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Il Gusto Quotidiano di lunedì 11 ottobre

Notizia del 10/10/2010

La ricetta del giorno

Frittata con soprèssa

Ingredienti per 4 persone:

3 fette di sopressa tagliata spessa (1/2 cm), 8 uova, 1 cipolla, burro, poco Asiago mezzano grattugiato

Imbiondire nella noce di burro la cipolla tagliata fine, aggiungere la sopressa sbriciolata grossolanamente (meglio se di pasta morbida non stagionata) e farla appena “passare” a fuoco lento. Unire le uova strapazzandole in padella ed aggiungervi il formaggio. Cuocere fino ad ottenere una consistenza ancora cremosa. Servire subito.

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Buongiorno,

 

abbiamo il piacere di invitarLa presso la ns. azienda

a due incontri che si terranno

 

SABATO 16 OTTOBRE

 

ore 10.30 - IL RACCONTO DEGLI ALBERI

"GIARDINAGGIO...CHE PASSIONE"

come avere un giardino bello tutto l'anno

 

ore 17.00 - IL RACCONTO DEL VIAGGIO

"DAL NOSTRO INVIATO A KABUL"

con Roberto Bongiorni

inviato del SOLE 24 ORE

 

gli incontri si svolgono nell'ambito del Festival del Racconto

di TERRE DI MEZZO

 

Cordiali Saluti

Fabiola e Paolo Ferrin

Ubicazione

Località Casali Maione, 8

33030 - Bugnins, Camino al Tagliamento (Udine)

Tel. 0432/919106

Fax 0432/919949

info@ferrin.it

www.ferrin.it

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CHIARLI COMPIE 150 ANNI

Quasi in concomitanza con i 150 anni dell’Unità d’Italia si festeggia, nel mondo del vino, un altro importante centocinquantenario: quello della Chiarli 1860, la più antica azienda vinicola dell’Emilia e la prima azienda privata italiana produttrice di vino emiliano, leader nelle 3 tipologie di Lambrusco D.O.C. di Modena (Grasparossa di Castelvetro, Sorbara e Santa Croce).

L’azienda nacque nel 1860 per opera di Cleto Chiarli, che prima di allora gestiva nel centro di Modena la “Trattoria dell’Artigliere” e produceva in proprio il lambrusco per i clienti del suo locale. L’apprezzamento generale riservato al suo vino lo spinse ad allestire nuovi locali per produrlo in più ampie proporzioni, e in seguito a dedicarsi totalmente a questa nuova attività: nel giro di pochi anni la Cantina Chiarli allargò le vendite di lambrusco oltre il territorio modenese e avviò le sue prime esportazioni – come testimonia la prestigiosa Mention Honorable ricevuta a Parigi nel 1900, in occasione dell’Esposizione Universale.

Trascorsi 150 anni dalla storica decisione imprenditoriale di Cleto Chiarli, l’azienda oggi dispone di 7 tenute agricole, per un totale complessivo di oltre 420 ettari di proprietà dei quali circa 140 vitati, e di 2 cantine, dedicate interamente alla produzione dei marchi vinicoli “Cleto Chiarli” e “Chiarli 1860”. La conduzione è da sempre affidata alla famiglia Chiarli, giunta oggi alla quarta generazione con i fratelli Anselmo e Mauro.

La produzione vinicola oggi supera i 22 milioni di bottiglie e, come si è accennato, si articola in due linee, ciascuna con un’identità ben precisa: “Cleto Chiarli” e “Chiarli 1860”.

Sotto il nome del fondatore dell’azienda, “Cleto Chiarli”, sono raccolti i vini di maggior pregio: autentici gioielli dell’enologia emiliana, che racchiudono le migliori caratteristiche di qualità e tipicità. Le uve utilizzate provengono dagli appezzamenti più vocati delle tenute di proprietà: in particolare la varietà Grasparossa è quella delle tenute Cialdini a Castelvetro e Belvedere a Spilamberto, mentre le uve Sorbara provengono dalla tenuta Sozzigalli, sita nella parte più felice della piana alluvionale modenese. La produzione dei vini avviene nella modernissima cantina situata all’interno della tenuta Cialdini, a Castelvetro, realizzata nel 2002 e dedicata esclusivamente a questa linea di altissima qualità. Dodici sono le declinazioni a marchio “Cleto Chiarli”: 4 Grasparossa in purezza, 3 Sorbara in purezza, Nivola (una speciale cuvée celebrativa che rende omaggio all’asso del volante Tazio Nuvolari), 4 spumanti.

La seconda linea di produzione, “Chiarli 1860”, rappresenta il marchio di lambrusco più antico e diffuso. Si tratta dei vini a più ampia distribuzione, che hanno contribuito nel tempo a far conoscere e apprezzare il lambrusco e hanno creato la notorietà dell’azienda. Tutti i vini a marchio “Chiarli 1860” sono prodotti nell’omonima cantina di Modena: un grande complesso produttivo, ricostruito dopo la guerra, che ancora oggi si trova in prossimità del centro cittadino.

(Info: Chiarli 1860, Via Manin 15, 41100 Modena, tel. 059 3163311, linda.rubini@rocchelli.it).

BOX

Il Lambrusco.

“Lambrusco” è una parola antichissima che risale a oltre 20 secoli fa: il termine identificava le viti selvatiche che nascevano spontaneamente in pianura o in collina, in un territorio della Gallia Cisalpina che poi nei secoli avrebbe preso il nome di Emilia. La Vitis Lambrusca era infatti conosciuta dai Latini, e prima ancora dagli Etruschi e dai Galli Liguri. Venne citata nel De Re Rustica di Columella e nel Capitulare de Villis di Carlo Magno.

Nel XIV secolo ne parlò il bolognese Pier de’Crescenzi nel suo trattato d’agricoltura, e attorno al Cinquecento il medico romano Andrea Bacci descrisse il Lambrusco in chiave molto moderna, nella sua Storia dei Vini: “le Lambrusche, uve bianche e rossicce, danno vini di gusto delicato e piccante, odorosi e spumeggianti quando si versano nei bicchieri”.

Ma dovevano trascorrere ancora più di 300 anni prima che l’antico nettare riuscisse a esprimersi al meglio, e a valicare i confini del consumo locale. E il nuovo, forte impulso fu dato proprio dall’intrecciarsi della storia del millenario vitigno con i destini della famiglia Chiarli: un connubio che contribuì a far conoscere, all’Italia e al mondo, il Lambrusco che è giunto ai nostri giorni. Un vino, cioè, nelle sue tante declinazioni, comunque sempre schietto, sincero, semplice ma mordente ed esuberante.

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Festival delle mongolfiere nel Beneventano

Nei cieli del Beneventano e precisamente nel Sannio, a Fragneto Monforte, si e' svolto il festival delle Mongolfiere.

Trenta equipaggi da tutto il mondo hanno dato vita al XXIV Raduno internazionale. L'evento è stato promosso ed organizzato dall'amministrazione comunale.

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Terremoto: Eurochocolate, migliaia ad anteprima all'Aquila

(ANSA) - L'AQUILA - Monete, cazzuole e un'aquila tutte rigorosamente di cioccolato: cosi' L'Aquila celebra l'anteprima di Eurochocolate, prevista a Perugia a fine mese.

Nel capoluogo abruzzese sono arrivati in migliaia per seguire l'artista Emilio Sturba che realizza una grande Aquila partendo da un blocco di cioccolato Nero Perugina di 11 quintali, mentre le scaglie della lavorazione vanno in omaggio al pubblico. Tanti acquistano il prodotto simbolo dell'iniziativa, la Cazzuola di Costruttori di Dolcezze, per sostenere la ricostruzione della citta'. Presenti anche Milka, Caffarel, Lindt e Novi.

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Notizie n. 938,939,940 e 941

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