiamo parecchi clienti lombardi (Milano, Varese, Como) che arrivano per il week end e come vano in latteria, vengono da noi a prendere un cartone di vino. Per loro è naturale farsi un giro per rifornimento. La nostra gente, invece, si muove difficilmente e finisce per comprare al supermercato».

(Società agricola Rive col del fer di Carli Alessia&C., via Col del fer, 14, Caneva Pn, tel. 0434.799467, www.rivecoldefer.it)

Beatrice Tessarin

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