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“La Resa dell’ultima Fortezza borbonica di Civitella del Tronto nel Teramano”

Notizia del 22/03/2011

Il Centro Studî Civitanovesi ha presentato ALTRI RISORGIMENTI “Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio…”

Ciclo di 8 conferenze per ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia (1861 - 2011)

Iniziativa di interesse Nazionale

a cura di Alvise Manni e Raimondo Giustozzi

Domenica 20 Marzo 2011

Prof. Giuseppe Pucci Cipriani

“La Resa dell’ultima Fortezza borbonica di Civitella del Tronto nel Teramano”

Teatro “P. A. Conti” - Piazza San Marone, 5 - Civitanova Marche (MC)

Il Comune abruzzese di Civitella del Tronto (TE) sorge sul versante Sud di uno sperone roccioso di travertino, a 590 metri s.l.m.; si fregia del titolo di Città dal 1589 (Civitella Civitas Fidelissima) ed attualmente ha quasi 5.500 abitanti: le sue origini fortificate sono incerte, ma sicuramente risalgono a prima del Mille. Situata appunto in una posizione strategica e cruciale nella Val Vibrata, da quasi 1000 anni segna il confine fra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli (del quale fa parte dal XII secolo): questa situazione limitanea ha portato a Civitella fama e ricchezza ma naturalmente anche guerra e distruzione. Nella su gloriosa storia di roccaforte militare ha dovuto sostenere almeno tre assedi epocali. Il primo nel 1557 nella Guerra del Tronto fra Spagnoli e Francesi quando il francese Duca di Guisa non riuscì ad espugnarla. Il secondo dal 27 Marzo al 22 Maggio 1806 ad opera delle truppe napoleoniche a cui si arrese capitolando onorevolmente il Comandante della Piazza il Maggiore irlandese Matteo Wade. Il terzo fu quello fatale allorquando le truppe Piemontesi (e poi Italiane) la cinsero in una morsa mortale dall’Ottobre 1860 al 20 Marzo 1861 (oggi quindi ricorrono giusto 150 anni esatti!): fu l’ultima Fortezza ad ammainare la bandiera reale dei Borboni quando già dal 17 Marzo era stato proclamato il Regno d’Italia di Vittorio Emanuele II… Infatti i propugnacoli di Gaeta caddero il 13 Febbraio e quelli di Messina il 12 Marzo di quell’anno. Era difesa dal Comandante Luigi Ascione e fu presa dal Generale Luigi Mezzacapo. Per aver resistito fino alla fine (ben oltre le aspettative) ed aver messo in grave imbarazzo per tre giorni il neonato Stato Unitario di fronte alle diplomazie europee fu riservato un trattamento particolarmente duro ai superstiti che furono deportati ed internati nel famigerato Forte sabaudo di Fenestrelle (TO), dove migliaia di militari borbonici perirono malamente in prigionia; il sito di Civitella fu bombardato selvaggiamente e sistematicamente per cercare di non lasciarne traccia né memoria. La Fortezza, recentemente restaurata, ha una forma ellittica e dal punto di vista strutturale può essere divisa in due parti: quella abitativa e quella difensiva, quest’ultima concentrata maggiormente sul versante orientale. È sicuramente una delle opere di ingegneria militare più importanti del territorio italiano; con i suoi oltre 500 metri di lunghezza, i 45 metri ca. di larghezza ed i 25.000 metri quadrati di superficie totale. Divenne pure sede di un Campo di Concentramento dal 4 Settembre 1940. Da quasi un quarto di secolo vi si svolge un Raduno annuale per commemorarne la resa ed omaggiare i caduti.

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Notizia n. 367 dalle Marche

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