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Le grappe della Distilleria Giovi di Valdina

Notizia del 21/02/2008

Le grappe della Distilleria Giovi di Valdina, sono state degustate ed apprezzate dalla Commissione d'Assaggio di Italia del gusto e de Il Gusto Italiano,presso l'enoteca VinoDiVino di Barbisano, in Pieve di Soligo (Treviso).

"La distilleria Giovi si trova a Valdina, provincia di Messina, in una zona molto vicina al mare. Si tratta di un’azienda molto giovane, essendo stata costituita nel 1987. Nonostante la recente costituzione, la distilleria vanta una buona reputazione a livello nazionale ed internazionale, dovuta all’altissima qualità dei distillati prodotti. Le materie prime utilizzate sono esclusivamente siciliane, e sono reperite, per quanto riguarda la frutta, per lo più dalle coltivazioni che si trovano sulle pendici dell’Etna, e per quanto riguarda le vinacce da Pantelleria, dalle Isole Eolie, dalla provincia di M arsala, da Noto e da altre zone siciliane famose per l’ottima viticoltura. Alla produzione propria si è aggiunta la distillazione per conto terzi. Ad alcuni dei distillati prodotti sono stati riconosciuti dei premi nazionali ed internazionali. La grappa Moscato di Pantelleria ha vinto la manifestazione “L’Alambicco d’oro” in Italia e la medaglia d ’oro alla manifestazione “D’Estillata” di Vienna, accompagnata dall’Acquavite di Fichidindia con lo stesso premio, dalla grappa Nero d’Avola con la medaglia d’argento e dall’Acquavite di mele con la medaglia di bronzo." (dal sito Vini di Sicilia).

La storia di Valdina

Il Comune di Valdina si compone di tre piccole frazioni: Valdina Centro, che si trova a 310 m. sul livello del mare, circondata dai monti Peloritani, si affaccia sulla splendida visuale di Milazzo e delle Isole Eolie; Tracoccia, famosa soprattutto per l'ospitare la chiesetta dedicata alla Madonna dell'acqua Santa, che è spesso meta di fedeli e pellegrini; infine Fondachello, sulla costa Tirrenica che ospita numerose fabbriche di laterizi. Il comune conta 1343 abitanti, occupati per lo più nelle industrie di laterizi, ma anche nell'agricoltura, nel commercio e nelle attività artigianali. Il clima è mite e ancora si gode del silenzio e la tranquillità di altri tempi. Gli fanno da contorno Roccavaldina, Venetico, Monforte S.Giorgio, Torregrotta, paesi tutti ricchi di storia con i quali Valdina, sin dall'origine, ebbe comuni rapporti storico sociali e culturali. Prima di introdurci nella storia del paese, bisogna stendere una premessa storica per quanto riguarda la Sicilia.

Nell'VIII secolo A.C., Ateniesi e Cartaginesi furono i primi ad abitarla. A Valdina il loro passaggio è provato dal campanile della Chiesa di "S.Pancrazio", che in origine era una torre di avvistamento per le navi provenienti dalle isole Eolie.

In seguito alla I^ Guerra Punica (241 A.C.), subentrarono i Romani e, un tribuno a cui fu assegnato questo territorio, come premio di conquista nella guerra contro i Cartaginesi, effettuò delle opere di risanamento: disboscamento e dissodamento del terreno, bonifica degli acquitrini e delle paludi. Tutto questo consentì di creare piantagioni di cereali, viti, ulivi e alberi da frutto. Per questo grande lavoro, vennero creati i primi cd. "Pagus", ovvero nuclei di capanne che servivano ad agevolare gli spostamenti degli uomini impiegati nell'opera. Il primo "Pagus" fu Roccavaldina. In seguito alla caduta dell'Impero Romano, la Sicilia toccò all'Imperatore di Bisanzio (536 D.C.), il quale donò questo territorio ad un cortigiano di palazzo. Il conglomerato, chiamato fino ad allora "Pagus", da quel momento assunse la denominazione di "Casale": da qui il "Casale del Conte". La dominazione Bizantina assicurò, da una parte, la tranquillità da assalti nemici, dall'altra bloccò lo sviluppo di qualsiasi forma di progresso. Alla fine dell'800, questo territorio fu assediato dai Saraceni, che devastarono le campagne circostanti e ridussero gli abitanti alla fame.La resa fu inevitabile e i vincitori provvidero a risanare ciò che era stato distrutto, cominciando da "Casale del Conte" che assunse il nome di "Rachel". La dominazione saracena durò 125 anni e i Saraceni cercarono di introdurre i loro usi, costumi, e religioni, pur permettendo le pratiche religiose Cristiane. Furono anni di prosperità ma, una volta che gli Emiri decaddero, la Sicilia restò divisa tra i vari signorotti locali che, in discordia tra loro, offrirono, nel 1061, ai Normanni, il pretesto per iniziare la conquista Cristiana dell'isola, compiuta da Ruggero d'Altavilla nel 1091. Ben presto, però, il governo Normanno entrò in crisi e, precisamente durante il regno di Manfredi che, caduto a Benevento, nella guerra contro i Francesi, permise a Carlo D'Angiò l'insediamento nel regno come conquistatore.

La vessatoria signoria di quest'ultimo e la prepotenza dei soldati francesi, provocarono l'insurrezione dei Vespri (1282), l'intervento nell'isola degli Aragonesi e, quindi, l'affermazione della nuova dinastia aragonese. Infatti, i baroni ed i capi popolo siciliani, decisero di offrire la corona a Pietro III di Aragona (1282). Egli dispensò titoli nobiliari, fondi e grossi possedimenti, di cui ne beneficiarono anche i La Rocca e i Mauro. Morto Pietro, subentrò il figlio Federico, il quale, in seguito al suo sposalizio (1289), largheggiò in generosità con i suoi fidi sostenitori, dispensando loro terre, castelli, feudi. Dal territorio demaniale di Rametta (oggi Rometta), venne staccata la parte occidentale e creati due fondi di diseguale grandezza, che furono donati a due benemeriti sostenitori di Federico d'Aragona: uno a Giovanni La Rocca, nobile cavaliere pisano da tempo venuto in sicilia ed insignito di pubbliche cariche a Messina, l'altro a Giovanni Mauro, di origine genovese. Il terreno era selvaggio, boschivo e, soprattutto disabitato. Fu per tale motivo che, per coltivarlo, i concessionari furono costretti ad ingaggiare villani ed artigiani provenienti da fuori. Per questo fu necessario costruire dei casolari onde poterli alloggiare. Nacquero così due casali che presero il nome dai due feudatari: La Rocca e Maurojanni o Mauro Giovanni (oggi Valdina).

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Osservatorio Nazionale dei Parchi d'Informazione

Lettura dal 30/09/2007 al 30/08/2008

Evento n. 167 ( segnalazione del Parco d'informazione della Sicilia )

 

 

 

 

 

 

 

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