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Il Po testimone di un nuovo modo di lavorare in Veneto

Notizia del 15/05/2006

Occhiobello è un paese un po’ strano. Per prima cosa la sede municipale e storica è più piccola della sua frazione, Santa Maria, che si sta sviluppando economicamente e demograficamente a ritmi incredibili. Poi, questo lembo di terra appartiene amministrativamente al Veneto, ma culturalmente e geograficamente è ferrarese, soprattutto perché Ferrara è a tre chilometri.

Parlavamo di sviluppo economico, una benedizione per questa terra una volta agricola e povera testimone della grande rotta del Po e dell’alluvione catastrofica del 1951. Questo sviluppo è nato dalla solerzia della gente che ha saputo trasformare la sua posizione geografica, ferrovia, autostrada, punto di passaggio per l’Emilia in capacità di sviluppo commerciale ed industriale, tanto da essere ai vertici come reddito pro capite. Addirittura si sta trasformando quella che cronisti frettolosi e un po’ ignorantelli avevano descritto che minaccia catastrofica, quella del pesce siluro. Questo pesce mangia ancora molto, diverse volte il suo peso, è ancora molto grosso, può pesare anche 80 chili, ed ha cambiato l’ecostima del fiume, ma questa brava gente sta cercando di trasformarla in punto di forza, attirando turisti stranieri appassionati di pesca a questa specie. In più, solo qui potrete assaggiare il suo filetto, molto buono e delicato. Fin qui la geografia, ed iniziamo con la storia.

Di prima mattina il sabato Occhiobello sembra un sonnolento paesotto come tanti nel Norditalia, con ritmi immutabili scanditi da secoli: l’autostrada e la strada per Ferrara, con il centro produttivo, sembrano lontani e fuori dal mondo, ma è soltanto una pausa.

Presto ci si trasferisce al Pontile, simpatico posto costruito sui barconi, dove si respira veramente l’anima del Fiume. Peccato che ci abbiamo dovuto lavorare, perché come luogo di relax è favoloso.

Per prima cosa ha parlato il sindaco, una signora davvero brava, che ha illustrato il paese ed ha parlato dei progetti in corso, ossia la costruzione di un centro commerciale con 74 negozi di vicinato che si occuperanno di capi firmati a prezzi ragionevoli (ossia venderanno capi di fine stagione e simili, una manna per i patiti a corto di liquidità ed una benedizione per quelle famiglie che devono “vestire” il pargolo e non farlo sfigurare), e poi il lancio di Occhiobello in campo turistico. Obiettivi realizzabili, anche grazie alla collaborazione delle Terre del Gusto i cui rappresentanti sono stati ringraziati e spronati a proseguire secondo la logica di questa Associazione e quella dell’Italia del gusto, ossia promozione per creare notizie ed attirare l’attenzione della gente nei possibili bacini di utenza. Per questo l’Amministrazione parteciperà con propri rappresentanti ai diversi eventi.

Dopo la risposta del presidente de Le Terre del Gusto, che ha tenuto a risottolineare la filosofia ed il modus operandi ed alla presentazione degli operatori della zona, dal panificio artigianale a quant’altro con i loro prodotti tipici, con in prima fila Giorgio Bononi del Pastificio che è stato un po’ la causa di questa collaborazione, si è passati alla degustazione della pasta condita con il filetto di siluro, una cosa squisita da apprezzare maggiormente (tanto per dare l’idea, all’estero questo filetto viene venduto a 40 euro al chilo) e ad un prodotto classico locale, di chiara origine ferrarese, la salama da sugo. Ottimi anche i dolci locali, come la tenerina.

Incontro conviviale a Occhiobello

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