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Il Barco della Regina Cornaro ad Altivole

Notizia del 27/10/2013

Il Barco della Regina Cornaro è una barchessa di villa veneta, ubicata a Altivole, in provincia di Treviso.

Indice

Storia

Negli anni della signoria di Asolo di Caterina Cornaro (1489 - 1510), il barco era solo una piccola parte di un complesso architettonico e paesaggistico di grandi dimensioni, all'epoca descritto come un "luogo degno di un re di Francia".

Il progetto, strutturato attorno a tre cinte murarie, è attribuito per tradizione a Francesco Graziolo e Pietro Lugato. Il più ampio dei tre spazi rettangolari (45 ettari secondo attendibili valutazioni[1]) ospitava il parco di caccia, ricco di corsi d'acqua e servito da una grande torre colombaia. Il secondo recinto, con torri e mura merlate, formava una vasta corte, il cui lato est era occupato dall'unico edificio tutt'oggi esistente. L'ultima cerchia muraria racchiudeva il palazzo vero e proprio, i giardini e una peschiera.

Il complesso, singolare incrocio tra castello e villa veneta, assolveva a più funzioni: luogo di svago e di delizia, centro amministrativo e difensivo (era qui stanziata una piccola guarnigione). Nonostante i danni subiti nel 1509 a causa degli eserciti della Lega di Cambrai, fu questa l'epoca di maggior splendore per il complesso, sede della corte della regina di Cipro e centro umanistico frequentato dai massimi rappresentanti veneti della cultura rinascimentale, quali Pietro Bembo che qui compose i suoi Asolani (1505) e Ruzante che vi recitò la Prima (1521) e la Seconda orazione al Cardinal Cornaro (1528). Iniziato nel 1491, non fu completato neppure dagli eredi testamentari, ai quali era stata tra l'altro raccomandata la custodia e l'ultimazione.

Non più abitati dai Corner, il complesso e i giardini caddero in stato di abbandono. Già a partire dal XVIII secolo il solo barco ricordava lo splendore della corte della regina.

Descrizione

Parte nord con la cappella

Edificio sviluppato in lunghezza in direzione nord sud, all'interno di un'area ancora prevalentemente agricola, il barco si compone di tre parti principali, a formare un unico blocco:

Parte nord: l'estremità nord della barchessa è terminata da una caratteristica cappella gentilizia inserita nelle linee della lunga facciata.

Centro: elemento di grande eleganza è la loggia centrale, aperta da cinque arcate a tutto sesto sostenute da colonnine di ordine ionico. Qui un tempo l'acqua zampillava da una fontana in marmo[2]. Ancora visibile è invece la decorazione a fresco rappresentante Nereidi, delfini e festoni.

Parte sud: occupando l'area maggiore, la parte sud ha i caratteri dell'architettura rurale veneta, disposta su due livelli evidenziati da aperture rettangolari; all'estremità è annesso un piccolo fabbricato più basso con due archi a tutto sesto.

L'intera superficie della facciata è decorata con affreschi cinquecenteschi ancora conservati in ampi tratti, con disegni geometrici e scene mitologiche.

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