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RIMINI ROMANA

Notizia del 19/11/2011

Il territorio riminese fu abitato fin dal Neolitico, come rivelano molti reperti, poi dai Villanoviani da Umbri e Galli, ma la sua storia inizia nel 268 a.C. con la fondazione della Colonia latina di Ariminum, temine derivato dall’antico nome Ariminus del fiume Marecchia, che cingeva il lato nord-ovest della città, rappresentando una barriera difensiva, mentre dall’altro lato scorreva il torrente Aprusa (oggi Ausa).

La città, che fu la prima colonia romana nella Pianura Padana, ebbe subito grande importanza, sia per la facilità degli approdi col suo porto ricavato dalla foce del Marecchia, sia perché si trovava all'inizio della Pianura Padana, in una posizione strategicamente favorevole. Divenne ben presto un punto nevralgico nel sistema viario Romano: negli anni 187-189 a. C. fu costruita la Via Emilia che, partendo da una delle porte della città, dove oggi sorge l’Arco d’Augusto, attraversava tutta la pianura Padana, fino a Piacenza, collegandosi verso Sud alla Via Flaminia (costruita tra il 220 e il 218 a.C.), che raggiungeva Roma. Infine negli anni 131-132°.C. fu costruita la Via Popilia-Annia che collegava Rimini con Adria e successivamente Aquileia. L’importanza strategico-militare di Rimini fu ben compresa anche da Cesare che, passato il Rubicone insieme ai suoi legionari, occupò la città, dove si ricongiunse con i tribuni che avevano abbandonato Roma e che gli fornirono la giustificazione legale per attaccare Pompeo e Roma stessa...

Del periodo Romano ci rimangono notevoli monumenti: oltre a resti delle mura e delle porte di ingresso alla città, il magnifico Ponte di Tiberio, iniziato da Augusto nel 14 a.C. alla fine della Via Flaminia e terminato nel 21 da Tiberio, che gli diede il nome, mentre all’altro capo del decumano, all’inizio della Via Emilia, Augusto fece costruire l’Arco di trionfo che porta il suo nome. Altro monumento molto interessante, seppur assai danneggiato è l’Anfiteatro, grande quasi come il Colosseo di Roma. Infine un reperto di notevole interesse messo in luce pochi anni or sono: la Domus del Chirurgo, del II sec. d.C. in cui sono stati rinvenuti splendidi mosaici ed strumentario chirurgico: la più importante testimonianza chirurgica nel mondo romano finora mai rinvenuta.

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Notizia n.2348 dall'Emilia Romagna

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